LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

cittadelpopoloLa #Raggi si ricandida sostenendo di voler dialogare con la sinistra. Di fronte a questa situazione #Orlando afferma che il #PD lavora ad un progetto alternativo. Nel frattempo #Labbatucci sollecita le primarie delle idee per costruire una coalizione larga, politica, sociale, civica, perchè da solo nessuno ce la fa, ma poi evoca il voto utile ad impedire l’avanzata di una destra reazionaria e intollerante. Chiudendo ogni ipotesi di alternativa in una più modesta alternanza interna al cerchio delle compatibilità con padroni e poteri forti romani.

Insomma la scossa della Raggi ha messo in moto anche il centrosinistra. Un potere politico, economico e culturale composto da decine di rappresentanti istituzionali, ramificazioni nell’associazionismo di base e nelle organizzazioni padronali, stampa e mass media, che, ci dicono, è necessario per poter “vincere”. Ormai è evidente come la sinistra che intende chiudersi nel cerchio di questo potere, rappresenti quella foglia di fico politica che copre la natura del PD, quella di partito di un padronato “illuminato”. A questo percorso da forza l’eurodeputato nel PD #Smeriglio, l’uomo che balla con i costruttori, come fu definito da alcuni compagni di Rifondazione. Proprio quello Smeriglio che sin dai tempi della Provincia di Roma è stato la faccia sinistra di #Zingaretti, quello che diceva di pensare ai cittadini, mettendo il WIFI nelle piazze dei comuni, ma poi la sostanza la accordava ai costruttori, acquistando come nuova sede provinciale, un’immobile inagibile etc.. La stessa coppia che alla Regione Lazio infinocchiò tutti consentendo l’approvazione, sei anni fa, di una legge sull’acqua pubblica, che tuttavia si sono “dimenticati” di attivare. Insomma questo Smeriglio, che si muove nell’area del sottogoverno, come disse Mao: “come un pesce nellacqua,” ha elaborato strategia e tattica delle prossime elezioni romane. Primo si elabora un programma rivoluzionario, (case per tutti, diritto al reddito, lavoro, mobilità, recupero urbanistico e ambientale, crescita culturale delle periferie, nuova qualità della vita cittadina). Secondo si va allo scontro per sconfiggere la Raggi e andare al ballottaggio. Terzo, in nome dell’antifascismo, si attiva la chiamata alle armi contro le destre sviluppando nuovi accordicchi con il #M5S. l’Esito finale, in caso di vittoria, già lo conosciamo e possiamo sintetizzarlo nell’espressione “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”. Ovvero chi è stato dentro al percorso avrà un riscontro, ma riguardo l’attuazione dei programmi in quell’area politica già è stato detto in altre occasioni dopo il voto che: “non sono testi sacri e possono cambiare”. In concreto i poteri forti non si disturbano, ma vanno accompagnati per il bene della città e, compatibilmente con questo assunto, cercheranno di mettere in campo un buon governo (soprattutto per i padroni). Insomma più che una rivoluzione, un eterno ritorno.

In questi anni a #Roma abbiamo sperimentato la sconfitta delle politiche di Veltroni e Rutelli e la vittoria amministrativa del #centrodestra con tutto il suo carico di familismo, incompetenza, disinteresse della cosa pubblica, affarismo. Elementi che hanno consentito al pendolo dell’opinione pubblica di tornare sul PD, che nel frattempo ha lasciato immutati i suoi orizzonti e le sue politiche, connaturate a quel partito, esplosa la vicenda “mondo di mezzo,” posti di fronte alla scelta se cambiare pratiche e politiche o trovare un capro espiatorio, la scelta è stata addebitare tutte le responsabilità a Marino e cacciarlo. Tuttavia alle ultime elezioni, gli elettori, avendo avuto la possibilità di scegliere un terzo incomodo, il #M5S, hanno fatto fuori #cdx e #csx affidando l’amministrazione a chi si presentava come paladino dei cittadini, su cui anche una parte della sinistra sociale aveva riposto le sue speranze.

Oggi i giochi sulle politiche cittadine a Roma sono più chiari. Il centrodestra, il centrosinistra, il M5S sono tutti strumenti politici al servizio dei padroni. Ciò non significa che siano uguali, ci sono delle sfumature. Il centrodestra vuole ordine e disciplina e fare felici i padroni, Il centrosinistra vuole fare felici i padroni, ma non dimentica la qualità della vita con i diritti civili. Il M5s vuole essere attento alla legalità, ma sicuramente è attento alla felicità dei padroni. Scusate le barbare semplificazioni imposte dalla necessità di sintesi

C’è solo un elemento che non è ancora chiaro, che cosa faranno i partiti, i gruppi, le associazioni politiche sociali, i lavoratori? Sceglieranno ancora di cercare di raccogliere le briciole all’interno del recinto dei padroni, rinunceranno al gioco o cercheranno di volare costruendo una squadra politica, sociale e culturale che possa competere contro quelle padronali? Più volte nella storia del mondo i giganti Golia sono stati sconfitti da piccoli Davide antagonisti, sopratutto quando quest’ultimi si sono organizzati.

Durante il lockdown la società romana, nelle sue varie articolazioni, ha dimostrato la sua forza nel prendersi cura della comunità, alimentando relazioni sociali e sviluppando varie forme di mutuo appoggio autorganizzate dal basso, che sono riuscite ad arrivare là dove la stessa amministrazione non era in grado di intervenire. Non è stato quello un evento casuale e momentaneo, perché in città ci sono decine di realtà che quotidianamente continuano a realizzare soluzioni su temi che l’amministrazione cittadina e quelle municipali non sono nemmeno interessate a conoscere. Perché non coordinare tutte le realtà e ripetere, anche politicamente, alle elezioni quella esperienza?

Affinchè le istituzioni inizino a dare risposte a tutti coloro che sono stati defraudati di un diritto, siano essi gli ultimi o coloro che vivono del proprio lavoro è necessario organizzare tutti i Davide contro i Golia padronali.

Marco Bizzoni

I padroni fanno e disfanno, chi tutela i lavoratori?

I #padroni fanno e disfanno, chi tutela i #lavoratori?

MAAMNel corso del lockdown FCA ha chiesto al governo di poter accedere ai prestiti garantiti per far fronte all’emergenza Covid. Nonostante FCA (ex FIAT) abbia trasferito la sede fiscale e legale all’estero, per non pagare le tasse in Italia, e abbia distribuito a maggio 5,5 miliardi di dividendi ai suoi azionisti. ha comunque ottenuto dal Governo la garanzia Statale su di un prestito di 6,5 miliardi di euro. I vincoli posti dal Governo sono stati quelli di mantenere i livelli occupazionali e l’utilizzo dei fondi per sostenere i costi del personale e gli investimenti negli stabilimenti produttivi Italiani.

Ieri, FCA, ha comunicato a tutti i suoi fornitori, quindi l’indotto italiano che interessa circa 1.000 imprese e 58.000 operai, di cessare la produzione per FCA, poiché le City cars saranno prodotte in Polonia e si avvarranno dell’indotto di PSA (Peugeot)

“Prendi i soldi e scappa”, FCA ha mantenuto fede al motto che i Padroni si sono dati in questi anni.

Su questa vicenda ancora non ho sentito nessuno di #FI, #PD, #FdI, #Lega, #M5S, ma proprio nessun #Zingaretti, #Grillo, #Meloni, #Salvini, #Berlusconi, affermare che I PADRONI SONO DEI LADRI e che I LAVORATORI VANNO TUTELATI.

Non c’è nessuna differenza di necessità tra un lavoratore: pubblico o privato a tempo indeterminato, a tempo determinato, precario, interinale, autonomo o a partita IVA, piccolo artigiano o commerciante, con lavoro nero o irregolare, in cassa integrazione, disoccupato, inoccupato, immigrato, pensionato.

Tutti hanno il timore di perdere quel poco che hanno e lo esprimono portando guerra a chi sta peggio, sotto l’abile regia di chi sta sopra. Il 20% più ricco degli italiani che possiede il 72% della ricchezza nazionale. Questa è la forza economica che possedendo i mezzi di produzione in generale e i mezzi di produzione dell’informazione e della cultura in particolare, determina il “senso comune” che guida chi lavora nelle scelte elettorali.

C’è una scelta da fare: o si rimane in attesa salvifica, votando di volta in volta cdx o di csx, in attesa dell’uomo della provvidenza, oppure i lavoratori riprendono in mano l’arma della Politica, con la loro partecipazione diretta e, andando oltre le frammentazioni che il Capitale ha operato in questi anni, si autoriconoscano come importante soggetto sociale, un’unica Classe.

E’ ORA CHE I LAVORATORI RICOMINCINO AD ORGANIZZARSI PER ENTRARE IN PARLAMENTO, NEI CONSIGLI REGIONALI, COMUNALI, E TUTELARSI DA SE’.

 

Cassaintegrazione non ancora pervenuta, anticipi bancari inesistenti, ma dove sono i soldi di aiuto per i lavoratori?

Cassaintegrazione non ancora pervenuta, anticipi bancari inesistenti, ma dove sono i soldi di aiuto per i lavoratori?cassaintegrazioneDagli inizi della pandemia su tutti i giornali ed i telegiornali ci viene spiegato che “nessuno sarà lasciato solo”, che sono state stanziate le risorse per gli ammortizzatori sociali ed ulteriori risorse per chi non vi rientra. Tuttavia ad oggi la maggior parte di quelli che hanno dovuto sospendere le loro attività, dipendenti,  lavoratori autonomi o partite iva sono arrivati al secondo mese senza che vedessero il becco di un quattrino.

I lavoratori delle attività che hanno riaperto sono contenti di poter tornare a lavorare malgrado le preoccupazioni per la salute, almeno potranno di nuovo avere un reddito. L’INPS ci dice che la maggior parte delle casse integrazioni sono state versate, ma il presidente dell’Istituto diceva che entro aprile sarebbero state pagate tutte e non è stato così. Peggio ancora è andata per  la Cassa Integrazione in Deroga dove, nel balletto delle cifre che si rimpallano regioni e INPS, i pagamenti effettivi sono infinitesimali, anche in quelle regioni virtuose che hanno decretato tutte le casse integrazioni.

C’è chi dice che bisogna comprendere le difficoltà dell’INPS,sta trattando una mole di pratiche non comparabile con i tempi normali. Ma, appunto, non siamo in tempi normali e le procedure se sono così lente vuol dire che sono sbagliate ed inoltre costringono gli operatori INPS ad un surlavoro da casa, con connessioni private che spesso sono inadeguate.

Al fallimento del supporto economico dello Stato i lavoratori hanno risposto con la solidarietà familiare e la solidarietà di classe. È ora che arrivino i soldi in tasca a chi non ha lavorato e non lavora.

Tra le medaglie che il governo si mette, c’è anche quella di aver stipulato un protocollo con le banche, proprio per tagliare i tempi della burocrazia. Anche qui, quel che risulta, è meno del meno. Gli anticipi ai lavoratori su CIGO, CIGD, Fis si contano sulle dita di una mano, i prestiti agevolati vengono erogati solo a chi ha santi in paradiso.

Anche qui i lavoratori bancari, che hanno continuato a lavorare nel pieno della pandemia, con risibili dispositivi di protezione, si ritrovano additati come colpevoli di non erogare risorse. Mentre in governo si è “dimenticato” di inserire nel protocollo clausole di automatismo nelle erogazioni, in assenza del quale ABI e banchieri dimostrano la massima indifferenza nel mettere in atto un minimo di responsabilità sociale nella loro attività. Soldi, Soldi, Soldi chi hanno detto, ma se arrivano a qualcuno non sono certo a piccoli Commercianti, Artigiani, lavoratori autonomi o Partite IVA che si devono arrangiare.

É ora che il governo intervenga: sull’INPS chiedendo l’immediata erogazione diretta ai lavoratori in CIGO ed a  quelli in CIGD già decretati dalle regioni. Ma non basta, è ora che il governo richiami l’ABI alla sua funzione sociale ed esiga l’erogazione automatica dei prestiti fino a 25mila euro.

L’Italia può ripartire solo se si consente ai lavoratori di mantenere i loro redditi, nella pandemia e dopo.

#1ºmaggio FESTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI

#1ºmaggio
FESTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI
A tempo indeterminato, determinato, flessibili, precari, intermittenti, interinali, ad ore, in nero, a domicilio, in Cassa Integrazione, disoccupati, inoccupati, sottoccupati, pensionati, … tante sono le forme, tutti\e sono lavoratrici\tori, uno è è l’avversario: il #Capitalismo.
E’ necessario ricostruire l’unità dei lavoratori, qualunque sia la forma lavorativa, per rigenerare rapporti di forza in grado di rovesciare la condizione di lavoro povero in cui governi, banche e padroni ci hanno cacciato.

#Fabbri/Bizzoni (prc-se): Zingaretti intervenga per un’immediata erogazione della #cigd.

#FABBRI/BIZZONI (PRC-Se) ZINGARETTI INTERVENGA PER UN’IMMEDIATA EROGAZIONE DELLA #CIGD.

foto-PRC-PRC_flags_in_Rome-390x205Quello che il PRC Lazio temeva si è avverato, confermato dall’assessore al lavoro della Regione Lazio all’incontro sul monitoraggio dell’andamento dell’accordo sulla CIGD, alla presenza di tutte le sigle sindacali e datoriali.
Ad oltre 15 giorni dall’inizio dell’invio delle domande di CIGD, solo il 6.4% del totale delle richieste inviate dalle aziende per i lavoratori sono state elaborate e trasmesse dalla Regione all’#INPS. Che non effettuerà pagamenti prima di 30 giorni dalla loro ricezione. Ciò significa che i lavoratori in cassa integrazione dal 1 marzo, che hanno avuto la fortuna di vedere già processate le domande che li riguardano, percepiranno l’assegno di CIGD non prima del 30 maggio, gli altri chissà.
Tutto ciò non è accettabile, oltre lo sforzo encomiabile che stanno facendo i dipendenti regionali per assicurare ai lavoratori in cassa integrazione il loro diritto al reddito, è necessario che la #RegioneLazio agisca con una soluzione politica.
E’ necessario che #Zingaretti nell’immediato velocizzi il versamento delle risorse economiche della cassa integrazione ai lavoratori. La situazione di emergenza richiede una soluzione concreta e immediatamente attuabile, come quella già a suo tempo avanzata da #RifondazioneComunista: la Regione concordi con le banche l’erogazione l’anticipata della #CassaIntegrazione facendosi garante dell’impegno economico.
I tempi della burocrazia, per quanto potenziata negli effettivi lavorativi, non coincidono con le necessità dei #lavoratori, che hanno necessità di certezze economiche subito.

Roma 14\4\20

Maurizio Fabbri, Segretario Regionale PRC Lazio
Marco Bizzoni, referente #Lavoro PRC #Lazio