IL FASCISMO DETURPA LADISPOLI

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IL #FASCISMO DETURPA #LADISPOLI

I vandali siete Voi

che, nel sonno delle istituzioni,

erigete targhe e lapidi

ad un “fucilatore di italiani”.

 

I vandali siete Voi

sconfitti ieri, oggi di nuovo

padroni delle istituzioni.

Plauditi dalla turpe borghesia stracciona,

bramante normalizzare l’anomalia italiana,

e la connivenza dei falsi democratici.

 

I vandali siete Voi

che fate strame delle istituzioni,

costruendo un’altra storia

per aggredire, deturpare, infettare

fin nelle radici,

la nostra democrazia.

Potrete mettere tutte le targhe che volete,

illuminarle,

piantonarle,

videosorvegliarle,

ma, per il nome che vi è sopra,

per chi le mette,

per chi le accetta

saranno sempre e per sempre

un ricordo ab ignominiam

di Voi, nuovi vandali.

Marco Bizzoni

 

A Ladispoli è stata rotta la targa viaria dedicata al segretario dell’MSI (o al Capo Gabinetto della Repubblica Sociale?), la condanna del gesto, e di chi eventualmente l’abbia compiuto senza assumersi la responsabilità politica di quanto stava facendo, come in genere operano i fascisti, non deve far perdere di vista che… “I vandali siete voi”.

… ASCOLTA! SI PARLA DI RIVOLUZIONE!

… ASCOLTA! SI PARLA DI RIVOLUZIONE!

Dall’alto della nostra sconfitta

basta poco per essere felici;

come vedere crescere nuovi germogli,

senza, ancora, essere dalla parte delle radici.

Così, quando nel deserto della politica,

in tanti marciano per dire: “Non c’è più tempo,”

“la casa brucia”; siamo consapevoli

dell’ignara consapevolezza dei giovani.

In tempi antichi, vetusti giovani, avrebbero detto:

“socialismo o barbarie”; oggi: “Non esiste un pianeta B”.

E tuttavia, pur cambiando, le parole,  nuovamente si afferma

che il capitalismo distrugge il futuro. Non resta che una via di fuga,

la RIVOLUZIONE.

 

Marco Bizzoni

 

IL #PD CON #ZINGARETTI RESTA UN PARTITO LIBERALE, IL FUTURO DELLA #SINISTRA E’ ALTROVE

rifo2IL #PD CON #ZINGARETTI RESTA UN PARTITO LIBERALE, IL FUTURO DELLA #SINISTRA E’ ALTROVE
Il PD, con le posizioni espresse nelle primarie dal neoeletto segretario, si riconferma un partito liberale: NO al ripristino dell’ART 18, NO all’abrogazione della riforma Fornero, NO ad una legge Patrimoniale sulle grandi ricchezze, NO al reddito di base per i disoccupati, SI alla TAV, SI alle grandi opere per i profitti del padronato, SI alle privatizzazioni dei servizi pubblici.
L’avversario principale sono le destre, ma il PD non può essere nè un alleato, nè un compagno di strada. Il PD viene sistematicamente presentato dai media come erede del PCI, attraverso quest’inganno mediatico alle elezione drena i voti dei lavoratori e dei cittadini che vogliono una rappresentanza di Sinistra, poi utilizza il consenso ottenuto per realizzare scelte economiche di destra che NON fanno gli interessi dei lavoratori.
Il PD non è la soluzione, ma il grosso problema della Sinistra, quella vera.
#PDilproblema #Sinistralasoluzione

NUOVA SPERANZA A SINISTRA, MA NON E’ ZINGARETTI!

NUOVA SPERANZA A SINISTRA, MA NON E’ ZINGARETTI!
“Se quel popolo non torna con i #Zingaretti rimarrà condannato a rimanere extraparlamentare.”
Sembra una condanna divina, ma è solo il frutto delle scelte del #PD, che quando poteva intervenire su una nuova legge elettorale, invece di optare per un onesto proporzionale puro, ha scelto di restare all’interno della truffaldina logica bipolarista. Lasciando sbarramenti arbitrari che impediscono la rappresentanza, non assicurano la governabilità e riducono i cittadini in tifosi.
Con queste leggi la destra governa insieme, quando gli fa comodo, o con alleati occasionali, quando gli fa comodo.
Il popolo della destra, con queste leggi elettorali, non è mai condannato ad essere extraparlamentare.
#PDilproblema #Sinistralasoluzione
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QUELLO CHE CHIAMATE SCHIFO PER NOI E’ CASA.

ruspeQuello che con parole leggere chiamate schifo,
fili, tavoli, letti, sedie, tende,
orribile groviglio di plastiche e metalli,
è ciò che, immaginificamente, chiamiamo casa.
 
Non sempre altro ci è dato, o basta, ad accoglierci e,
mentre le stelle gocciolano ricordi e memorie dolorose,
la solitudine si fugge intorno ai fuochi che scaldano i corpi,
incendiano i rifugi, cremano speranze.
 
Solo allora l’elettrico cuore catodico, di chi vive
nelle asciutte e riscaldate case, dà un segno auditel
di commozione e apre un focus su luoghi ed eventi
che, la decenza del plusvalore, preferisce mantenere al buio.
 
“Per aiutarvi” – dicono dall’alto quelli che comandano –
e inviano due ruspe ad abbattere quell’antiestetica jungla,
unico, lurido, scarno, misero e precario riparo
offerto al bracciante, nelle fredde e solitarie notti di #SanFerdinando.
 
Marco Bizzoni

3 Marzo. ZINGARETTI NON E’ LA SOLUZIONE, MA PARTE DEL PROBLEMA.

Perchè non votare alle primarie del PD!

1) #PrimariePD, negli anni passati questa modalità di partecipazione dei cittadini alle scelte politiche non ha certo specchiato per trasparenza. Voti comprati, scambi di favore e cordate tra locali capibastone, accordi con ras locali della destra, elettori con voti plurimi. Questo strumento, che ha come criteri di controllo la dichiarazione di essere elettore di area e un versamento di due euro, non è proprio in grado di assicurare che a scegliere siano veramente i cittadini e si riduce ad un mero un gioco di ombre.

zingaretti2) #Zingaretti, come Presidente della Provincia ha consentito che i privati trovassero il loro lucro nella costruzione di centrali a biogas, privatizzando i profitti e socializzando i costi economici, sociali e sanitari. Allora non era ben chiaro il suo metodo di accontentare i poteri forti evidenziatosi successivamente. Divenuto Presidente della Regione, in un momento di decadenza etica e morale della politica regionale degno dei peggiori momenti del basso impero, ha dovuto far fronte alla devastazione economica della regione perpetrata dai suoi predecessori. Va dato atto che il perseguimento della linea di buon governo che ha dato dei risultati e, tuttavia, il buon governo non è neutro. C’è sempre chi paga e chi viene pagato. Nel caso del #Lazio le politiche di buon governo di Zingaretti sono state pagate dai cittadini e dai lavoratori ed hanno arricchito i padroni, innanzitutto quelli dell’”industria” della salute.

3) Il candidato Segretario Zingaretti, dice: “Il nostro popolo ha la nausea. Solo con me si volta davvero pagina”, ma a chi si rivolge? Nell’era Renzi, in cui ha fatto il pesce in barile, ha tacitamento avallato tutte le porcate che quel governo ha disposto contro i lavoratori, Jobs Act, attacco alla CGIL, lo stravolgimento della Costituzione. A livello regionale quando ha avuto la possibilità di fare una legge elettorale che desse più potere agli elettori, consentendo ad ognuno di poter scegliere la propria rappresentanza per quanto piccola fosse, ha fatto solo un’operazione di restyling propagandistico che ha lasciato immutato un quadro basato sul bipolarismo della convergenza (cioè quel bipolarismo in cui vinca il centrodestra o il centrosinistra le politiche reali non cambiano se non nella loro intensità). Cosa propone il candidato Zingaretti per affrontare la crisi economica, oggi duramente pagata dai lavoratori e dai cittadini? NON la #Patrimoniale per i più ricchi, NON la ricostruzione di diritti dei lavoratori a partire dall’#Art.18, NON la rinuncia alle #grandiopere, utili solo a far arricchire i soliti noti.

4) A che partito pensa dunque Zingaretti? Dalle sue azioni nelle istituzioni, della sue interviste e da ciò che non dice, è evidente che pensa ad un partito che proponga agli elettori un’offerta politica evocatrice di quel centro-sinistra in cui molto, prima della nascita del PD, avevano sperato i lavoratori. Speranze poi in realtà tradite con il pacchetto Treu, il rifiuto delle 35 ore, la guerra in Kosovo, le liberalizzazioni e le privatizzazioni. Afferma quindi l’esigenza di un partito più inclusivo, rivolgendosi indifferentemente ai cittadini della classe operaia o della classe padronale. Mantendo l’originario progetto interclassista che alla fine ha segnato la natura centrista e moderata del PD e quindi, in ultima analisi, il suo realizzare politiche favorevoli al padronato.

5) Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono altri due candidati, ma non credo possano essere considerati: Giachetti, prestanome di Renzi, è impegnato in un’operazione di guastatore del risultato finale delle primarie, cercando di impedire che Zingaretti possa superare da solo il 50% dei voti che saranno espressi, in modo da condizionarne la segreteria. Martina, segretario pro tempore ha condiviso tutte le responsabilità e le sconfitte del governo Renzi, quello, parafrasando una vecchia pubblicità, più odiato dagli italiani. Non è quindi un caso che tutti e tre i candidati si siano espressi favorevolmente per il manifesto Europeo di Calenda, che sostanzialmente ripropone il liberismo del centrosinistra, con buona pace dei diritti e dei redditi dei lavoratori.

6) Da quanto scritto sino ad ora credo si sia capito che non sono mai stato del PD né un suo elettore. Qualcuno potrebbe obiettare che quindi potrei pensare ai casi miei, cosa che ho fatto fino a che non ho letto la seguente dichiarazione di Zingaretti: “Non sono più le primarie del Pd. Saranno le primarie per l’Italia.” Solo a questo punto, con l’autorizzazione del segretario in pectore, ho deciso di dire la mia rispetto a Zingaretti, il PD e le primarie.

L’ineluttabile conclusione di quanto detto fino ad ora è che il PD è la #sinistra che vogliono i padroni! Quella che prende i voti tra i lavoratori, ma utilizza il potere che questi gli hanno consegnato per difenderli portando avanti politiche che non dispiacciano ai padroni. Dunque se sei un lavoratore, il PD, con Zingaretti, Giachetti o Martina, nuoce gravemente alla tua vita ed è ora di farlo smettere costruendo una Sinistra, quella vera, fuori e alternativa al PD.

Marco Bizzoni