Meno del 60% dei cittadini ha deciso di dare fiducia al sistema.


Meno del 60% dei cittadini ha deciso di dare fiducia al sistema.

Con la scelta in qualche luogo della “#peste” ed in altri del “#colera” i cittadini hanno scelto di restare all’interno del sistema che quotidianamente criticano, mentre circa un 25-30% di cittadini ha completamente rinunciato a decidere, scegliere, dare fiducia a qualcuno. Ovviamente in democrazia decide chi c’è, e tuttavia 1\3 dei cittadini ha deciso che il sistema non lo rappresenta.

Quanti si sono provati a porsi al di fuori del sistema, non sono riusciti ad intercettare questo elettorato, resi invisibili dai media, e, tra quelli che hanno votato, sono stati stritolati dal voto utile, spazzati via o fortemente ridimensionati dal bipolarismo coatto delle leggi elettorali ipermaggioritarie. Leggi elettorali che spingono alla costruzioni di coalizioni al cui interno ci sia di tutto. Coalizioni che si rivelano ammassi gelatinosi di idee contrastanti, interessi economici, aspettative personali… perché l’importante non è rappresentare i cittadini e le loro esigenze, ma vincere per governare, sapendo che per 5 anni nessuno potrà disturbare.

Molti, che ritengono di avere radici a sinistra, si aspettavano questo esito e per questo hanno deciso che l’unica possibilità fosse inserirsi nell’agglomerato di interessi guidato dal #PD e, tuttavia, anche le loro aspettative sono state frustrate. Laddove ha vinto il #centrodestra difficilmente sono riusciti ad entrare nelle istituzioni, stessa cosa è avvenuta dove ha vinto il #centrosinistra.

Il risultato finale di queste elezioni è che vincono tutti gli schieramenti tranne la #SINISTRA, considerata con il significato che a questa parola si attribuiva nel ‘900. Allora era sinonimo di rappresentanza delle classi subalterne. Oggi si limita a delineare lo spazio fisico che gli eletti occupano nelle istituzioni, senza che a ciò corrisponda minimamente un’azione politica a favore dei ceti popolari e dei lavoratori.

Da tutto ciò qualcuno potrebbe dedurre che siamo giunti alla fine della storia. Le classi padronali hanno raggiunto la piena egemonia nella società, frammentando le classi popolari tra centrodestra, centrosinistra e astensione e che non ci siano possibilità di rappresentanza politica se si sceglie di stare al di fuori del sistema del meno peggio, quello della scelta tra peste e colera. La narrazione ideologica oggi prevalente prevede solo la possibilità di uno “scontro” tra classi padronali tradizionaliste, il centrodestra di #Salvini e #Meloni, e quelle progressiste, il centrosinistra di #Zingaretti e #Speranza.

Malgrado l’ideologia cerchi di cancellarli, continuano ad esistere lavoratori sfruttati, precari, utilizzati con la miriade modalità di contratti oggi esistenti o totalmente disoccupati, cittadini senza casa, chi non si può curare, ceti sociali su cui la durezza delle condizioni materiali incide in modo tale per cui quella narrazione inizia a non avere più effetto. Ciò potrebbe portare alla catastrofe o alla ricostruzione di uno spazio politico per quanti si richiamino alla SINISTRA, quella nell’accezione 900esca. Sarà un cammino lungo, difficile, di ricostruzione di una popolarità ad idee che oggi sono rese invisibili dal sistema economico, mediatico, politico, ma che hanno una loro forza ideale reale .

Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio. A. Gramsci

Marco Bizzoni

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