I lavoratori Farmacap chiedono un incontro, ma la giunta Raggi evapora.

I #lavoratori #Farmacap chiedono un incontro, ma la giunta #Raggi evapora.

IMG_20200623_102620Roma martedì 23, le lavoratrici ed ai lavoratori dell’azienda speciale comunale Farmacap, insieme alle loro RSA, sono in piazza del Campidoglio. Hanno richiesto un incontro alla Sindaca Raggi e all’Assessore alle Partecipate, per essere rassicurati sulla sorte dell’azienda e per richiedere che si superi la gestione commissariale.

Nella piazza, in attesa di essere convocati, si succedono gli interventi delle RSA.

Vincenzo ricorda come in piena pandemia di Covid19 il direttore Generale ad interim non trovasse di meglio da fare che inviare delle contestazioni disciplinari ai direttori di farmacia, che cercavano di fornire il servizio e nello stesso tempo di tutelare la salute dei lavoratori. Malgrado l’INAIL abbia certificato che le farmacie siano luoghi ad alto rischio di contagio, gli addebiti disciplinari sono stati ammorbiditi, ma non revocati.

Giampaolo esprime chiaramente le domande su cui i lavoratori vorrebbero avere delle risposte: il commissario ha consegnato la relazione sui bilanci dell’azienda e qual è l’esito di quella relazione? Che cosa intende fare la giunta a 5Stelle e la Sindaca Raggi della Farmacap?

Tutti i lavoratori in piazza chiedono che sia ripristinato il normale funzionamento dell’azienda con gli organismi previsti dalla Statuto. Laura, da anni dipendente dell’azienda speciale, ricorda che quando c’era il Consiglio di Amministrazione ed un Direttore Generale competente l’azienda non subiva passività di bilancio malgrado gestisse molti più servizi di quanto non faccia attualmente. Claudia, invece, evidenzia come secondo lei ad un certo punto sia prevalsa la volontà politica di privatizzare l’azienda, non sia più stato nominato il CdA e siano iniziati i passivi di bilancio.

Alle elezioni del 2016, il Movimento 5 Stelle ottenne un grande consenso dei cittadini anche con la promessa di non privatizzare l’azienda, tuttavia ad oggi il Movimento non è ancora intervenuto per risolvere positivamente la situazione dell’azienda.

Nella piazza era presente anche una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista in sostegno dei lavoratori Farmacap. Secondo Marco Bizzoni – referente del lavoro del PRC – “la Sindaca Raggi cerca di non avere responsabilità. Così nomina commissari facendo finta che ciò sia un mero atto dovuto. Tuttavia, così facendo, Sindaca e Assessore alle Partecipate sono davvero irresponsabili, nei confronti dell’azienda, dei lavoratori e della città. Per questo siamo qui, riteniamo urgente e indispensabile realizzare quanto richiesto dai lavoratori: la fine del regime commissariale e la nomina di un nuovo CdA.”

I lavoratori discutono in piazza, il tempo scorre, le RSA chiedono di essere ricevute, ma, amara sorpresa, scoprono che al Comune non sono al lavoro né la Sindaca né l’Assessore alle Partecipate. La giunta, ai primi caldi di giugno, è evaporata. Lasciando ai lavoratori ed alle lavoratrici le incertezze sul proprio futuro. Mentre il presidio inizia a smobilitare arriva il consigliere di “Sinistra per Roma” Stefano Fassina che ascolta i lavoratori e prende l’impegno di richiedere una commissione che si occupi della vicenda.

Una cosa è certa, i 5Stelle si sono sempre detti contrari alla privatizzazione dell’azienda, ma non hanno mai detto nulla sul fatto che potesse fallire. Strada su cui la Farmacap sembra ormai avviata, a meno che Roma Capitale non intervenga rapidamente per impedirlo.

Salvatore Fagiolo

PRC Roma – “LA SINDACA RAGGI SI ATTIVI, FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”

#PRC #Roma – “LA SINDACA #RAGGI SI ATTIVI, #FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”farmacia-farmacap

Bilanci oscuri, inadempienze riguardo la prevenzione e sicurezza dei lavoratori, violazione sistemica di norme contrattuali, personale sotto organico. Sembra che l’amministrazione 5stelle della Sindaca Raggi persegua una strategia di dissolvimento della Farmacap.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Roma sostiene con forza, e invita i cittadini ed i lavoratori a sostenere, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda speciale comunale Farmacap che si terrà martedì 23 in piazza del campidoglio dalle ore 9,00.

Le farmacie di Roma ed i loro servizi sono un patrimonio dei cittadini, non un segmento di mercato da sfruttare per il profitto né un inutile carrozzone, con una buona gestione possono non solo eliminare ogni incertezza per i lavoratori, ma anche fornire buoni servizi nei quartieri. Il PRC chiede che la Sindaca Raggi prenda precisi impegni affinché Roma Capitale approvi tutti i bilanci degli anni passati, creando le precondizioni affinché si chiuda la stagione delle gestioni commissariali e predisponga il bando per la selezione di un\una Direttore\a Generale. É inoltre ora che si ripristini il normale funzionamento degli organismi dell’Azienda stabiliti dallo Statuto, la nomina un nuovo Consiglio di Amministrazione e dei Revisori dei conti.

Rifondazione Comunista ritiene indispensabile ricordare che l’azienda deve perseguire i suoi obiettivi specifici garantendo a tutti i cittadini, ed ai suoi lavoratori, i diritti fondamentali costituzionalmente tutelati e promuovendo ogni forma di partecipazione dei cittadini e degli utenti riguardo il funzionamento e l’erogazione dei servizi.

PRC, Lavoro Roma

Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

IMG_20200616_110414Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

#Lavoratori e cittadini si sono ritrovati per denunciare la frammentarietà, l’insufficienza e la farraginosità delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori colpiti dalla crisi, stanziate dal Governo e denunciare anche come la #RegioneLazio abbia perseguito sulla stessa strada distribuendo denaro prioritariamente alle imprese e solo in misura minore, ridotta e temporalmente limitata per alleviare le difficoltà di chi si è ritrovato senza reddito, o con redditi insufficienti, a subire aumenti dei beni di prima necessità e delle utenze domestiche.

La Regione Lazio, oggi all’avanguardia sulla dannosa strada delle privatizzazioni ed esternalizzazioni di servizi, deve cambiare strada, per interrompere il piano inclinato verso la catastrofe sociale avviato dalla crisi pandemica.

La crisi sanitaria è stata totalmente affrontata dalla sanità pubblica, ma l’occasione è stata utilizzata ancora una volta per finanziare la sanità privata. Il risultato, con il San Raffaele alla Pisana è, di nuovo, sotto gli occhi di tutti. La sanità pubblica cura, la sanità privata infetta.

IMG_20200616_120607Sotto la sede della Regione le lavoratrici ed i lavoratori della scuola hanno ricordato come nella fascia 0/6 anni già con la Polverini erano stati stabiliti criteri di affollamento dei gruppi classe irrispettosi delle necessità dei bambini. Criteri che #Zingaretti non si è preoccupato di cambiare e che oggi sono una delle cause della difficoltà a riaprire i servizi. Nello stesso tempo la Regione stanzia risorse economiche per affrontare il problema indirizzandole prevalentemente alle strutture private.

Lavoratrici e lavoratori del turismo hanno fatto presente che il turismo che produce il 13% del pil nazionale non è quello degli italiani che possono andare all’estero, ma quello che permette ai turisti di altri paesi di venire in Italia. In quest’ottica, per mantenere integra la filiera del turismo, bisogna aiutare le attività in difficoltà e consentire, a chi si occupa prevalentemente del turismo straniero in Italia come le guide turistiche o il personale , di poter continuare a vivere fino al superamento delle difficoltà. I Tassisti hanno denunciato come, in questa fase di crisi, il modo di operare della Regione abbia privilegiato i grandi gruppi multinazionali. Un lavoratore dei trasporti ha poi denunciato la condizione di difficoltà in cui si trova ad operare per la sicurezza e per il servizio. Vetture affollate, tensioni degli utenti che ricadono sui lavoratori.

È sempre più evidente, quindi, la necessità di un cambiamento delle scelte politiche della Regione Lazio, tornando a privilegiare il diretto intervento pubblico nell’economia.

#RifondazioneComunista chiede che vi sia un impegno degli enti locali per:

  • un rilancio del settore pubblico, a partire da una campagna di stabilizzazioni ed assunzioni in Sanità, Scuola ed Istruzione, Enti Locali e per la tutela e messa in sicurezza dell’ambiente,
  • reddito universale senza vincoli e condizionalità,
  • proroga del blocco dei licenziamenti
  • stabilizzazione dei lavoratori,
  • salario minimo garantito di almeno 9euro l’ora

È necessario operare affinché si realizzi per un’inversione di rotta strutturale e veramente nessun lavoratore e lavoratrice resti solo di fronte alla crisi. Per far ciò occorre incalzare le istituzioni facendo crescere la partecipazione alle lotte sociali ed il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio

Il PRC sostiene le richieste dei lavoratori della Multiservizi, della ristorazione Scolastica e degli AEC di Roma.

IMG_20200603_154055Il #PRC sostiene le richieste dei lavoratori della #Multiservizi, della ristorazione #Scolastica e degli #AEC di #Roma.

Mercoledì 3 i lavoratori e le lavoratrici della Multiservizi e gli addetti e le addette alla ristorazione scolastica si sono ritrovati nel presidio in piazza del Campidoglio per rivendicare un orario sufficiente a garantire servizi sicuri ed efficaci e una retribuzione dignitosa per tutti e per tutte.

Al presidio organizzato dall’USI, presente anche una delegazione del flaica uniti CUB, Rifondazione Comunista di Roma ha portato la propria solidarietà alla lotta in corso.

I lavoratori del settore ristorazione hanno denunciato che a tre mesi dal lockdown e nel giorno della ripartenza della possibilità di viaggiare tra le regioni, quei soldi necessari per vivere, strombazzati dal governo, molti ancora non li hanno visti e, chi invece è stato fortunato, ha avuto la drammatica scoperta di ritrovarsi con meno di 500 euro lorde e con la “naturale” prospettiva della sospensione estiva del lavoro e dello stipendio.IMG_20200603_164600

Così, in un periodo in cui il Governo di cui fanno parte i 5Stelle si sgola a dire che nessuno sarà lasciato indietro, ecco che nel comune di Roma, dove il Movimento5stelle ha il suo massimo rappresentante, si dimenticano questi buoni propositi. Quello che gli amministratori di Roma Capitale riescono ad offrire a questi cittadini-lavoratori, in lotta per un reddito dignitoso, sono solo vane proposte contentino. Mentre i lavoratori della Multiservizi, della ristorazione, dei servizi educativi, all’ombra della statua di Marco Aurelio, manifestano tutta la loro preoccupazione perché si prefigura un estate in assenza di reddito ed esprimono il timore del peggioramento delle condizioni di lavoro alla ripresa di settembre, il Comune di Roma li rassicura con un’umiliante elemosina.

Alle loro legittime richieste, le lavoratrici e i lavoratori, non hanno avuto neppure la soddisfazione di una diretta considerazione politica della Sindaca Raggi, che ha delegato un organo burocratico a trattare la questione come se i lavoratori e le lavoratrici non fossero essi stessi cittadini da tutelare in quanto tali. Tuttavia l’insensibilità politica del Movimento5Stelle non è una loro speciale caratteristica, ne fa fede l’assordante mancanza di attenzione prestata ai lavoratori in lotta del PD, della Lega, di FdI. Tutti questi gruppi, nell’aula Giulio Cesare, esprimono immenso amore per Roma, ma dimenticano sempre di mostrarlo contribuendo al progresso materiale dei suoi lavoratori.

È giunto il tempo che ai lavoratori delle partecipate e agli esternalizzati dei servizi del Comune di Roma sia riconosciuta piena dignità nel lavoro e nel reddito, e, nello stesso tempo, che i servizi espletati tornino ad essere prestazioni in favore dei cittadini romani, piuttosto che strumenti per i profitti di padroni e padroncini. La crisi pandemica, trasformatasi in crisi sociale, dovrebbe avere insegnato qualcosa ai nostri amministratori: il tempo per re-internalizzare i servizi è ora. Ma si sa noi siamo comunisti, abbiamo il difetto di pensare che i lavoratori e le lavoratrici siano persone con diritti e non strumenti da sfruttare per il profitto per pochi.

PRC Lavoro Roma

A Roma si ferma l’epidemia, ma i lavoratori continuano a morire sul lavoro

A #Roma si ferma l’epidemia, ma i #lavoratori continuano a #morire sul lavoro

casco operaio

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia di Carlo P. Morto oggi di lavoro ad Ostia, cadendo da un’impalcatura di un cantiere edile.

Ancora una volta l’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL ha dato il suo frutto amaro della morte di un lavoratore.

Non ci sono scusanti per la politica, le azioni messe in campo dall’assessore regionale al lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono inefficaci. Lo dimostrano le #mortiSuLavoro che continuano a succedersi ad un ritmo incontrollato.

È giunta l’ora che la #RegioneLazio agisca con forza perché nessun lavoratore muoia sul posto di lavoro, ci aspettiamo quindi un immediato ripristino degli organici e dei mezzi delle ASL per quanto riguarda i servizi di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro. Senza #controlli non c’è #sicurezza.

PRC Lavoro Roma

#BastaMortiSulLavoro

Non c’è più tempo, Reddito subito per tutti\e!

Non c’è più tempo, #Reddito subito per tutti\e!WhatsApp Image 2020-05-29 at 18.17.18

Venerdì 29, a Roma, al Ministero dell’Economia e della Finanza si è svolto il presidio per rivendicare un reddito di base per tutti e per tutte, sulla base del documento elaborato dai promotori della rete per il “Reddito di quarantena nel Lazio”. La giornata di lotta, malgrado sia stata funestata dal maltempo non si è fermata, ma si è svolta con la presenza di molte associazioni, reti, sostenitori del reddito di base e naturalmente di Rifondazione Comunista.

“Nessuno resterà indietro, nessuno verrà lasciato solo” per mesi il Governo ci ha martellato con queste frasi ad ogni conferenza stampa. Tuttavia i soldi previsti dai decreti, che dovevano risolvere i problemi economici dei lavoratori e dei senza lavoro, ancora oggi stentano ad arrivare ai molti che ne hanno bisogno. Mentre per le multinazionali, i padroni e le imprese dai grandi fatturati i soldi sono arrivati subito senza porre condizioni e verificarne l’effettiva necessità. Tanto che l’IRAP è stata eliminata di netto sia per chi ha dovuto chiudere sia per le aziende che hanno continuato a lavorare, e quindi a guadagnare, anche nel corso del Lockdown.

Al centro della piattaforma di convocazione dell’iniziativa la richiesta di un superamento dello spezzatino di interventi governativi, che prevedono pochi soldi per le persone, in ritardo, per poco tempo, ed a volte in modi umilianti e la forte richiesta di una misura di welfare universale, individuale, senza condizioni di esclusione, che possa essere richiesto da tutte e tutti coloro che per qualsiasi motivo si ritrovino senza reddito.

Gli interventi dei partecipanti che si sono succeduti sotto al MEF non solo hanno denunciato l’inadeguatezza degli interventi presi fino ad ora dal governo, ma hanno mostrato una nuova maturità sociale. Esprimendo la consapevolezza dell’insufficienza di ogni soggetto, rinchiuso nell’ambito del proprio particolare ambito di intervento, nel poter fornire risposte efficaci e della necessità di costruire una rete, una coalizione tra tutte le realtà sociali. Perchè non vi è soluzione possibile che non tenga insieme:il diritto al reddito, con il diritto all’abitare, quello ai servizi essenziali, alla regolarizzazione dei migranti, alla tutela dei lavoratori dipendenti, a termine, indipendenti, esternalizzati, in affitto, autonomi, atipici, intermittenti, precari, in nero e a chi il lavoro vorrebbe averlo.

È giunta l’ora di intervenire con forza sui meccanismi che generano le povertà è giunta l’ora di attivarsi affinché veramente nessuno, più, resti indietro. Il presidio è stato un primo momento dei questa lotta, che proseguirà e che deve allargarsi anche ad altre realtà che nel corso di questi mesi sono intervenute nel prendersi cura di quanti sono stati e sono in difficoltà con azioni di sostegno autorganizzato. È Proprio da questa autorganizzazione, che può crescere quella coalizione sociale in grado di sviluppare una massa critica in grado di farsi ascoltare e di indirizzare le scelte delle istituzioni. Non c’è più tempo! Per le vostre misure insufficienti, si è detto al Governo nel presidio. Il tempo è ora! Risponde il Partito della Rifondazione Comunista che a partire dal tema del “Reddito per tutti\e” e dove prendere le risorse, ha lanciando la sua campagna sociale. Indicando ai lavoratori che i soldi ci sono. Bisogna farseli dare dalla Banca Centrale Europea, nel modo in cui nella crisi economica del 2008 furono dati alle banche e bisogna prenderli dalle tasche di padroni con una Tassazione Patrimoniale.