Bizzoni PRC\ Grecia uno schiaffo alla protervia dei governi di “grande coalizione” neoliberisti

marcofesta2015Con la vittoria di Syriza, il popolo greco, assegna un sonoro schiaffone a quell’Europa che a luglio ha operato un colpo di Stato per impedire che si aprissero altre strade per uscire dalla crisi. Quell’Europa, che avallata dal PD di Renzi, ha imposto un pesantissimo memorandum che prevede il saccheggio economico della Grecia e un’austerità lacrime e sangue per i cittadini ed i lavoratori. Con il suo governo, Tsipras, si ripromette di operare nell’ambito degli interstizi di quel memorandum per cercare di attenuarne la portata regressiva che, Merkel e Renzi, avrebbero voluto scaricare interamente sulla pelle dei lavoratori.
Con la vittoria di Syriza si è mostrato che Golia\neoliberismo può essere battuto, ma per travolgerlo, cancellando le politiche di austerità europee, è necessario che la SINISTRA EUROPEA si impegni nel far crescere la consapevolezza dei popoli che è possibile un’altra strada: quella della redistribuzione del reddito.
Ora tocca a noi, in Italia, operare affinché le forze che si oppongono al neoliberismo si uniscano, uscendo dalla loro minorità\marginalità e contribuiscano, in una rinnovata stagione di lotte politiche e sociali, a cambiare i rapporti di forza in Europa, che oggi vedono i governi europei delle “grandi coalizioni” neoliberiste, sebbene vinti in una battaglia, non ancora sconfitti.
 
Marco Bizzoni, segretario PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

Costruiamo un nuovo soggetto della Sinistra unito, inclusivo, ampio, non ideologicamente determinato ma contro le politiche neoliberiste e di austerità.

marcofesta2015Con la frantumazione della Sinistra e l’espulsione dei comunisti dal Parlamento dal 2008 ha preso corpo la parte finale di quella regressione democratica che, avviatasi con l’avvento di Berlusconi, viene oggi portata al suo estremo compimento dal governo Renzi. La subordinazione delle vite dei lavoratori alle necessità dell’impresa sancita dall’introduzione del Jobs Act, la cosiddetta “buona scuola” quale strumento di devastazione della capacità della Repubblica di costruire spazi democratici perequativi nella costruzione di opportunità di crescita sociale per tutti, il dramma dei profughi, richiedenti asilo, migranti che ha messo in luce la povertà morale di un’Europa fondata sul primato neoliberista del mercato e nella costruzione del nemico alle porte di cui aver paura e da respingere, perdendo ogni elemento di solidarietà umana. La devastazione culturale e politica operata in questi venti anni in Italia, attraverso leggi elettorali che hanno sempre più allontanato i cittadini dalla politica attiva, sta per essere portata alla sua estrema conclusione con una nuova legge elettorale e con il definitivo scardinamento della Costituzione, operato attraverso un Senato non in grado di bilanciare i poteri assoluti che il governo si è riservato con l’Italicum. Di cosa altro abbiamo bisogno, come partiti, movimenti, associazioni di Sinistra per comprendere che è impellente la necessità di costruire una nuova soggettività della Sinistra in grado di affrontare il regime politico-culturale che si è instaurato nelle istituzioni italiane? A quanto pare di nulla ed infatti c’è fermento. Si cominciano ad intrecciare dibattiti, incontri, confronti su che cosa può e deve essere un soggetto della Sinistra in grado di competere elettoralmente: con quella sinistra liberale del PD di Renzi che realizza le politiche della destra liberale di Berlusconi e Alfano; in grado di competere con il razzismo e populismo di Salvini e liberare i voti di protesta che i cittadini hanno assegnato al M5S e che questi ha sterilizzato attraverso una intensa attività propagandistica che mantiene alti i sondaggi ma che in realtà, sino ad oggi, non ha conseguito alcun risultato concreto nella tutela e difesa dei lavoratori e dei cittadini.
Negli ultimi due mesi ai Castelli Romani, sul Litorale si sono svolti alcuni incontri pubblici con le forze in campo già a disposizione per discutere su come dare risposta alla necessita di una sinistra unita inclusiva, ampia, non ideologicamente determinata ma contro le politiche neoliberiste e di austerità. Una nuova sinistra in cui si partecipa non per appartenenza alle precedenti sigle partitiche attraverso accordi dall’alto, ma singolarmente, ed in cui i partecipanti tutti insieme dal basso, decidono di avviare una nuova esperienza costruendo nuovi gruppi dirigenti nazionali e locali. Si è cioè sviluppato un processo in cui, generosamente, tutti si mettevano a disposizione per sviluppare insieme un discorso comune. Dopo questo buon inizio, oggi sempre più, si vengono mostrando segni di una involuzione da parte di alcune forze politiche interne a questo percorso. Involuzione che sembra dovuta ad una malcelata volontà di certi soggetti politici di costruire una egemonia in questo discorso in fieri (mostrando in tal modo di non aver compreso il gramsciano concetto di egemonia) costruendo tavoli, iniziative e dibattiti nei nostri paesi che tendono ad escludere, formalmente o sostanzialmente, una parte consistente della realtà politica presente a Sinistra.
Come Rifondazione Comunista siamo fermamente impegnati nell’essere parte attiva nella costruzione del nuovo soggetto politico della Sinistra, come dimostra l’esperienza di Albano; e lo siamo rispettosi delle esperienze, delle culture e delle storie politiche di tutti, organizzando iniziative concordate in cui tutti insieme abbiamo potuto cominciare ad interloquire. Non è un caso che a Genzano, Rifondazione Comunista, Sel, Possibile, Calt stiano lavorando insieme mettendo da parte le guerricciole di bandiera, operando in modo da rispondere concretamente alle esigenze reali delle persone in carne e ossa. Invece, in altri comuni come Pomezia e Velletri, alla nostra disponibilità si risponde con la chiusura o con percorsi di coinvolgimento ex post. Questo modo di fare non fa bene al processo unitario a Sinistra sul territorio semplicemente perché, invece che includere, allontana le persone dalla politica. Tale modo di fare evidenzia le differenziazioni e le gelosie di un partitino piuttosto che la volontà di unire e la generosità di andare oltre le precedenti appartenenze.
Il Partito della Rifondazione Comunista della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, già da tempo opera nelle sue iniziative pubbliche nel superare la visione di una Sinistra che non perde occasione per mostrarsi litigiosa e minoritaria. Il PRC vuole essere parte integrante di una Sinistra, possibile, necessaria e radicale, da costruire a partire dal lavoro politico e dalle lotte nelle nostre realtà comunali. I temi non mancano: inceneritore, raccolta differenziata, acqua pubblica, sanità, trasporti per i pendolari, fermare gli impianti a biogas e la speculazione edilizia, ripristinare i servizi ai cittadini. Per questo motivo siamo attivi e disponibili, con chiunque sia contro le politiche di austerità e neoliberiste, nell’affrontare insieme i problemi presenti sul territorio. Senza alcuna volontà di primazia e senza andare alla ricerca di rivalse, orientati solo a costruire la massima efficacia ed efficienza delle politiche che proponiamo nella difesa dei lavoratori e dei cittadini e del territorio. Perché, per il PRC, prima di tutto vengono i problemi delle PERSONE.

segretario della federazione PRC Castelli, Colleferro, Litoranea