La salute non è una merce, ma un diritto!

La #salute non è una #merce, ma un #diritto!

prcsaluteIl Partito della #RifondazioneComunista sostiene la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute (per una sanità pubblica, universale, laica, gratuita)” e invita lavorator* e cittadin* a partecipare al presidio, promosso da diverse realtà politiche, che si terrà a Roma il 3 Settembre, ore 17, in Piazza Montecitorio.

L’emergenza Covid ha messo chiaramente in evidenza come la Sanità Pubblica sia stato l’unico baluardo contro la pandemia, malgrado molte criticità frutto di decenni di scelte scellerate fatte dai governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici, che hanno privilegiato mercato ed il cosiddetto risparmio che in realtà non è stato altro che una progressiva dismissione di ospedali, posti letto, servizi territoriali e personali che poi sono stati forniti accreditando strutture della sanità privata. Quelle stesse strutture che nel periodo più buio del lockdown, mentre la sanità pubblica curava e salvava erano, con le Residenze Sanitarie Assistenziali, luoghi di infezione. Quelle stesse strutture che, malgrado forniscano servizi che in gran parte sono pagati con soldi pubblici, oggi rifiutano di riconoscere la dignità dei propri lavorator* firmando un contratto che dopo 14 anni adegui i salari.

Malgrado i pessimi risultati e in continuità con le politiche precedenti, il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, inaugura il campus bio medico di Trigoria, una struttura sanitaria privata di proprietà dell’Opus Dei. Continuando a sottrarre importanti risorse economiche al funzionamento della sanità pubblica.

E’ necessario invertire la rotta ed avviare una stagione di investimenti nella Sanità Pubblica, ripristinando strutture, assumendo personale, ampliando la disponibilità di servizi territoriali e alla persona. Per questo invitiamo lavorator* e di cittadin* a sottoscrivere la petizione “Riconquistiamo il diritto alla salute” sulla piattaforma Change.org/riconquistiamo-salute.

La salute non è merce, ma un diritto, per tutte e tutti!

Rifondazione Comunista Regionale Lazio

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

cittadelpopoloLa #Raggi si ricandida sostenendo di voler dialogare con la sinistra. Di fronte a questa situazione #Orlando afferma che il #PD lavora ad un progetto alternativo. Nel frattempo #Labbatucci sollecita le primarie delle idee per costruire una coalizione larga, politica, sociale, civica, perchè da solo nessuno ce la fa, ma poi evoca il voto utile ad impedire l’avanzata di una destra reazionaria e intollerante. Chiudendo ogni ipotesi di alternativa in una più modesta alternanza interna al cerchio delle compatibilità con padroni e poteri forti romani.

Insomma la scossa della Raggi ha messo in moto anche il centrosinistra. Un potere politico, economico e culturale composto da decine di rappresentanti istituzionali, ramificazioni nell’associazionismo di base e nelle organizzazioni padronali, stampa e mass media, che, ci dicono, è necessario per poter “vincere”. Ormai è evidente come la sinistra che intende chiudersi nel cerchio di questo potere, rappresenti quella foglia di fico politica che copre la natura del PD, quella di partito di un padronato “illuminato”. A questo percorso da forza l’eurodeputato nel PD #Smeriglio, l’uomo che balla con i costruttori, come fu definito da alcuni compagni di Rifondazione. Proprio quello Smeriglio che sin dai tempi della Provincia di Roma è stato la faccia sinistra di #Zingaretti, quello che diceva di pensare ai cittadini, mettendo il WIFI nelle piazze dei comuni, ma poi la sostanza la accordava ai costruttori, acquistando come nuova sede provinciale, un’immobile inagibile etc.. La stessa coppia che alla Regione Lazio infinocchiò tutti consentendo l’approvazione, sei anni fa, di una legge sull’acqua pubblica, che tuttavia si sono “dimenticati” di attivare. Insomma questo Smeriglio, che si muove nell’area del sottogoverno, come disse Mao: “come un pesce nellacqua,” ha elaborato strategia e tattica delle prossime elezioni romane. Primo si elabora un programma rivoluzionario, (case per tutti, diritto al reddito, lavoro, mobilità, recupero urbanistico e ambientale, crescita culturale delle periferie, nuova qualità della vita cittadina). Secondo si va allo scontro per sconfiggere la Raggi e andare al ballottaggio. Terzo, in nome dell’antifascismo, si attiva la chiamata alle armi contro le destre sviluppando nuovi accordicchi con il #M5S. l’Esito finale, in caso di vittoria, già lo conosciamo e possiamo sintetizzarlo nell’espressione “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”. Ovvero chi è stato dentro al percorso avrà un riscontro, ma riguardo l’attuazione dei programmi in quell’area politica già è stato detto in altre occasioni dopo il voto che: “non sono testi sacri e possono cambiare”. In concreto i poteri forti non si disturbano, ma vanno accompagnati per il bene della città e, compatibilmente con questo assunto, cercheranno di mettere in campo un buon governo (soprattutto per i padroni). Insomma più che una rivoluzione, un eterno ritorno.

In questi anni a #Roma abbiamo sperimentato la sconfitta delle politiche di Veltroni e Rutelli e la vittoria amministrativa del #centrodestra con tutto il suo carico di familismo, incompetenza, disinteresse della cosa pubblica, affarismo. Elementi che hanno consentito al pendolo dell’opinione pubblica di tornare sul PD, che nel frattempo ha lasciato immutati i suoi orizzonti e le sue politiche, connaturate a quel partito, esplosa la vicenda “mondo di mezzo,” posti di fronte alla scelta se cambiare pratiche e politiche o trovare un capro espiatorio, la scelta è stata addebitare tutte le responsabilità a Marino e cacciarlo. Tuttavia alle ultime elezioni, gli elettori, avendo avuto la possibilità di scegliere un terzo incomodo, il #M5S, hanno fatto fuori #cdx e #csx affidando l’amministrazione a chi si presentava come paladino dei cittadini, su cui anche una parte della sinistra sociale aveva riposto le sue speranze.

Oggi i giochi sulle politiche cittadine a Roma sono più chiari. Il centrodestra, il centrosinistra, il M5S sono tutti strumenti politici al servizio dei padroni. Ciò non significa che siano uguali, ci sono delle sfumature. Il centrodestra vuole ordine e disciplina e fare felici i padroni, Il centrosinistra vuole fare felici i padroni, ma non dimentica la qualità della vita con i diritti civili. Il M5s vuole essere attento alla legalità, ma sicuramente è attento alla felicità dei padroni. Scusate le barbare semplificazioni imposte dalla necessità di sintesi

C’è solo un elemento che non è ancora chiaro, che cosa faranno i partiti, i gruppi, le associazioni politiche sociali, i lavoratori? Sceglieranno ancora di cercare di raccogliere le briciole all’interno del recinto dei padroni, rinunceranno al gioco o cercheranno di volare costruendo una squadra politica, sociale e culturale che possa competere contro quelle padronali? Più volte nella storia del mondo i giganti Golia sono stati sconfitti da piccoli Davide antagonisti, sopratutto quando quest’ultimi si sono organizzati.

Durante il lockdown la società romana, nelle sue varie articolazioni, ha dimostrato la sua forza nel prendersi cura della comunità, alimentando relazioni sociali e sviluppando varie forme di mutuo appoggio autorganizzate dal basso, che sono riuscite ad arrivare là dove la stessa amministrazione non era in grado di intervenire. Non è stato quello un evento casuale e momentaneo, perché in città ci sono decine di realtà che quotidianamente continuano a realizzare soluzioni su temi che l’amministrazione cittadina e quelle municipali non sono nemmeno interessate a conoscere. Perché non coordinare tutte le realtà e ripetere, anche politicamente, alle elezioni quella esperienza?

Affinchè le istituzioni inizino a dare risposte a tutti coloro che sono stati defraudati di un diritto, siano essi gli ultimi o coloro che vivono del proprio lavoro è necessario organizzare tutti i Davide contro i Golia padronali.

Marco Bizzoni

I padroni fanno e disfanno, chi tutela i lavoratori?

I #padroni fanno e disfanno, chi tutela i #lavoratori?

MAAMNel corso del lockdown FCA ha chiesto al governo di poter accedere ai prestiti garantiti per far fronte all’emergenza Covid. Nonostante FCA (ex FIAT) abbia trasferito la sede fiscale e legale all’estero, per non pagare le tasse in Italia, e abbia distribuito a maggio 5,5 miliardi di dividendi ai suoi azionisti. ha comunque ottenuto dal Governo la garanzia Statale su di un prestito di 6,5 miliardi di euro. I vincoli posti dal Governo sono stati quelli di mantenere i livelli occupazionali e l’utilizzo dei fondi per sostenere i costi del personale e gli investimenti negli stabilimenti produttivi Italiani.

Ieri, FCA, ha comunicato a tutti i suoi fornitori, quindi l’indotto italiano che interessa circa 1.000 imprese e 58.000 operai, di cessare la produzione per FCA, poiché le City cars saranno prodotte in Polonia e si avvarranno dell’indotto di PSA (Peugeot)

“Prendi i soldi e scappa”, FCA ha mantenuto fede al motto che i Padroni si sono dati in questi anni.

Su questa vicenda ancora non ho sentito nessuno di #FI, #PD, #FdI, #Lega, #M5S, ma proprio nessun #Zingaretti, #Grillo, #Meloni, #Salvini, #Berlusconi, affermare che I PADRONI SONO DEI LADRI e che I LAVORATORI VANNO TUTELATI.

Non c’è nessuna differenza di necessità tra un lavoratore: pubblico o privato a tempo indeterminato, a tempo determinato, precario, interinale, autonomo o a partita IVA, piccolo artigiano o commerciante, con lavoro nero o irregolare, in cassa integrazione, disoccupato, inoccupato, immigrato, pensionato.

Tutti hanno il timore di perdere quel poco che hanno e lo esprimono portando guerra a chi sta peggio, sotto l’abile regia di chi sta sopra. Il 20% più ricco degli italiani che possiede il 72% della ricchezza nazionale. Questa è la forza economica che possedendo i mezzi di produzione in generale e i mezzi di produzione dell’informazione e della cultura in particolare, determina il “senso comune” che guida chi lavora nelle scelte elettorali.

C’è una scelta da fare: o si rimane in attesa salvifica, votando di volta in volta cdx o di csx, in attesa dell’uomo della provvidenza, oppure i lavoratori riprendono in mano l’arma della Politica, con la loro partecipazione diretta e, andando oltre le frammentazioni che il Capitale ha operato in questi anni, si autoriconoscano come importante soggetto sociale, un’unica Classe.

E’ ORA CHE I LAVORATORI RICOMINCINO AD ORGANIZZARSI PER ENTRARE IN PARLAMENTO, NEI CONSIGLI REGIONALI, COMUNALI, E TUTELARSI DA SE’.

 

PRC Lazio- Sanità Privata, il Lavoro c’è l’adeguamento degli stipendi NO.

#PRC #Lazio- #Sanità #Privata, il #Lavoro c’è l’adeguamento degli stipendi NO.prc sanità

Nel Lazio, la sanità privata accreditata, eroga il 40 per cento delle prestazioni utilizzando oltre 25 mila dipendenti ed assorbendo ben oltre il 50% delle risorse economiche totali destinate alla sanità dalla Regione.

Eppure malgrado la sanità privata accreditata sia un’impresa senza “rischi d’impresa,” essendo lautamente sovvenzionata con i soldi pubblici, i padroni, pardon i manager della sanità privata laica e religiosa, hanno ritenuto di non dover firmare la pre-intesa raggiunta a livello nazionale per il rinnovo di un contratto fermo da 14 anni. D’altronde il Ministro della Salute e la Conferenza delle regioni, gli aveva “solo” garantito la copertura del 50% del maggior costo costo che sarebbe emerso con la chiusura del nuovo contratto.

Da questa vicenda emerge chiaramente che i “prenditori” della sanità privata vogliano solo ricevere soldi pubblici e fare profitti speculando sulla malattia dei cittadini e sulla pelle dei lavoratori.

#Rifondazione #Comunista del #Lazio esprime #solidarietà ai #lavoratori della #Sanità #Privata e sostegno alle loro lotte e mobilitazioni, ogni ritardo al rinnovo del contratto è un colpo mortale alla dignità professionale dei lavoratori coinvolti.

“La vicenda – afferma Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio – è strettamente connessa con

l’uscita della sanità pubblica del Lazio dal commissariamento. Infatti quel risultato è stato conseguito attraverso un arretramento del perimetro di intervento della sanità pubblica, a favore di quella privata. Un risultato che, ora è più evidente, è stato reso possibile dal sacrificio dei cittadini -utenti, dai lavoratori pubblici per la carenza di organici, è lavoratori privati che, a parità di qualifica dei lavoratori pubblici, non vedono lo stesso riconoscimento economico.”

In tutta questa drammatica vicenda la posizione della Regione Lazio e Zingaretti, viene espressa dall’Assessore alla Sanità, che alla richiesta dei sindacati di un intervento forte della Regione, balbetta di rivedere le regole sugli accreditamenti a… “livello nazionale”.

Rifondazione Comunista ricorda come nel pieno della Pandemia le strutture che si sono ritrovate sotto pressione ed hanno consentito il superamento della crisi sono state quelle pubbliche. Mentre molte delle strutture sanitarie private, invece di luoghi di cura, si sono trasformate per la sete di profitto dei loro proprietari in focolai di infezione.

La lezione che dovremmo cogliere è quella della necessità del potenziamento e rilancio della sanità pubblica, che deve riassorbire prestazioni e personale sanitario dalla metastasi della sanità privata.

I principi che bisogna seguire per aiutare i lavoratori della sanità privata sono semplici e si ritrovano in Costituzione. La salute non è una merce ma un diritto e a pari lavoro pari diritti.

PRC Regionale Lazio

Regolarizzazione: I lavoratori agricoli non sono braccia!

#REGOLARIZZAZIONE: I #LAVORATORI AGRICOLI NON SONO BRACCIA!

Il provvedimento di regolarizzazione dei migranti approvato recentemente dal governo Conte ha, come al solito come beneficiari i #padroni agricoli.

lavoro agricoloPer questo la ministra #Bellanova si è messa a piangere, una donna con la sua storia sapeva bene di aver tradito i lavoratori mentre diceva di aiutarli.

Con la #regolarizzazione prevista, per sanare i guasti fatti dalle destre al governo, viene attribuita al padrone la potestà sulla vita dei lavoratori migranti: è lui che chiede la regolarizzazione per i lavoratori e quindi è lui che decide se farlo oppure no, cioè se farli emergere dal loro lavoro nero oppure mantenerli clandestini.

Con questa regolarizzazione, che qualcuno a destra denuncia come regalo ai migranti, quello che avverrà sarà il totale asservimento dei lavoratori migranti al loro padrone. Che non sarà più solo colui che consente il lavoro, ma anche l’unica possibilità di avere diritti civili.

I padroni in questo modo diventano padroni della vita dei lavoratori migranti. Questa mentalità è già ben visibile nei fatti accaduti a #Terracina in questi giorni. Dove un lavoratore migrante che chiedeva le mascherine per se e i suoi compagni è stato brutalmente malmenato e gettato in un fosso.

É necessario che ai migranti sia assegnata la titolarità del loro permesso di soggiorno, sottraendo le loro vite ai ricatti padronali e restituendo loro i #diritticivili.

Tutto ciò non per un astratto spirito umanitario, ma per un’esigenza di #classe. Il riconoscimento ai migranti dei loro diritti è il primo passo affinché, anche i lavoratori agricoli italiani, possano iniziare a vedersi riconosciuti realmente i loro diritti, a cominciare dal riconoscimento di salari decenti.

braccianti

Bizzoni (PRC-SeLazio) – La morte sul lavoro non è mai un incidente.

Bizzoni (PRC-SeLazio) – La morte sul lavoro non è mai un incidente.

casco infortunioÉ stata sufficiente una deroga al lockdown ed una parziale riapertura delle attività lavorative per ottenere il drammatico risultato di due morti sul lavoro; nei giorni scorsi a Frosinone ed oggi a Tivoli. In questo triste momento il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia del lavoratore morto stamattina a Case Rosse dove era andato a lavorare. In questi pochi giorni di ripresa delle attività economiche, due lavoratori usciti di casa per guadagnarsi da vivere non sono più rientrati, tutto ciò è inaccettabile. Quando si muore sul lavoro non è mai un Incidente. Il lavoro uccide quando deve essere svolto a certi ritmi, a certe condizioni, con strumenti non adeguati.La morte sul lavoro è il risultato di decisioni prese dalle aziende,che i lavoratori sono costretti a rispettare. La morte sul lavoro è il frutto dell’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL e quindi, in ultima analisi, delle decisioni politiche del Ministero del Lavoro e della Regione Lazio che, invece di potenziare il rispettivo personale ispettivo, mantengono gli organici costantemente sottodimensionati. All’assessore al Lavoro della Regione Lazio diciamo che la riconvocazione della Task Force sulla vigilanza in materia di sicurezza non è sufficiente, i lavoratori morti sul lavoro da quando è stata istituita sono lì a dimostrarlo.All’assessore alla Sanità chiediamo di ripristinare i livelli di organici e mezzi dei servizi di prevenzione e salute sul lavoro.E ora che la Regione Lazio metta in atto azioni concrete di contrasto delle morti sul lavoro che non si limitino al finanziamento delle aziende affinché facciano ciò che è loro dovere.
Marco Bizzoni, PRC Lazio referente per il Lavoro

#1ºmaggio FESTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI

#1ºmaggio
FESTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI
A tempo indeterminato, determinato, flessibili, precari, intermittenti, interinali, ad ore, in nero, a domicilio, in Cassa Integrazione, disoccupati, inoccupati, sottoccupati, pensionati, … tante sono le forme, tutti\e sono lavoratrici\tori, uno è è l’avversario: il #Capitalismo.
E’ necessario ricostruire l’unità dei lavoratori, qualunque sia la forma lavorativa, per rigenerare rapporti di forza in grado di rovesciare la condizione di lavoro povero in cui governi, banche e padroni ci hanno cacciato.

Zingaretti intervenga per una conclusione positiva dello sciopero dei facchini della Peroni.

ZINGARETTI INTERVENGA PER UNA CONCLUSIONE POSITIVA DELLO SCIOPERO DEI FACCHINI DELLA PERONI.

peroni prcRoma - Sciopero e corteo dei facchini che operano nella società Birra PERONI. Elio Romano, segreteria PRC Roma: “Una bella lezione di dignità. Il rifiuto dei facchini di sottostare alle condizioni di lavoro caporalesche, che la cooperativa di facchinaggio della Peroni vuole imporre, parla a tutta la città della necessità di ricostruire legami di solidarietà tra i lavoratori.”

peroni movIl Partito della Rifondazione Comunista ha aderito al corteo che il sindacato S.I. Cobas ha convocato sabato 29 febbraio per sostenere lo sciopero in atto dei facchini della PERONI che lottano per rifiutare il clima di caporalato e negazione dei diritti lavorativi e sindacali elementari. I lavoratori non chiedono la luna, ma solo il rispetto economico del contratto nazionale della logistica e trasporto merci e di una turnistica almeno settimanale, poiché il loro contratto non è quello del lavoro a chiamata attualmente applicato.

La PERONI a gennaio ha celebrato il 2019 come anno record del fatturato, facendo finta di non accorgersi che la cooperativa fornitrice del servizio logistica di Roma non rispettava le regole contrattuali, garantendo un risparmio sul servizio, cioè profitti per i padroni sulla pelle chi chi lavora. “ E’ ora che la PERONI si assuma le proprie responsabilità – dice Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio – vigilando, come di sua competenza, sulle violazioni dei diritti dei lavoratori e sul rispetto del CCNL.”

Il S.I. Cobas, ed i lavoratori del sito PERONI di Roma, hanno espresso la volontà di proseguire lo sciopero fino al riconoscimento dei diritti negati. “Sollecitiamo il Comune di Roma ed in particolare la Regione Lazio – afferma Maurizio Fabbri, segretario PRC Lazio – ad intervenire nei confronti della Birra Peroni S.R.L. e della Cooperativa Master Jobs per costruire un percorso che risolva al più presto il problema e ripristini i diritti dei lavoratori.peroni SICobas

Il Partito della Rifondazione Comunista invita i lavoratori, di Roma e del Lazio, ad esprimere la loro solidarietà con questa lotta, colpendo i padroni della PERONI nei loro affetti più cari: il portafoglio. Boicottiamo la birra PERONI fino alla vittoria dei lavoratori.

REFERENDUM SUL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA

REFERENDUM SUL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA

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Il referendum sul taglio dei parlamentari si terrà il 29 marzo con il seguente quesito pubblicato in gazzetta ufficiale:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

Quali saranno i risultati di questo provvedimento?  Se consideriamo i parlamentari, una “casta” allora restringendo i posti diventeranno una “casta” ancora più esclusiva, se consideriamo i parlamentari un costo il risparmio ottenuto sarà lo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana ossia 1,35 euro a cittadino.

Forse c’è qualcosa di non detto dalla politica presente in televisione e dalla grande stampa. La riforma modifica la nostra Costituzione in modo sostanziale, alterando le proporzioni di rappresentanza dei cittadini nel Parlamento. Non vi sembra strano che a meno di due mesi dal voto referendario nessuno ne parli? Che il tema sia lasciato in secondo piano dai partiti rappresentati in Parlamento e dalla grande stampa?

Forze è necessario non attendere che altri ne parlino e che i lavoratori comincino a riflettere su quali siano le conseguenze del taglio dei parlamentari per la democrazia e per le loro vite.

Ci sono meno di due mesi per impedire che un provvedimento, sbandierato contro la casta e come necessario per il risparmio dello Stato, ma in realtà nemico dei lavoratori, possa essere confermato.

REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI

REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI

neoliberismo“Torna il bipolarismo”, dopo aver lucrato elettoralmente sull’antifascismo in Emilia Romagna, #Zingaretti è soddisfatto. Torna quella comoda condizione per cui i partiti, oggi presenti nelle istituzioni, possono vivere di rendita. Perché con leggi elettorali di natura maggioritaria che non consentono la libera rappresentanza del voto, gli elettori, semplicemente, non vanno a votare.

In #Calabria l’affluenza al voto si ferma al 44,3%, perché andare a votare se in anticipo si stabilisce che i tuoi rappresentanti non ce la faranno?

In #EmiliaRomagna invece i votanti sono il 67,6% e il dato sembrerebbe confutare il ragionamento fatto sino ad ora, che invece viene confermato, nelle sue linee essenziali, dalla natura della campagna elettorale che lì si è svolta, considerando i dati alla luce dalla polarizzazione tra democrazia e fascismo che vi è stata introdotta. Da una parte la destra Leghista e neofascista che, cavalcando il malessere sociale e guidando la guerra dei cittadini in difficoltà contro gli ultimi della società, annunciava la spallata, non ad un partito, ma ad un’idea di società, purtroppo più enunciata che reale. Dall’altra il PD che ha fatto appello alla difesa della democrazia contro la barbarie fascioleghista, spingendo all’attivazione un popolo della sinistra sempre disponibile a sostenere il meno peggio pur di impedire al fascismo di governare. Tuttavia, dopo aver impedito “l’avvento del fascismo”, Bonaccini governerà l’Emilia Romagna continuando a praticare quelle politiche non dissimili da quelle della Lega. Non bisogna dimenticare che l’autonomia differenziata, cioè la secessione delle regioni ricche, è stata chiesta oltre che dalla regioni guidate Lega di Salvini anche dallo stesso Bonaccini, il quale in tema di tutela del territorio invece di risanare la regione ha varato la peggiore delle leggi urbanistiche regionali, attenta alla proprietà fondiaria e favorevole alla speculazione sulle aree agricole.

HpovertC3A0a ragione Zingaretti, con le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, torna il bipolarismo. Cioè per i padroni è indifferente chi vince, centrodestra o centrosinistra, perché tanto, come dimostrano le ultime elezioni vincono sempre loro. Pazienza se ciò comporta una democrazia limitata in cui la maggioranza dei cittadini non vota più.

La generosità dei lavoratori dell’Emilia Romagna per fermare il fascismo ha quindi avuto come esito il ritorno del bipolarismo, cioè proprio la condizione politica-elettorale che ha prodotto, nutrito, cresciuto e che alimenta la forza delle proposte neofasciste della Lega e di Fratelli d’Italia.

Il governo della Lega ha prodotto le leggi “sulla sicurezza” che prevedevano multe ai lavoratori che protestano. Il governo del PD non ha abrogato quelle leggi e recentemente alcuni lavoratori, che hanno preso parte ad una protesta sindacale per la difesa dei propri diritti, hanno ricevuto multe da 4.000 euro, “… è il bipolarismo bellezza”.

Tocca ai lavoratori rompere le barriere ideologiche, del ”non c’è alternativa”, costruite dalla grande stampa e televisione attraverso l’oscuramento delle proposte autonome e alternative dei lavoratori e la denigrazione dei piccoli partiti. Tocca ai lavoratori rompere le barriere alla rappresentanza che le leggi maggioritarie impongono. Tocca ai lavoratori riorganizzarsi in partito politico, che influisca sulle politiche del Paese, ricostruendo una loro forza politica autonoma e alternativa alle diverse declinazioni del neoliberismo rappresentate dal #PD, #M5S, #FI, #Lega e #Fratellid’Italia.

Fino a quando i lavoratori non si riorganizzano si permarrà nel bipolarismo che assicura la permanente vittoria elettorale dei padroni, come centrodestra o come centrosinistra.se non sei una banca

Le conseguenze del bipolarismo ormai i lavoratori le conoscono sulla propria pelle: legge Fornero, Jobs Act, leggi “sicurezza,” e trasferimento di reddito dai lavoratori ai padroni. Non è un caso quindi che il 20% più ricco degli italiani detenga il 72% della ricchezza nazionale, ma solo l’esito di un conflitto di classe che i padroni hanno vinto, imbrigliando, e imbrogliando, la democrazia Italiana con il concetto di governabilità e le conseguenti leggi elettorali di natura maggioritaria