Elezioni: non c’è alternativa?

La campagna elettorale sebbene ancora non sia stata formalmente avviata è cominciata ormai da tempo. I mass media cercando di dare una forma a ciò che quotidianamente si presenta come “liquido”, utilizzano i nomi delle liste elettorali come simulacri che evocano partiti politici. I media sviluppano la narrazione della politica in Italia attorno a questi simulacri. In tal modo ciò che ci ripropongono non sono idee, ideologie, progetti o prospettive ma delle macchiette teatrali. Come nella commedia dell’arte, i politici italiani chiamati a rappresentare le loro organizzazioni, hanno un “canovaccio”, attraverso cui articolano le loro “opinioni. Ecco allora che in TV s’avanza La patriottica Meloni, il Salvini tutto per gli italiani, Berlusconi il moderato, Renzi il rinnovatore con la Bonino del diritto pro domo sua, il cittadino Di Maio, l’estremista Presidente del Senato Grasso.

Tutti gli attori sono bravi, recitano bene le loro battute ed interpretano i loro personaggi in modo impeccabile. Tuttavia se l’aspetto spettacolare della politica italiana gode di ottima salute grazie ai mass media, ciò che ormai da troppo tempo soffre, al punto di sembrare scomparsa dalla società è la politica. Cioè quella determinazione di uno spazio pubblico dove, in democrazia, tutti i cittadini partecipano alla costruzione del bene pubblico. Idee vetuste, diranno i più, ma se malgrado il bombardamento pubblicitario continuo e capillare, i cittadini, in quote sempre maggiori, non ritengono più il voto uno strumento utile a dare una scossa positiva alle loro vite, allora, forse, la democrazia partecipata così come l’abbiamo conosciuta noi moderni è gravemente in pericolo.

Se sei giunto a leggere fino a questo punto malgrado la pesantezza del tema o sei un intellettuale o sei un cittadino consapevole che per poter decidere bisogna conoscere. Tuttavia se la conoscenza delle proposte politiche si ferma al “teatrino della politica”, così come proposto dai media, debbo ammettere che non vedo lumi di speranza. Berlusconi, Salvini, Meloni, alleati-avversari che dicono tutto ed il contrario di tutto: abbassare le tasse, no agli immigrati, prima gli italiani, dimenticando di dire che con i loro governi sono state fatte quelle leggi sull’immigrazione che hanno aumentato l’illegalità e l’illegalismo dei migranti, hanno tagliato i servizi sociali rivolti a tutti e hanno tagliato i trasferimenti ai comuni consentendo l’aumento delle tasse locali e indirette. Renzi parla di sinistra, futuro, giovani, ma con il jobs act e la buona scuola, ha devastato il valore del lavoro e dell’istruzione pubblica facendo ciò che alle destre era sempre stato impedito. Di Maio, il premier diversamente acculturato, scatenato nella lotta contro la casta di cui fa parte (tema su cui in cinque anni non è riuscito ad ottenere nessun mutamento), è ormai presente nei luoghi dove si conta come i forum della Confindustria, perché un politico a modino ascolta tutti, ma dimentica continuamente che oltre i potenti ci sono anche i lavoratori da ascoltare. Ultimo, ma non per importanza nella giostra della politica mediatica, Grasso, il capolavoro dei media e della politica politicata, l’uomo che per cinque anni ha consentito a Renzi tutto ciò che voleva, fino al voto di fiducia all’attuale e incostituzionale legge elettorale con cui voteremo, che oggi, dopo aver affossato un processo partecipativo ampio e plurale di ricostituzione di una sinistra antiliberista si pone in forte antitesi al PD, ma solo finché c’è Renzi o al massimo sino a dopo le elezioni.

Non c’è alternativa, non c’è speranza? Bisogna dire a questo punto che, oltre a tutto quanto è stato riportato, esiste anche una realtà esterna al circuito mass mediatico. Una realtà che sebbene non venga mai raccontata non per questo motivo smette di essere reale e di esistere. E’ La realtà di quelli che non trovano lavoro o di quelli che su lavoro rischiano di morire, perché qualcuno vuole risparmiare\lucrare sulla sicurezza. E’ la realtà di chi non ha casa, di chi è disabile, di chi è in difficoltà economica. E’ la realtà di chi per vivere cerca di portare avanti un’attività individuale e viene controllato e tartassato più delle multinazionali. E’ la realtà di chi vorrebbe studiare, ma gli dicono che i suoi studi non sono validi se non va a fare un po’ di lavoro gratuito con l’alternanza scuola-lavoro. E’ la realtà dei pendolari della salute e quella di chi per motivi economici smette di curarsi. E’ la nostra realtà quella che ogni giorno viviamo, nei tragitti verso la scuola, il lavoro, i centri per l’impiego o i luoghi di cura. E’ proprio in queste realtà che nasce un’idea di organizzazione politica “Potere al Popolo!”. Non ci sono grandi nomi da pubblicizzare nel circuito mass mediatico, solo uomini e donne, ragazzi e ragazze che con la loro partecipazione vogliono realizzare una piccola cosa, trasformare l’Italia, trasferendo il potere dalle mani dei potenti a quelle dei lavoratori e dei cittadini. Firmando i moduli di presentazione della lista Potere al Popolo!, ognuno può dare il suo contributo, affinché si affermi una concreta alternativa.

Marco Bizzoni