PRC Roma – “LA SINDACA RAGGI SI ATTIVI, FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”

#PRC #Roma – “LA SINDACA #RAGGI SI ATTIVI, #FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”farmacia-farmacap

Bilanci oscuri, inadempienze riguardo la prevenzione e sicurezza dei lavoratori, violazione sistemica di norme contrattuali, personale sotto organico. Sembra che l’amministrazione 5stelle della Sindaca Raggi persegua una strategia di dissolvimento della Farmacap.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Roma sostiene con forza, e invita i cittadini ed i lavoratori a sostenere, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda speciale comunale Farmacap che si terrà martedì 23 in piazza del campidoglio dalle ore 9,00.

Le farmacie di Roma ed i loro servizi sono un patrimonio dei cittadini, non un segmento di mercato da sfruttare per il profitto né un inutile carrozzone, con una buona gestione possono non solo eliminare ogni incertezza per i lavoratori, ma anche fornire buoni servizi nei quartieri. Il PRC chiede che la Sindaca Raggi prenda precisi impegni affinché Roma Capitale approvi tutti i bilanci degli anni passati, creando le precondizioni affinché si chiuda la stagione delle gestioni commissariali e predisponga il bando per la selezione di un\una Direttore\a Generale. É inoltre ora che si ripristini il normale funzionamento degli organismi dell’Azienda stabiliti dallo Statuto, la nomina un nuovo Consiglio di Amministrazione e dei Revisori dei conti.

Rifondazione Comunista ritiene indispensabile ricordare che l’azienda deve perseguire i suoi obiettivi specifici garantendo a tutti i cittadini, ed ai suoi lavoratori, i diritti fondamentali costituzionalmente tutelati e promuovendo ogni forma di partecipazione dei cittadini e degli utenti riguardo il funzionamento e l’erogazione dei servizi.

PRC, Lavoro Roma

Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

IMG_20200616_110414Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

#Lavoratori e cittadini si sono ritrovati per denunciare la frammentarietà, l’insufficienza e la farraginosità delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori colpiti dalla crisi, stanziate dal Governo e denunciare anche come la #RegioneLazio abbia perseguito sulla stessa strada distribuendo denaro prioritariamente alle imprese e solo in misura minore, ridotta e temporalmente limitata per alleviare le difficoltà di chi si è ritrovato senza reddito, o con redditi insufficienti, a subire aumenti dei beni di prima necessità e delle utenze domestiche.

La Regione Lazio, oggi all’avanguardia sulla dannosa strada delle privatizzazioni ed esternalizzazioni di servizi, deve cambiare strada, per interrompere il piano inclinato verso la catastrofe sociale avviato dalla crisi pandemica.

La crisi sanitaria è stata totalmente affrontata dalla sanità pubblica, ma l’occasione è stata utilizzata ancora una volta per finanziare la sanità privata. Il risultato, con il San Raffaele alla Pisana è, di nuovo, sotto gli occhi di tutti. La sanità pubblica cura, la sanità privata infetta.

IMG_20200616_120607Sotto la sede della Regione le lavoratrici ed i lavoratori della scuola hanno ricordato come nella fascia 0/6 anni già con la Polverini erano stati stabiliti criteri di affollamento dei gruppi classe irrispettosi delle necessità dei bambini. Criteri che #Zingaretti non si è preoccupato di cambiare e che oggi sono una delle cause della difficoltà a riaprire i servizi. Nello stesso tempo la Regione stanzia risorse economiche per affrontare il problema indirizzandole prevalentemente alle strutture private.

Lavoratrici e lavoratori del turismo hanno fatto presente che il turismo che produce il 13% del pil nazionale non è quello degli italiani che possono andare all’estero, ma quello che permette ai turisti di altri paesi di venire in Italia. In quest’ottica, per mantenere integra la filiera del turismo, bisogna aiutare le attività in difficoltà e consentire, a chi si occupa prevalentemente del turismo straniero in Italia come le guide turistiche o il personale , di poter continuare a vivere fino al superamento delle difficoltà. I Tassisti hanno denunciato come, in questa fase di crisi, il modo di operare della Regione abbia privilegiato i grandi gruppi multinazionali. Un lavoratore dei trasporti ha poi denunciato la condizione di difficoltà in cui si trova ad operare per la sicurezza e per il servizio. Vetture affollate, tensioni degli utenti che ricadono sui lavoratori.

È sempre più evidente, quindi, la necessità di un cambiamento delle scelte politiche della Regione Lazio, tornando a privilegiare il diretto intervento pubblico nell’economia.

#RifondazioneComunista chiede che vi sia un impegno degli enti locali per:

  • un rilancio del settore pubblico, a partire da una campagna di stabilizzazioni ed assunzioni in Sanità, Scuola ed Istruzione, Enti Locali e per la tutela e messa in sicurezza dell’ambiente,
  • reddito universale senza vincoli e condizionalità,
  • proroga del blocco dei licenziamenti
  • stabilizzazione dei lavoratori,
  • salario minimo garantito di almeno 9euro l’ora

È necessario operare affinché si realizzi per un’inversione di rotta strutturale e veramente nessun lavoratore e lavoratrice resti solo di fronte alla crisi. Per far ciò occorre incalzare le istituzioni facendo crescere la partecipazione alle lotte sociali ed il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio

Il PRC sostiene le richieste dei lavoratori della Multiservizi, della ristorazione Scolastica e degli AEC di Roma.

IMG_20200603_154055Il #PRC sostiene le richieste dei lavoratori della #Multiservizi, della ristorazione #Scolastica e degli #AEC di #Roma.

Mercoledì 3 i lavoratori e le lavoratrici della Multiservizi e gli addetti e le addette alla ristorazione scolastica si sono ritrovati nel presidio in piazza del Campidoglio per rivendicare un orario sufficiente a garantire servizi sicuri ed efficaci e una retribuzione dignitosa per tutti e per tutte.

Al presidio organizzato dall’USI, presente anche una delegazione del flaica uniti CUB, Rifondazione Comunista di Roma ha portato la propria solidarietà alla lotta in corso.

I lavoratori del settore ristorazione hanno denunciato che a tre mesi dal lockdown e nel giorno della ripartenza della possibilità di viaggiare tra le regioni, quei soldi necessari per vivere, strombazzati dal governo, molti ancora non li hanno visti e, chi invece è stato fortunato, ha avuto la drammatica scoperta di ritrovarsi con meno di 500 euro lorde e con la “naturale” prospettiva della sospensione estiva del lavoro e dello stipendio.IMG_20200603_164600

Così, in un periodo in cui il Governo di cui fanno parte i 5Stelle si sgola a dire che nessuno sarà lasciato indietro, ecco che nel comune di Roma, dove il Movimento5stelle ha il suo massimo rappresentante, si dimenticano questi buoni propositi. Quello che gli amministratori di Roma Capitale riescono ad offrire a questi cittadini-lavoratori, in lotta per un reddito dignitoso, sono solo vane proposte contentino. Mentre i lavoratori della Multiservizi, della ristorazione, dei servizi educativi, all’ombra della statua di Marco Aurelio, manifestano tutta la loro preoccupazione perché si prefigura un estate in assenza di reddito ed esprimono il timore del peggioramento delle condizioni di lavoro alla ripresa di settembre, il Comune di Roma li rassicura con un’umiliante elemosina.

Alle loro legittime richieste, le lavoratrici e i lavoratori, non hanno avuto neppure la soddisfazione di una diretta considerazione politica della Sindaca Raggi, che ha delegato un organo burocratico a trattare la questione come se i lavoratori e le lavoratrici non fossero essi stessi cittadini da tutelare in quanto tali. Tuttavia l’insensibilità politica del Movimento5Stelle non è una loro speciale caratteristica, ne fa fede l’assordante mancanza di attenzione prestata ai lavoratori in lotta del PD, della Lega, di FdI. Tutti questi gruppi, nell’aula Giulio Cesare, esprimono immenso amore per Roma, ma dimenticano sempre di mostrarlo contribuendo al progresso materiale dei suoi lavoratori.

È giunto il tempo che ai lavoratori delle partecipate e agli esternalizzati dei servizi del Comune di Roma sia riconosciuta piena dignità nel lavoro e nel reddito, e, nello stesso tempo, che i servizi espletati tornino ad essere prestazioni in favore dei cittadini romani, piuttosto che strumenti per i profitti di padroni e padroncini. La crisi pandemica, trasformatasi in crisi sociale, dovrebbe avere insegnato qualcosa ai nostri amministratori: il tempo per re-internalizzare i servizi è ora. Ma si sa noi siamo comunisti, abbiamo il difetto di pensare che i lavoratori e le lavoratrici siano persone con diritti e non strumenti da sfruttare per il profitto per pochi.

PRC Lavoro Roma

A Roma si ferma l’epidemia, ma i lavoratori continuano a morire sul lavoro

A #Roma si ferma l’epidemia, ma i #lavoratori continuano a #morire sul lavoro

casco operaio

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia di Carlo P. Morto oggi di lavoro ad Ostia, cadendo da un’impalcatura di un cantiere edile.

Ancora una volta l’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL ha dato il suo frutto amaro della morte di un lavoratore.

Non ci sono scusanti per la politica, le azioni messe in campo dall’assessore regionale al lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono inefficaci. Lo dimostrano le #mortiSuLavoro che continuano a succedersi ad un ritmo incontrollato.

È giunta l’ora che la #RegioneLazio agisca con forza perché nessun lavoratore muoia sul posto di lavoro, ci aspettiamo quindi un immediato ripristino degli organici e dei mezzi delle ASL per quanto riguarda i servizi di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro. Senza #controlli non c’è #sicurezza.

PRC Lavoro Roma

#BastaMortiSulLavoro

Non c’è più tempo, Reddito subito per tutti\e!

Non c’è più tempo, #Reddito subito per tutti\e!WhatsApp Image 2020-05-29 at 18.17.18

Venerdì 29, a Roma, al Ministero dell’Economia e della Finanza si è svolto il presidio per rivendicare un reddito di base per tutti e per tutte, sulla base del documento elaborato dai promotori della rete per il “Reddito di quarantena nel Lazio”. La giornata di lotta, malgrado sia stata funestata dal maltempo non si è fermata, ma si è svolta con la presenza di molte associazioni, reti, sostenitori del reddito di base e naturalmente di Rifondazione Comunista.

“Nessuno resterà indietro, nessuno verrà lasciato solo” per mesi il Governo ci ha martellato con queste frasi ad ogni conferenza stampa. Tuttavia i soldi previsti dai decreti, che dovevano risolvere i problemi economici dei lavoratori e dei senza lavoro, ancora oggi stentano ad arrivare ai molti che ne hanno bisogno. Mentre per le multinazionali, i padroni e le imprese dai grandi fatturati i soldi sono arrivati subito senza porre condizioni e verificarne l’effettiva necessità. Tanto che l’IRAP è stata eliminata di netto sia per chi ha dovuto chiudere sia per le aziende che hanno continuato a lavorare, e quindi a guadagnare, anche nel corso del Lockdown.

Al centro della piattaforma di convocazione dell’iniziativa la richiesta di un superamento dello spezzatino di interventi governativi, che prevedono pochi soldi per le persone, in ritardo, per poco tempo, ed a volte in modi umilianti e la forte richiesta di una misura di welfare universale, individuale, senza condizioni di esclusione, che possa essere richiesto da tutte e tutti coloro che per qualsiasi motivo si ritrovino senza reddito.

Gli interventi dei partecipanti che si sono succeduti sotto al MEF non solo hanno denunciato l’inadeguatezza degli interventi presi fino ad ora dal governo, ma hanno mostrato una nuova maturità sociale. Esprimendo la consapevolezza dell’insufficienza di ogni soggetto, rinchiuso nell’ambito del proprio particolare ambito di intervento, nel poter fornire risposte efficaci e della necessità di costruire una rete, una coalizione tra tutte le realtà sociali. Perchè non vi è soluzione possibile che non tenga insieme:il diritto al reddito, con il diritto all’abitare, quello ai servizi essenziali, alla regolarizzazione dei migranti, alla tutela dei lavoratori dipendenti, a termine, indipendenti, esternalizzati, in affitto, autonomi, atipici, intermittenti, precari, in nero e a chi il lavoro vorrebbe averlo.

È giunta l’ora di intervenire con forza sui meccanismi che generano le povertà è giunta l’ora di attivarsi affinché veramente nessuno, più, resti indietro. Il presidio è stato un primo momento dei questa lotta, che proseguirà e che deve allargarsi anche ad altre realtà che nel corso di questi mesi sono intervenute nel prendersi cura di quanti sono stati e sono in difficoltà con azioni di sostegno autorganizzato. È Proprio da questa autorganizzazione, che può crescere quella coalizione sociale in grado di sviluppare una massa critica in grado di farsi ascoltare e di indirizzare le scelte delle istituzioni. Non c’è più tempo! Per le vostre misure insufficienti, si è detto al Governo nel presidio. Il tempo è ora! Risponde il Partito della Rifondazione Comunista che a partire dal tema del “Reddito per tutti\e” e dove prendere le risorse, ha lanciando la sua campagna sociale. Indicando ai lavoratori che i soldi ci sono. Bisogna farseli dare dalla Banca Centrale Europea, nel modo in cui nella crisi economica del 2008 furono dati alle banche e bisogna prenderli dalle tasche di padroni con una Tassazione Patrimoniale.

Regolarizzazione: I lavoratori agricoli non sono braccia!

#REGOLARIZZAZIONE: I #LAVORATORI AGRICOLI NON SONO BRACCIA!

Il provvedimento di regolarizzazione dei migranti approvato recentemente dal governo Conte ha, come al solito come beneficiari i #padroni agricoli.

lavoro agricoloPer questo la ministra #Bellanova si è messa a piangere, una donna con la sua storia sapeva bene di aver tradito i lavoratori mentre diceva di aiutarli.

Con la #regolarizzazione prevista, per sanare i guasti fatti dalle destre al governo, viene attribuita al padrone la potestà sulla vita dei lavoratori migranti: è lui che chiede la regolarizzazione per i lavoratori e quindi è lui che decide se farlo oppure no, cioè se farli emergere dal loro lavoro nero oppure mantenerli clandestini.

Con questa regolarizzazione, che qualcuno a destra denuncia come regalo ai migranti, quello che avverrà sarà il totale asservimento dei lavoratori migranti al loro padrone. Che non sarà più solo colui che consente il lavoro, ma anche l’unica possibilità di avere diritti civili.

I padroni in questo modo diventano padroni della vita dei lavoratori migranti. Questa mentalità è già ben visibile nei fatti accaduti a #Terracina in questi giorni. Dove un lavoratore migrante che chiedeva le mascherine per se e i suoi compagni è stato brutalmente malmenato e gettato in un fosso.

É necessario che ai migranti sia assegnata la titolarità del loro permesso di soggiorno, sottraendo le loro vite ai ricatti padronali e restituendo loro i #diritticivili.

Tutto ciò non per un astratto spirito umanitario, ma per un’esigenza di #classe. Il riconoscimento ai migranti dei loro diritti è il primo passo affinché, anche i lavoratori agricoli italiani, possano iniziare a vedersi riconosciuti realmente i loro diritti, a cominciare dal riconoscimento di salari decenti.

braccianti

PRC Roma: il Comune intervenga con veri aiuti per piccoli negozi, artigiani, dipendenti e non senza lavoro e invisibili della città.

#PRC #Roma: il #Comune intervenga con veri aiuti per piccoli #negozi, #artigiani, #dipendenti e non senza lavoro e #invisibili della città.

Fino a quando è stato in vigore il lockdown ci siamo sentiti tutti romanticamente uguali, coesi nel combattere la pandemia, uniti nella la stessa situazione.

Come Partito della Rifondazione Comunista già in quei giorni abbiamo denunciato la natura di classe intrinseca alla quarantena e ci siamo attivati costruendo strumenti a disposizione dei lavoratori. Sportelli di consulenza virtuale: sul lavoro, la casa, la salute; raccolta e distribuzione di generi alimentari, da soli e con altre associazioni. Proposte attraverso cui le istituzioni, municipi, comune, regione sarebbero potute intervenire con maggiore rapidità ed efficacia nei confronti del disagio economico che, malgrado tanti proclami televisivi di Conte, Zingaretti e Raggi continua a non ricevere risposte adeguate.

È necessario che si smetta di parlare di soldi e si mettano concretamente, soldi immediati e non prestiti a disposizione dei lavoratori. Per far ciò è necessario che la Banca Centrale Europea, faccia quello che stanno facendo le banche centrali in Cina, Usa, Giappone. Finanziando le spese degli Stati membri, necessarie ad affrontare la crisi sanitaria e sociale del Coronavirus, con prestiti a tassi zero o negativi e con anticipi non rimborsabili, sotto forma di titoli a 100 anni non negoziabili sui mercati come consentito dal trattato di Lisbona. Questo, insieme ad una Patrimoniale sui grandissimi patrimoni. Consentirà che: “Tutto andrà bene” e “niente sarà come prima”.

Tuttavia, nel frattempo, quella retorica della quarantena che ha trasfigurato un privilegio di classe presentandolo come destino comune, rassicurando chi improvvisamente si è ritrovato senza reddito. Si sgretola dopo pochi giorni di parziale riapertura di alcune attività economiche, mettendo in luce il velo ideologico costruito dalla stampa dominante. Mentre molti lavoratori sono ancora in cassa integrazione, che ancora non è stata loro erogata materialmente. Mentre molte piccolissime imprese commerciali e artigiane, prevalentemente a carattere familiare, attendono ancora di ricevere degli aiuti che permettano loro di sostenere i costi della forzata inattività, e sono in attesa di capire quando e come poter riaprire. Alcune attività della ristorazione e bar della Capitale, sfruttano il momento propizio della parziale riapertura del servizio da asporto, per mettere in atto la consueta pratica di evasione contributiva, richiamando al lavoro in nero, gli stessi dipendenti che hanno messo in cassa integrazione. Questi imprenditori disonesti, che spesso dichiarano redditi inferiori a quelle dei propri dipendenti, mentre chiedono aiuti per l’impresa evadono i contributi e la loro furbizia viene pagata da tutti gli imprenditori onesti e dai lavoratori, assorbendo comunque risorse destinate al sostegno di piccoli negozianti, artigiani e microimprese con una riduzione dei fondi a disposizione per tutta la categoria.

Rifondazione Comunista chiede che il Comune di Roma si impegni per mettere fine a queste malepratiche revocando, per le imprese in cui siano riscontrate illiceità contributive, tutte le misure di aiuto previsto.

Nello stesso tempo chiediamo alla Sindaca Raggi, un intervento più incisivo, di supporto e aiuto soprattutto alle imprese commerciali e artigianali in cui lavoratori e titolari coincidano, un intervento sostanziale nei confronti di quanti ad oggi sono ancora in cassa integrazione o senza lavoro ed un aiuto agli invisibili delle occupazioni abitative e delle realtà sociali più emarginate.

Cassaintegrazione non ancora pervenuta, anticipi bancari inesistenti, ma dove sono i soldi di aiuto per i lavoratori?

Cassaintegrazione non ancora pervenuta, anticipi bancari inesistenti, ma dove sono i soldi di aiuto per i lavoratori?cassaintegrazioneDagli inizi della pandemia su tutti i giornali ed i telegiornali ci viene spiegato che “nessuno sarà lasciato solo”, che sono state stanziate le risorse per gli ammortizzatori sociali ed ulteriori risorse per chi non vi rientra. Tuttavia ad oggi la maggior parte di quelli che hanno dovuto sospendere le loro attività, dipendenti,  lavoratori autonomi o partite iva sono arrivati al secondo mese senza che vedessero il becco di un quattrino.

I lavoratori delle attività che hanno riaperto sono contenti di poter tornare a lavorare malgrado le preoccupazioni per la salute, almeno potranno di nuovo avere un reddito. L’INPS ci dice che la maggior parte delle casse integrazioni sono state versate, ma il presidente dell’Istituto diceva che entro aprile sarebbero state pagate tutte e non è stato così. Peggio ancora è andata per  la Cassa Integrazione in Deroga dove, nel balletto delle cifre che si rimpallano regioni e INPS, i pagamenti effettivi sono infinitesimali, anche in quelle regioni virtuose che hanno decretato tutte le casse integrazioni.

C’è chi dice che bisogna comprendere le difficoltà dell’INPS,sta trattando una mole di pratiche non comparabile con i tempi normali. Ma, appunto, non siamo in tempi normali e le procedure se sono così lente vuol dire che sono sbagliate ed inoltre costringono gli operatori INPS ad un surlavoro da casa, con connessioni private che spesso sono inadeguate.

Al fallimento del supporto economico dello Stato i lavoratori hanno risposto con la solidarietà familiare e la solidarietà di classe. È ora che arrivino i soldi in tasca a chi non ha lavorato e non lavora.

Tra le medaglie che il governo si mette, c’è anche quella di aver stipulato un protocollo con le banche, proprio per tagliare i tempi della burocrazia. Anche qui, quel che risulta, è meno del meno. Gli anticipi ai lavoratori su CIGO, CIGD, Fis si contano sulle dita di una mano, i prestiti agevolati vengono erogati solo a chi ha santi in paradiso.

Anche qui i lavoratori bancari, che hanno continuato a lavorare nel pieno della pandemia, con risibili dispositivi di protezione, si ritrovano additati come colpevoli di non erogare risorse. Mentre in governo si è “dimenticato” di inserire nel protocollo clausole di automatismo nelle erogazioni, in assenza del quale ABI e banchieri dimostrano la massima indifferenza nel mettere in atto un minimo di responsabilità sociale nella loro attività. Soldi, Soldi, Soldi chi hanno detto, ma se arrivano a qualcuno non sono certo a piccoli Commercianti, Artigiani, lavoratori autonomi o Partite IVA che si devono arrangiare.

É ora che il governo intervenga: sull’INPS chiedendo l’immediata erogazione diretta ai lavoratori in CIGO ed a  quelli in CIGD già decretati dalle regioni. Ma non basta, è ora che il governo richiami l’ABI alla sua funzione sociale ed esiga l’erogazione automatica dei prestiti fino a 25mila euro.

L’Italia può ripartire solo se si consente ai lavoratori di mantenere i loro redditi, nella pandemia e dopo.

Bizzoni (PRC-SeLazio) – La morte sul lavoro non è mai un incidente.

Bizzoni (PRC-SeLazio) – La morte sul lavoro non è mai un incidente.

casco infortunioÉ stata sufficiente una deroga al lockdown ed una parziale riapertura delle attività lavorative per ottenere il drammatico risultato di due morti sul lavoro; nei giorni scorsi a Frosinone ed oggi a Tivoli. In questo triste momento il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia del lavoratore morto stamattina a Case Rosse dove era andato a lavorare. In questi pochi giorni di ripresa delle attività economiche, due lavoratori usciti di casa per guadagnarsi da vivere non sono più rientrati, tutto ciò è inaccettabile. Quando si muore sul lavoro non è mai un Incidente. Il lavoro uccide quando deve essere svolto a certi ritmi, a certe condizioni, con strumenti non adeguati.La morte sul lavoro è il risultato di decisioni prese dalle aziende,che i lavoratori sono costretti a rispettare. La morte sul lavoro è il frutto dell’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL e quindi, in ultima analisi, delle decisioni politiche del Ministero del Lavoro e della Regione Lazio che, invece di potenziare il rispettivo personale ispettivo, mantengono gli organici costantemente sottodimensionati. All’assessore al Lavoro della Regione Lazio diciamo che la riconvocazione della Task Force sulla vigilanza in materia di sicurezza non è sufficiente, i lavoratori morti sul lavoro da quando è stata istituita sono lì a dimostrarlo.All’assessore alla Sanità chiediamo di ripristinare i livelli di organici e mezzi dei servizi di prevenzione e salute sul lavoro.E ora che la Regione Lazio metta in atto azioni concrete di contrasto delle morti sul lavoro che non si limitino al finanziamento delle aziende affinché facciano ciò che è loro dovere.
Marco Bizzoni, PRC Lazio referente per il Lavoro