LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

cittadelpopoloLa #Raggi si ricandida sostenendo di voler dialogare con la sinistra. Di fronte a questa situazione #Orlando afferma che il #PD lavora ad un progetto alternativo. Nel frattempo #Labbatucci sollecita le primarie delle idee per costruire una coalizione larga, politica, sociale, civica, perchè da solo nessuno ce la fa, ma poi evoca il voto utile ad impedire l’avanzata di una destra reazionaria e intollerante. Chiudendo ogni ipotesi di alternativa in una più modesta alternanza interna al cerchio delle compatibilità con padroni e poteri forti romani.

Insomma la scossa della Raggi ha messo in moto anche il centrosinistra. Un potere politico, economico e culturale composto da decine di rappresentanti istituzionali, ramificazioni nell’associazionismo di base e nelle organizzazioni padronali, stampa e mass media, che, ci dicono, è necessario per poter “vincere”. Ormai è evidente come la sinistra che intende chiudersi nel cerchio di questo potere, rappresenti quella foglia di fico politica che copre la natura del PD, quella di partito di un padronato “illuminato”. A questo percorso da forza l’eurodeputato nel PD #Smeriglio, l’uomo che balla con i costruttori, come fu definito da alcuni compagni di Rifondazione. Proprio quello Smeriglio che sin dai tempi della Provincia di Roma è stato la faccia sinistra di #Zingaretti, quello che diceva di pensare ai cittadini, mettendo il WIFI nelle piazze dei comuni, ma poi la sostanza la accordava ai costruttori, acquistando come nuova sede provinciale, un’immobile inagibile etc.. La stessa coppia che alla Regione Lazio infinocchiò tutti consentendo l’approvazione, sei anni fa, di una legge sull’acqua pubblica, che tuttavia si sono “dimenticati” di attivare. Insomma questo Smeriglio, che si muove nell’area del sottogoverno, come disse Mao: “come un pesce nellacqua,” ha elaborato strategia e tattica delle prossime elezioni romane. Primo si elabora un programma rivoluzionario, (case per tutti, diritto al reddito, lavoro, mobilità, recupero urbanistico e ambientale, crescita culturale delle periferie, nuova qualità della vita cittadina). Secondo si va allo scontro per sconfiggere la Raggi e andare al ballottaggio. Terzo, in nome dell’antifascismo, si attiva la chiamata alle armi contro le destre sviluppando nuovi accordicchi con il #M5S. l’Esito finale, in caso di vittoria, già lo conosciamo e possiamo sintetizzarlo nell’espressione “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”. Ovvero chi è stato dentro al percorso avrà un riscontro, ma riguardo l’attuazione dei programmi in quell’area politica già è stato detto in altre occasioni dopo il voto che: “non sono testi sacri e possono cambiare”. In concreto i poteri forti non si disturbano, ma vanno accompagnati per il bene della città e, compatibilmente con questo assunto, cercheranno di mettere in campo un buon governo (soprattutto per i padroni). Insomma più che una rivoluzione, un eterno ritorno.

In questi anni a #Roma abbiamo sperimentato la sconfitta delle politiche di Veltroni e Rutelli e la vittoria amministrativa del #centrodestra con tutto il suo carico di familismo, incompetenza, disinteresse della cosa pubblica, affarismo. Elementi che hanno consentito al pendolo dell’opinione pubblica di tornare sul PD, che nel frattempo ha lasciato immutati i suoi orizzonti e le sue politiche, connaturate a quel partito, esplosa la vicenda “mondo di mezzo,” posti di fronte alla scelta se cambiare pratiche e politiche o trovare un capro espiatorio, la scelta è stata addebitare tutte le responsabilità a Marino e cacciarlo. Tuttavia alle ultime elezioni, gli elettori, avendo avuto la possibilità di scegliere un terzo incomodo, il #M5S, hanno fatto fuori #cdx e #csx affidando l’amministrazione a chi si presentava come paladino dei cittadini, su cui anche una parte della sinistra sociale aveva riposto le sue speranze.

Oggi i giochi sulle politiche cittadine a Roma sono più chiari. Il centrodestra, il centrosinistra, il M5S sono tutti strumenti politici al servizio dei padroni. Ciò non significa che siano uguali, ci sono delle sfumature. Il centrodestra vuole ordine e disciplina e fare felici i padroni, Il centrosinistra vuole fare felici i padroni, ma non dimentica la qualità della vita con i diritti civili. Il M5s vuole essere attento alla legalità, ma sicuramente è attento alla felicità dei padroni. Scusate le barbare semplificazioni imposte dalla necessità di sintesi

C’è solo un elemento che non è ancora chiaro, che cosa faranno i partiti, i gruppi, le associazioni politiche sociali, i lavoratori? Sceglieranno ancora di cercare di raccogliere le briciole all’interno del recinto dei padroni, rinunceranno al gioco o cercheranno di volare costruendo una squadra politica, sociale e culturale che possa competere contro quelle padronali? Più volte nella storia del mondo i giganti Golia sono stati sconfitti da piccoli Davide antagonisti, sopratutto quando quest’ultimi si sono organizzati.

Durante il lockdown la società romana, nelle sue varie articolazioni, ha dimostrato la sua forza nel prendersi cura della comunità, alimentando relazioni sociali e sviluppando varie forme di mutuo appoggio autorganizzate dal basso, che sono riuscite ad arrivare là dove la stessa amministrazione non era in grado di intervenire. Non è stato quello un evento casuale e momentaneo, perché in città ci sono decine di realtà che quotidianamente continuano a realizzare soluzioni su temi che l’amministrazione cittadina e quelle municipali non sono nemmeno interessate a conoscere. Perché non coordinare tutte le realtà e ripetere, anche politicamente, alle elezioni quella esperienza?

Affinchè le istituzioni inizino a dare risposte a tutti coloro che sono stati defraudati di un diritto, siano essi gli ultimi o coloro che vivono del proprio lavoro è necessario organizzare tutti i Davide contro i Golia padronali.

Marco Bizzoni

I padroni fanno e disfanno, chi tutela i lavoratori?

I #padroni fanno e disfanno, chi tutela i #lavoratori?

MAAMNel corso del lockdown FCA ha chiesto al governo di poter accedere ai prestiti garantiti per far fronte all’emergenza Covid. Nonostante FCA (ex FIAT) abbia trasferito la sede fiscale e legale all’estero, per non pagare le tasse in Italia, e abbia distribuito a maggio 5,5 miliardi di dividendi ai suoi azionisti. ha comunque ottenuto dal Governo la garanzia Statale su di un prestito di 6,5 miliardi di euro. I vincoli posti dal Governo sono stati quelli di mantenere i livelli occupazionali e l’utilizzo dei fondi per sostenere i costi del personale e gli investimenti negli stabilimenti produttivi Italiani.

Ieri, FCA, ha comunicato a tutti i suoi fornitori, quindi l’indotto italiano che interessa circa 1.000 imprese e 58.000 operai, di cessare la produzione per FCA, poiché le City cars saranno prodotte in Polonia e si avvarranno dell’indotto di PSA (Peugeot)

“Prendi i soldi e scappa”, FCA ha mantenuto fede al motto che i Padroni si sono dati in questi anni.

Su questa vicenda ancora non ho sentito nessuno di #FI, #PD, #FdI, #Lega, #M5S, ma proprio nessun #Zingaretti, #Grillo, #Meloni, #Salvini, #Berlusconi, affermare che I PADRONI SONO DEI LADRI e che I LAVORATORI VANNO TUTELATI.

Non c’è nessuna differenza di necessità tra un lavoratore: pubblico o privato a tempo indeterminato, a tempo determinato, precario, interinale, autonomo o a partita IVA, piccolo artigiano o commerciante, con lavoro nero o irregolare, in cassa integrazione, disoccupato, inoccupato, immigrato, pensionato.

Tutti hanno il timore di perdere quel poco che hanno e lo esprimono portando guerra a chi sta peggio, sotto l’abile regia di chi sta sopra. Il 20% più ricco degli italiani che possiede il 72% della ricchezza nazionale. Questa è la forza economica che possedendo i mezzi di produzione in generale e i mezzi di produzione dell’informazione e della cultura in particolare, determina il “senso comune” che guida chi lavora nelle scelte elettorali.

C’è una scelta da fare: o si rimane in attesa salvifica, votando di volta in volta cdx o di csx, in attesa dell’uomo della provvidenza, oppure i lavoratori riprendono in mano l’arma della Politica, con la loro partecipazione diretta e, andando oltre le frammentazioni che il Capitale ha operato in questi anni, si autoriconoscano come importante soggetto sociale, un’unica Classe.

E’ ORA CHE I LAVORATORI RICOMINCINO AD ORGANIZZARSI PER ENTRARE IN PARLAMENTO, NEI CONSIGLI REGIONALI, COMUNALI, E TUTELARSI DA SE’.

 

REFERENDUM SUL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA

REFERENDUM SUL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA

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Il referendum sul taglio dei parlamentari si terrà il 29 marzo con il seguente quesito pubblicato in gazzetta ufficiale:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

Quali saranno i risultati di questo provvedimento?  Se consideriamo i parlamentari, una “casta” allora restringendo i posti diventeranno una “casta” ancora più esclusiva, se consideriamo i parlamentari un costo il risparmio ottenuto sarà lo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana ossia 1,35 euro a cittadino.

Forse c’è qualcosa di non detto dalla politica presente in televisione e dalla grande stampa. La riforma modifica la nostra Costituzione in modo sostanziale, alterando le proporzioni di rappresentanza dei cittadini nel Parlamento. Non vi sembra strano che a meno di due mesi dal voto referendario nessuno ne parli? Che il tema sia lasciato in secondo piano dai partiti rappresentati in Parlamento e dalla grande stampa?

Forze è necessario non attendere che altri ne parlino e che i lavoratori comincino a riflettere su quali siano le conseguenze del taglio dei parlamentari per la democrazia e per le loro vite.

Ci sono meno di due mesi per impedire che un provvedimento, sbandierato contro la casta e come necessario per il risparmio dello Stato, ma in realtà nemico dei lavoratori, possa essere confermato.

REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI

REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI

neoliberismo“Torna il bipolarismo”, dopo aver lucrato elettoralmente sull’antifascismo in Emilia Romagna, #Zingaretti è soddisfatto. Torna quella comoda condizione per cui i partiti, oggi presenti nelle istituzioni, possono vivere di rendita. Perché con leggi elettorali di natura maggioritaria che non consentono la libera rappresentanza del voto, gli elettori, semplicemente, non vanno a votare.

In #Calabria l’affluenza al voto si ferma al 44,3%, perché andare a votare se in anticipo si stabilisce che i tuoi rappresentanti non ce la faranno?

In #EmiliaRomagna invece i votanti sono il 67,6% e il dato sembrerebbe confutare il ragionamento fatto sino ad ora, che invece viene confermato, nelle sue linee essenziali, dalla natura della campagna elettorale che lì si è svolta, considerando i dati alla luce dalla polarizzazione tra democrazia e fascismo che vi è stata introdotta. Da una parte la destra Leghista e neofascista che, cavalcando il malessere sociale e guidando la guerra dei cittadini in difficoltà contro gli ultimi della società, annunciava la spallata, non ad un partito, ma ad un’idea di società, purtroppo più enunciata che reale. Dall’altra il PD che ha fatto appello alla difesa della democrazia contro la barbarie fascioleghista, spingendo all’attivazione un popolo della sinistra sempre disponibile a sostenere il meno peggio pur di impedire al fascismo di governare. Tuttavia, dopo aver impedito “l’avvento del fascismo”, Bonaccini governerà l’Emilia Romagna continuando a praticare quelle politiche non dissimili da quelle della Lega. Non bisogna dimenticare che l’autonomia differenziata, cioè la secessione delle regioni ricche, è stata chiesta oltre che dalla regioni guidate Lega di Salvini anche dallo stesso Bonaccini, il quale in tema di tutela del territorio invece di risanare la regione ha varato la peggiore delle leggi urbanistiche regionali, attenta alla proprietà fondiaria e favorevole alla speculazione sulle aree agricole.

HpovertC3A0a ragione Zingaretti, con le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, torna il bipolarismo. Cioè per i padroni è indifferente chi vince, centrodestra o centrosinistra, perché tanto, come dimostrano le ultime elezioni vincono sempre loro. Pazienza se ciò comporta una democrazia limitata in cui la maggioranza dei cittadini non vota più.

La generosità dei lavoratori dell’Emilia Romagna per fermare il fascismo ha quindi avuto come esito il ritorno del bipolarismo, cioè proprio la condizione politica-elettorale che ha prodotto, nutrito, cresciuto e che alimenta la forza delle proposte neofasciste della Lega e di Fratelli d’Italia.

Il governo della Lega ha prodotto le leggi “sulla sicurezza” che prevedevano multe ai lavoratori che protestano. Il governo del PD non ha abrogato quelle leggi e recentemente alcuni lavoratori, che hanno preso parte ad una protesta sindacale per la difesa dei propri diritti, hanno ricevuto multe da 4.000 euro, “… è il bipolarismo bellezza”.

Tocca ai lavoratori rompere le barriere ideologiche, del ”non c’è alternativa”, costruite dalla grande stampa e televisione attraverso l’oscuramento delle proposte autonome e alternative dei lavoratori e la denigrazione dei piccoli partiti. Tocca ai lavoratori rompere le barriere alla rappresentanza che le leggi maggioritarie impongono. Tocca ai lavoratori riorganizzarsi in partito politico, che influisca sulle politiche del Paese, ricostruendo una loro forza politica autonoma e alternativa alle diverse declinazioni del neoliberismo rappresentate dal #PD, #M5S, #FI, #Lega e #Fratellid’Italia.

Fino a quando i lavoratori non si riorganizzano si permarrà nel bipolarismo che assicura la permanente vittoria elettorale dei padroni, come centrodestra o come centrosinistra.se non sei una banca

Le conseguenze del bipolarismo ormai i lavoratori le conoscono sulla propria pelle: legge Fornero, Jobs Act, leggi “sicurezza,” e trasferimento di reddito dai lavoratori ai padroni. Non è un caso quindi che il 20% più ricco degli italiani detenga il 72% della ricchezza nazionale, ma solo l’esito di un conflitto di classe che i padroni hanno vinto, imbrigliando, e imbrogliando, la democrazia Italiana con il concetto di governabilità e le conseguenti leggi elettorali di natura maggioritaria

Democrazia: una testa un voto

PROPORZIONALE SENZA SBARRAMENTI, L’UNICA LEGGE ELETTORALE CHE NON RAPPRESENTI UNA DEMOCRAZIA DI PARTE.a.potere-al-popolo
La Consulta boccia il manipolativo referendum della Lega per una legge elettorale Maggioritaria. Salvini identifica la democrazia con i propri interessi di parte e parla di furto di democrazia.
La maggioranza di Governo parla di dare forza alla democrazia e propone una legge Proporzionale, tendenzialmente Maggioritaria, con una soglia di sbarramento al 5% (1.698.935 voti secondo i dati delle elezioni 2018) ed in questo modo identifica la democrazia con i propri interessi di parte.
democrazia italia-510

Solo una legge proporzionale pura è in grado di esprimere nel Parlamento la reale rappresentanza dei Lavoratori, senza la quale i gli interessi della classe lavoratrice saranno sempre sottomessi a quelli della finanza e dei Padroni.

 

Zingaretti, fa una cosa ne sbaglia due.

#ZINGARETTI FA UNA COSA NE SBAGLIA DUE, CON IL #M5S TAGLIA LA #DEMOCRAZIA INVECE DI RIDURRE I #PRIVILEGI DEI #PARLAMENTARI

Il taglio dei parlamentari è il taglio della democrazia, se sono dei privilegiati, coloro che resteranno, saranno privilegiati in misura ancora maggiore. Occorre tagliare i privilegi non la rappresentanza parlamentare.

democrazia italia-510Dopo essere stato costretto in fin d’estate a fare una cosa giusta, impedire che #Salvini portasse a compimento il golpe elettorale, il segretario del PD ha subito iniziato a tentennare sulla necessità di approvare una legge elettorale proporzionale senza sbarramenti. Così, come al solito, mentre il #PartitoDemocratico abbaia contro il pericolo fascista, richiamando la #sinistra all’unità, non agisce in alcun modo per realizzare gli strumenti elettorali che possano contenere e ridimensionare la possibilità di sbandamenti del Paese riguardo a possibili governi para o neofascisti.

Ad aggravare questo quadro l’accordo raggiunto con il #M5S, che alimentando la crisi della democrazia trasforma, la necessità di assicurare la rappresentanza popolare con un equo rapporto eletti-elettori, garantito dalla #Costituzione, con un fantomatico spreco economico dovuto alla “#Casta” che vogliono tenersi le “#Poltrone”. Il M5S grida al risparmio per i cittadini che avrebbe la misura del taglio dei 300 Parlamentari dimenticando di dire che esso rappresenterà lo 0,007% della spesa pubblica, ma nello stesso tempo l’Italia diventerà uno degli ultimi paesi dell’Unione Europea nel rapporto tra Parlamentari e Cittadini. Così, per un risparmio equivalente ad un caffè al giorno per ogni cittadino, si riduce la democrazia e, tagliando l’accesso alla rappresentanza parlamentare dei cittadini, si rendono i privilegiati che restano ancor più privilegiati. Al di là della propaganda dei 5stelle, il taglio dei Parlamentari è un’operazione tesa a tagliare le poltrone degli altri, invece di ridurre i privilegi di cui godono i parlamentari di Camera e Senato. Rifondazione Comunista in Parlamento, presentò una legge per dimezzare i compensi dei parlamentari, che avrebbe ottenuto un risparmio maggiore di quello oggi tanto sbandierato, riequilibrando i compensi dei parlamentari con quelli dei lavoratori.

Il taglio dei parlamentari, senza un democratico correttivo proporzionale puro, sarà lo strumento attraverso cui le destre potranno vincere le elezioni con maggioranze relative e prendere il potere del governo in modo assoluto con l’esclusione delle forze minori di cui cannibalizzeranno i rappresentanti. Molti nel PD pensano di ridimensionare questo aspetto con una legge elettorale che preveda sbarramenti in grado di riportare in auge un bipolarismo forzato, ma il risultato non sarà altro che l’allontanamento dell’elettorato popolare dall’esercizio del voto, la vittoria delle destre e lo scardinamento della Costituzione attraverso il presidenzialismo voluto dalle destre.

Zingaretti, se non vuoi fare cose di sinistra, almeno fai qualcosa di giusto impedendo il taglio dei parlamentari e approvando una legge proporzionale.

Se il #maggioritario è moderno il #proporzionale è contemporaneo!

SE IL #MAGGIORITARIO È MODERNO IL #PROPORZIONALE È CONTEMPORANEO!
#LEGA e #Fratellid‘Italia chiedono una legge elettorale maggioritaria per avere i pieni poteri. Una legge moderna, dicono, anti inciucio.
a.potere-al-popoloLa stessa legge che impedisce, negli USA e in Gran Bretagna, che la classe lavoratrice abbia una voce autonoma in Parlamento, la stessa legge che in Italia ha scippato la rappresenta parlamentare dei ceti popolari e, quindi, ha consentito lo scippo di tutti i diritti dei lavoratori realizzati sino ad oggi.
Parlano di salvare l’#Italia, si preoccupano di costruire le condizioni del loro dominio politico assoluto a favore dei “padroni del vapore”.
L’unica legge elettorale moderna e rispettosa della #Costituzione è il #proporzionalepuro.
Sistema elettorale che consente alle masse popolari di organizzarsi e difendersi dalla una pelosa carità. Quella delle destre in primo luogo, ma anche del #PD e del #M5S; che vorrebbero che la classe lavoratrice si accontentasse delle briciole lasciate cadere dal banchetto dei padroni.
UNA TESTA UN VOTO, OGNI VOTO DEVE AVERE LO STESSO VALORE.
(m.b.)
#UNATESTAUNVOTO

Costruire l’opposizione di Sinistra al governo Conte 2

COSTRUIRE L’ #OPPOSIZIONE DI #SINISTRA AL #GOVERNO #CONTE2

Crisi di governo

Quando in agosto si è manifestata ed esplicitata la crisi di governo, bene ha fatto Rifondazione Comunista a contrastare la richiesta di voto anticipato avanzata dalla Lega. Le elezioni chieste a gran voce per ottenere “pieni poteri” per il bene dell’Italia era solo un espediente utile a Salvini per trasformare in voti e seggi Parlamentari il consenso che i sondaggi gli assegnavano. Anche Zingaretti inizialmente era disponibile al voto anticipato, gli avrebbe consentito di riprendere il controllo sui gruppi parlamentari e restaurare un’apparente bipolarismo.pesci piccolo mangia grande

Dalla volontà di contrastare l’ipotesi descritta emerge la richiesta di Rifondazione Comunista, al M5S e PD, di assumersi la responsabilità di esplorare le possibilità consentite dal parlamentarismo; per far nascere un governo democratico nel rispetto della Costituzione.

Questa posizione, di responsabilità antifascista, è stata utilizzata da qualche commentatore interessato come l’espressione più chiara della volontà del PRC di inserirsi , in qualche modo, nell’area del futuro governo. Solo il settarismo più miope, irresponsabile o interessato può impedire di comprendere che nel momento in cui si è al bivio tra due ipotesi, pari negli effetti sui lavoratori, ma di cui una porta alla realizzazione di un regime reazionario di massa e l’altra ad un governo democratico, anche se blandamente rispettoso la costituzione, non si possa rimanere indifferenti e sia necessario sollecitare la realizzazione della seconda. Pur nella consapevolezza che il governo che si costituirà non sarà il nostro governo, ma sarà un avversario.

Nuovo Governo

Il Conte due non è il governo di Rifondazione Comunista, nè a quanto mi è dato sapere della lista “La Sinistra”. Sebbene sia stato definito dalla grande stampa e dai mass media come governo giallo-rosso, le culture che lo sostengono attingono dall’alveo del liberalismo in politica e del neoliberismo in economia; cioè un nuovo umanesimo per chi se lo può permettere e le briciole agli altri.

A questo governo, di cui Rifondazione Comunista è avversaria, si riconosce l’utilità nella difesa della democrazia, se assumerà il compito che Moni Ovadia chiama: “bonifica del clima e processo di rialfabetizzazione dei cittadini che non sanno di esserlo.” Concetto ulteriormente esplicitato da Liliana Segre in Senato rilevando con inquietudine che il razzismo nella società viene ormai vissuto come cosa normale ed inoltre che la politica di odio diffusa in questi mesi non danneggia solo i bersagli a cui e rivolta, ma le stesse classi popolari che vivono la crisi economica, alimentandone la disperazione e il senso di impotenza. La senatrice a vita poi afferma la necessità che: “Il nuovo governo operi concretamente per ripristinare un terreno di valori condivisi, fatto di difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà previsti dalla nostra costituzione.”

È bene aver presente che la pericolosità della proposta parafascista di Salvini, interrotta dalla nascita del nuovo governo, non è esaurita. Nel corso di questi anni ed a causa delle politiche neoliberiste del PD, che grande stampa e mass media dipingono continuamente come il “partito Rosso”, i “Comunisti”, la “Sinistra”, nel sentimento popolare si è realizzata una sorta di equiparazione per cui ciò che viene dalla “Sinistra” è contro i lavoratori, facendo crescere la percezione nelle classi popolari di essere tutelate solo dai partiti dell’antipolitica o dalla destra reazionaria. Nei quattordici mesi del governo giallo-verde tra le masse popolari si è aperta la disponibilità ad accogliere un regime reazionario, pensando in questo modo di poter risolvere i propri problemi. Oggi, malgrado l’uomo forte Salvini abbia fatto una figura da pagliaccio, resta alta tra i lavoratori la convinzione che possano risolvere le loro difficoltà affidandosi alla destra parafascista.

Per questo motivo, pur avendo sempre presente che il governo Conte due è un nostro avversario, dobbiamo attivare un’azione costante di rivendicazione di una legge elettorale proporzionale pura. Un’azione che non può ridursi al comunicato emesso dagli organismi nazionali del PRC, ma che deve essere sviluppato sui territori e nelle città come se affrontassimo una campagna referendaria. Costituendo comitati con personalità e la sinistra diffusa, organizzando banchetti, informando e coinvolgendo i lavoratori. Dobbiamo fare in modo che la discussione sulla legge elettorale, da argomento riservato ai sacerdoti dei tecnicismi politico-burocratici, si trasformi in un dibattito pubblico nelle masse popolari. dobbiamo sforzarci di collegare lo strumento di selezione della rappresentanza politica alle condizioni materiali dei lavoratori; evidenziando i diversi esiti che le classi popolari hanno ottenuto in passato con il proporzionale in termini di possibilità decisionali e di tutela economica.

Una nuova fase politica

Con il governo Conte due si apre una nuova fase politica. Le destre,sono  ancora elettoralmente unite, ma politicamente conflittuali tra l’istanza parafascista e nazionalistica e quella di destra liberale, il PD si barcamena nelle continue manovre interne, con Zingaretti che cerca di restaurare l’idea del centrosinistra, incorporando o aggregando le varie componenti di LeU; sostenuto, in un ottica bipolare, dai padri nobili Prodi e Veltroni. Mentre Renzi cerca di ricostituire un centro politico-parlamentare autonomo, anche con l’apporto di una parte di quella destra liberale che non vuole essere subalterna alla destra Salviniana. Nel M5S, la crisi di governo e la formazione del nuovo hanno scosso certezze granitiche, rimettendo in moto in modo più libero conflitti interni e relazioni politiche di cui vedremo lo sviluppo nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda l’azione di governo bisogna innanzitutto evidenziare che il contesto internazionale annuncia una nuova crisi economica. Crisi che ha già coinvolto la Germania e contro cui la BCE ha già predisposto il proprio armamentario annunciando il taglio dei tassi di interesse al -0,50% e il ripristino del quantitative easing senza limiti di tempo. In questo quadro diviene più plausibile la possibilità che la Commissione europea, pur mantenendo ferma la richiesta di riduzione del debito dell’Italia, sia disponibile ad attenuare e modulare diversamente la richiesta di austerità, consentendo una maggiore flessibilità nei conti e semplificando l’azione di governo. Tuttavia non ci si deve illudere su sostanziali cambiamenti nelle politiche; il Ministro alle infrastrutture ha subito messo in chiaro la continuità sulle grandi opere, il Ministro dell’agricoltura ha individuato tra le sue priorità la ratifica del trattato di commercio internazionale CETA, che devasta diritti ed ambiente, il Ministro delle finanze ha assicurato che non ci sarà nessuna patrimoniale. Nella sua comunicazione al Parlamento, il Presidente Conte, con retorica sofista, ha annunciato un Green New Deal, il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, la neutralizzazione degli aumenti IVA, etc. Alle orecchie e agli occhi dei lavoratori e dei cittadini sono parole di speranza, ma esse incapsulano politiche neoliberiste, così il governo toglierà con la mano destra quanto dato con la mano sinistra, alimentando il consenso dei lavoratori alle destre.

Il Governo quindi, non solo è nemico dei lavoratori, ma è un nemico subdolo perché utilizza, lessico e proposte della Sinistra, quella vera, per realizzare politiche consone alla destra, al capitale, ai padroni. Nasce da ciò la necessità di un grande sforzo di elaborazione di un linguaggio comprensibile ed esaustivo delle proposte della Sinistra, parole in grado di divenire simboli in sé, rompendo ogni possibilità di assimilazione al senso comune delle parole del governo.

Rifondazione Comunista

Siamo avversari del governo, ma la sua costituzione ci permette di avere del tempo per agire, non sappiamo quanto. Pubblicamente si è affermata la volontà di realizzare un governo che concluda la legislatura, ma ci sono forze interne al M5S e al PD che spingono su prospettive diverse.

Il tempo in cui questo governo opererà dovrà essere impegnato innanzitutto per evidenziare che ci sono proposte di Sinistra che rappresentano le esigenze dei lavoratori. in questo tempo dovremmo procedere alla semina dei nostri temi, alla riorganizzazione del partito, che sebbene non sia stato abbattuto da 11 anni di esclusione dal Parlamento è in evidente sofferenza. Reinsediare il partito, ricostruire e sviluppare relazioni con la sinistra politica, che non coltiva smanie di governismo, e quella sinistra collaterale presente in ogni territorio:ARCI, Libera, ANPI, Associazioni, Centri sociali, riviste, collettivi di studio e di elaborazione, occupazioni, sindacati, singole intellettualità. Mettere insieme idee e forze nelle forme che ogni organizzione ritiene più opportuna, in cerchi concentrici: patti di consultazione o di azione, unità dei comunisti, federazioni, alleanze, fronte,  un Parlamento della Sinistra in grado di costituire quella massa critica che possa dare forza a quella lista “La Sinistra” che ne rappresenta l’abbozzo e che non dobbiamo far morire, ma che dobbiamo rilanciare con chi ci sta, nella chiarezza del suo progetto iniziale di unire tutto ciò che il neoliberismo divide, nel tentativo di realizzare una rappresentazione politica delle classi popolari autonoma e alternativa alle destre, al M5S e al PD.

Rifondazione Comunista è e deve continuare ad essere centrale nella costruzione del soggetto dell’alternativa. A chi è stanco o scoraggiato ricordiamo le parole che papà Cervi disse al funerale dei figli: “ Dopo un raccolto ne viene un altro.”

Inizia una nuova fase politica, riprendiamo la semina.

alcide cervi

 

 

UN TRANQUILLO #GOVERNO DI NEOLIBERISMO TEMPERATO, LA #SINISTRA È UN’ALTRA COSA.

UN TRANQUILLO #GOVERNO DI NEOLIBERISMO TEMPERATO, LA #SINISTRA  É UN’ALTRA COSA.
neoliberismo

Mentre i Ministri del governo giallo-rosa prestano il loro giuramento è necessario ricordare che questo governo esplica la sua utilità nell’assicurare un baluardo democratico e di rispetto della #Costituzione a fronte del pericolo di una #destra #parafascista, che sebbene minoritaria nel paese, avrebbe potuto grazie all’infamia della legge elettorale, ottenere la maggioranza nel #Parlamento. Il compito primario delle forze che sostengono il governo è l’approvazione di una legge proporzionale pura, che riconsegni la scelta della rappresentanza parlamentare ai cittadini, e il cambiamento delle politiche economiche e sociali che sino ad oggi hanno alimentato la crescita delle destre.
Quello che sta nascendo non è il governo della SINISTRA, non è il governo dei lavoratori e delle lavoratrici. Nei suoi assunti programmatici sono assenti la cancellazione del #Jobs act, della #riformaFornero, della #buonascuola, il ripristino dell’ #articolo18, il reddito minimo garantito, la conversione ecologica del modello produttivo e la #patrimoniale che consenta a far in modo che quel 10% degli italiani che detiene il 50% della ricchezza nazionale sia chiamato a pagare le tasse in modo congruo. Per questo il PRC si colloca all’opposizione del nascituro governo, democratico, ma ancora succube alle politiche neoliberiste di negazione dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente.