LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

cittadelpopoloLa #Raggi si ricandida sostenendo di voler dialogare con la sinistra. Di fronte a questa situazione #Orlando afferma che il #PD lavora ad un progetto alternativo. Nel frattempo #Labbatucci sollecita le primarie delle idee per costruire una coalizione larga, politica, sociale, civica, perchè da solo nessuno ce la fa, ma poi evoca il voto utile ad impedire l’avanzata di una destra reazionaria e intollerante. Chiudendo ogni ipotesi di alternativa in una più modesta alternanza interna al cerchio delle compatibilità con padroni e poteri forti romani.

Insomma la scossa della Raggi ha messo in moto anche il centrosinistra. Un potere politico, economico e culturale composto da decine di rappresentanti istituzionali, ramificazioni nell’associazionismo di base e nelle organizzazioni padronali, stampa e mass media, che, ci dicono, è necessario per poter “vincere”. Ormai è evidente come la sinistra che intende chiudersi nel cerchio di questo potere, rappresenti quella foglia di fico politica che copre la natura del PD, quella di partito di un padronato “illuminato”. A questo percorso da forza l’eurodeputato nel PD #Smeriglio, l’uomo che balla con i costruttori, come fu definito da alcuni compagni di Rifondazione. Proprio quello Smeriglio che sin dai tempi della Provincia di Roma è stato la faccia sinistra di #Zingaretti, quello che diceva di pensare ai cittadini, mettendo il WIFI nelle piazze dei comuni, ma poi la sostanza la accordava ai costruttori, acquistando come nuova sede provinciale, un’immobile inagibile etc.. La stessa coppia che alla Regione Lazio infinocchiò tutti consentendo l’approvazione, sei anni fa, di una legge sull’acqua pubblica, che tuttavia si sono “dimenticati” di attivare. Insomma questo Smeriglio, che si muove nell’area del sottogoverno, come disse Mao: “come un pesce nellacqua,” ha elaborato strategia e tattica delle prossime elezioni romane. Primo si elabora un programma rivoluzionario, (case per tutti, diritto al reddito, lavoro, mobilità, recupero urbanistico e ambientale, crescita culturale delle periferie, nuova qualità della vita cittadina). Secondo si va allo scontro per sconfiggere la Raggi e andare al ballottaggio. Terzo, in nome dell’antifascismo, si attiva la chiamata alle armi contro le destre sviluppando nuovi accordicchi con il #M5S. l’Esito finale, in caso di vittoria, già lo conosciamo e possiamo sintetizzarlo nell’espressione “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”. Ovvero chi è stato dentro al percorso avrà un riscontro, ma riguardo l’attuazione dei programmi in quell’area politica già è stato detto in altre occasioni dopo il voto che: “non sono testi sacri e possono cambiare”. In concreto i poteri forti non si disturbano, ma vanno accompagnati per il bene della città e, compatibilmente con questo assunto, cercheranno di mettere in campo un buon governo (soprattutto per i padroni). Insomma più che una rivoluzione, un eterno ritorno.

In questi anni a #Roma abbiamo sperimentato la sconfitta delle politiche di Veltroni e Rutelli e la vittoria amministrativa del #centrodestra con tutto il suo carico di familismo, incompetenza, disinteresse della cosa pubblica, affarismo. Elementi che hanno consentito al pendolo dell’opinione pubblica di tornare sul PD, che nel frattempo ha lasciato immutati i suoi orizzonti e le sue politiche, connaturate a quel partito, esplosa la vicenda “mondo di mezzo,” posti di fronte alla scelta se cambiare pratiche e politiche o trovare un capro espiatorio, la scelta è stata addebitare tutte le responsabilità a Marino e cacciarlo. Tuttavia alle ultime elezioni, gli elettori, avendo avuto la possibilità di scegliere un terzo incomodo, il #M5S, hanno fatto fuori #cdx e #csx affidando l’amministrazione a chi si presentava come paladino dei cittadini, su cui anche una parte della sinistra sociale aveva riposto le sue speranze.

Oggi i giochi sulle politiche cittadine a Roma sono più chiari. Il centrodestra, il centrosinistra, il M5S sono tutti strumenti politici al servizio dei padroni. Ciò non significa che siano uguali, ci sono delle sfumature. Il centrodestra vuole ordine e disciplina e fare felici i padroni, Il centrosinistra vuole fare felici i padroni, ma non dimentica la qualità della vita con i diritti civili. Il M5s vuole essere attento alla legalità, ma sicuramente è attento alla felicità dei padroni. Scusate le barbare semplificazioni imposte dalla necessità di sintesi

C’è solo un elemento che non è ancora chiaro, che cosa faranno i partiti, i gruppi, le associazioni politiche sociali, i lavoratori? Sceglieranno ancora di cercare di raccogliere le briciole all’interno del recinto dei padroni, rinunceranno al gioco o cercheranno di volare costruendo una squadra politica, sociale e culturale che possa competere contro quelle padronali? Più volte nella storia del mondo i giganti Golia sono stati sconfitti da piccoli Davide antagonisti, sopratutto quando quest’ultimi si sono organizzati.

Durante il lockdown la società romana, nelle sue varie articolazioni, ha dimostrato la sua forza nel prendersi cura della comunità, alimentando relazioni sociali e sviluppando varie forme di mutuo appoggio autorganizzate dal basso, che sono riuscite ad arrivare là dove la stessa amministrazione non era in grado di intervenire. Non è stato quello un evento casuale e momentaneo, perché in città ci sono decine di realtà che quotidianamente continuano a realizzare soluzioni su temi che l’amministrazione cittadina e quelle municipali non sono nemmeno interessate a conoscere. Perché non coordinare tutte le realtà e ripetere, anche politicamente, alle elezioni quella esperienza?

Affinchè le istituzioni inizino a dare risposte a tutti coloro che sono stati defraudati di un diritto, siano essi gli ultimi o coloro che vivono del proprio lavoro è necessario organizzare tutti i Davide contro i Golia padronali.

Marco Bizzoni

I padroni fanno e disfanno, chi tutela i lavoratori?

I #padroni fanno e disfanno, chi tutela i #lavoratori?

MAAMNel corso del lockdown FCA ha chiesto al governo di poter accedere ai prestiti garantiti per far fronte all’emergenza Covid. Nonostante FCA (ex FIAT) abbia trasferito la sede fiscale e legale all’estero, per non pagare le tasse in Italia, e abbia distribuito a maggio 5,5 miliardi di dividendi ai suoi azionisti. ha comunque ottenuto dal Governo la garanzia Statale su di un prestito di 6,5 miliardi di euro. I vincoli posti dal Governo sono stati quelli di mantenere i livelli occupazionali e l’utilizzo dei fondi per sostenere i costi del personale e gli investimenti negli stabilimenti produttivi Italiani.

Ieri, FCA, ha comunicato a tutti i suoi fornitori, quindi l’indotto italiano che interessa circa 1.000 imprese e 58.000 operai, di cessare la produzione per FCA, poiché le City cars saranno prodotte in Polonia e si avvarranno dell’indotto di PSA (Peugeot)

“Prendi i soldi e scappa”, FCA ha mantenuto fede al motto che i Padroni si sono dati in questi anni.

Su questa vicenda ancora non ho sentito nessuno di #FI, #PD, #FdI, #Lega, #M5S, ma proprio nessun #Zingaretti, #Grillo, #Meloni, #Salvini, #Berlusconi, affermare che I PADRONI SONO DEI LADRI e che I LAVORATORI VANNO TUTELATI.

Non c’è nessuna differenza di necessità tra un lavoratore: pubblico o privato a tempo indeterminato, a tempo determinato, precario, interinale, autonomo o a partita IVA, piccolo artigiano o commerciante, con lavoro nero o irregolare, in cassa integrazione, disoccupato, inoccupato, immigrato, pensionato.

Tutti hanno il timore di perdere quel poco che hanno e lo esprimono portando guerra a chi sta peggio, sotto l’abile regia di chi sta sopra. Il 20% più ricco degli italiani che possiede il 72% della ricchezza nazionale. Questa è la forza economica che possedendo i mezzi di produzione in generale e i mezzi di produzione dell’informazione e della cultura in particolare, determina il “senso comune” che guida chi lavora nelle scelte elettorali.

C’è una scelta da fare: o si rimane in attesa salvifica, votando di volta in volta cdx o di csx, in attesa dell’uomo della provvidenza, oppure i lavoratori riprendono in mano l’arma della Politica, con la loro partecipazione diretta e, andando oltre le frammentazioni che il Capitale ha operato in questi anni, si autoriconoscano come importante soggetto sociale, un’unica Classe.

E’ ORA CHE I LAVORATORI RICOMINCINO AD ORGANIZZARSI PER ENTRARE IN PARLAMENTO, NEI CONSIGLI REGIONALI, COMUNALI, E TUTELARSI DA SE’.

 

Zingaretti consente ad Acea di fare profitti dichiarando lo stato di calamità naturale.

#Zingaretti consente ad #Acea di fare profitti dichiarando lo stato di calamità naturale.

acquapubblicaIl #Presidente della #Regione #Lazio decreta lo stato di calamità naturale, lo giustifica affermando l’esistenza di una crisi idrica generata dall’assenza di piogge che ha messo in difficoltà l’approvvigionamento idrico dei Comuni. Tuttavia dalla stampa e dai media non è mai emerso nessun allarme di carenza idrica e la stessa Regione Lazio, prima del decreto, non ha mai evidenziato criticità né innalzato il suo livello di attenzione sul tema.

Malgrado la stranezza di questa crisi idrica, non rilevata da nessun organo tecnico o di informazione, il presidente Zingaretti attiva misure straordinarie ed emergenziali, il cui vero obiettivo è leggibile nel provvedimento stesso, laddove si parla della richiesta dell’Acea Ato2 di poter aumentare il prelievo dalla sorgente del #Pertuso.

Rifondazione Comunista denuncia l’assenza di ogni tipo di provvedimento della Regione Lazio orientato alla definizione di un piano di indirizzo sulla gestione delle risorse idriche, che tenga conto delle eventuali crescite demografiche dei comuni, della naturale variabilità idrometrica, delle condizione delle reti idriche.

Zingaretti nel chiuso delle proprie stanze parla di stato siccitoso, decreta l’emergenza e delega tempi e modalità per la soluzione del problema da lui dichiarato proprio al quel gruppo ACEA, potenza economica con interessi multiregione e multinazionali, che come gestore vuole aumentare il prelievo dalla sorgente del Pertuso. Annunciando preventivamente o meglio minacciando, che qualora ciò non fosse possibile, si renderebbe necessaria la turnazione idrica per alcuni comuni del Lazio. Gli stessi comuni dove quotidianamente si assiste a fiumi di acqua che, per giorni, fuoriescono da vecchie condutture ormai colabrodo senza che nessuno intervenga.

Compito della Regione Lazio dovrebbe essere quello di indirizzo e controllo delle gestioni idriche sul nostro territorio. Tuttavia ad oggi la regione non ha un sistema aperto e aggiornato, di consultazione dei dati idrologici con cui delineare e definire l’effettiva natura delle difficoltà idriche, stabilendo se esse siano causa di calamità naturale o malfunzionamento gestionale. 

La mancanza di trasparenza della Regione sui dati delle risorse idriche, l’assenza di indirizzo e controllo ai gestori, l’interpretazione “pro domo sua” che i gestori fanno dei dati idrometrici ci portano, come Partito della Rifondazione Comunista del Lazio, non solo a dubitare dell’effettiva realtà emergenziale delineata dal Presidente Zingaretti, ma anche a denunciarne la corresponsabilità, insieme ai gestori, per eventuali interruzioni idriche. Se ciò dovesse avvenire più che a scarsità d’acqua, esse saranno da imputare all’insufficienza e talvolta all’assenza degli investimenti necessari per ammodernare le condotte idriche da parte dei gestori. Ridurre l’impressionante volume d’acqua potabile che le condotte di Acea disperdono, ben oltre il 40%, sarebbe senz’altro sufficiente a scongiurare il rischio di turnazione idrica prospettato, superando le supposte calamità naturali.

Nel 2014 La Regione Lazio approvò una legge per sottrarre la gestione dell’acqua agli appetiti dei privati. #Rifondazione #Comunista chiede che dopo sei anni dall’approvazione della Legge Regionale n. 5/2014 per l’acqua pubblica, tanto sbandierata nelle scorse elezioni per mostrare quanto Zingaretti fosse di sinistra, Il Presidente della Regione la smettesse di utilizzare i beni comuni per sovvenzionare i profitti dei gestori e, mostrando attenzione e rispetto per i lavoratori, i cittadini e le comunità tutte, iniziasse a dare corso alla sua attivazione ripubblicizzando la gestione dell’intero ciclo idrico.

#PRC Regionale Lazio

PRC Lazio- Sanità Privata, il Lavoro c’è l’adeguamento degli stipendi NO.

#PRC #Lazio- #Sanità #Privata, il #Lavoro c’è l’adeguamento degli stipendi NO.prc sanità

Nel Lazio, la sanità privata accreditata, eroga il 40 per cento delle prestazioni utilizzando oltre 25 mila dipendenti ed assorbendo ben oltre il 50% delle risorse economiche totali destinate alla sanità dalla Regione.

Eppure malgrado la sanità privata accreditata sia un’impresa senza “rischi d’impresa,” essendo lautamente sovvenzionata con i soldi pubblici, i padroni, pardon i manager della sanità privata laica e religiosa, hanno ritenuto di non dover firmare la pre-intesa raggiunta a livello nazionale per il rinnovo di un contratto fermo da 14 anni. D’altronde il Ministro della Salute e la Conferenza delle regioni, gli aveva “solo” garantito la copertura del 50% del maggior costo costo che sarebbe emerso con la chiusura del nuovo contratto.

Da questa vicenda emerge chiaramente che i “prenditori” della sanità privata vogliano solo ricevere soldi pubblici e fare profitti speculando sulla malattia dei cittadini e sulla pelle dei lavoratori.

#Rifondazione #Comunista del #Lazio esprime #solidarietà ai #lavoratori della #Sanità #Privata e sostegno alle loro lotte e mobilitazioni, ogni ritardo al rinnovo del contratto è un colpo mortale alla dignità professionale dei lavoratori coinvolti.

“La vicenda – afferma Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio – è strettamente connessa con

l’uscita della sanità pubblica del Lazio dal commissariamento. Infatti quel risultato è stato conseguito attraverso un arretramento del perimetro di intervento della sanità pubblica, a favore di quella privata. Un risultato che, ora è più evidente, è stato reso possibile dal sacrificio dei cittadini -utenti, dai lavoratori pubblici per la carenza di organici, è lavoratori privati che, a parità di qualifica dei lavoratori pubblici, non vedono lo stesso riconoscimento economico.”

In tutta questa drammatica vicenda la posizione della Regione Lazio e Zingaretti, viene espressa dall’Assessore alla Sanità, che alla richiesta dei sindacati di un intervento forte della Regione, balbetta di rivedere le regole sugli accreditamenti a… “livello nazionale”.

Rifondazione Comunista ricorda come nel pieno della Pandemia le strutture che si sono ritrovate sotto pressione ed hanno consentito il superamento della crisi sono state quelle pubbliche. Mentre molte delle strutture sanitarie private, invece di luoghi di cura, si sono trasformate per la sete di profitto dei loro proprietari in focolai di infezione.

La lezione che dovremmo cogliere è quella della necessità del potenziamento e rilancio della sanità pubblica, che deve riassorbire prestazioni e personale sanitario dalla metastasi della sanità privata.

I principi che bisogna seguire per aiutare i lavoratori della sanità privata sono semplici e si ritrovano in Costituzione. La salute non è una merce ma un diritto e a pari lavoro pari diritti.

PRC Regionale Lazio

I lavoratori Farmacap chiedono un incontro, ma la giunta Raggi evapora.

I #lavoratori #Farmacap chiedono un incontro, ma la giunta #Raggi evapora.

IMG_20200623_102620Roma martedì 23, le lavoratrici ed ai lavoratori dell’azienda speciale comunale Farmacap, insieme alle loro RSA, sono in piazza del Campidoglio. Hanno richiesto un incontro alla Sindaca Raggi e all’Assessore alle Partecipate, per essere rassicurati sulla sorte dell’azienda e per richiedere che si superi la gestione commissariale.

Nella piazza, in attesa di essere convocati, si succedono gli interventi delle RSA.

Vincenzo ricorda come in piena pandemia di Covid19 il direttore Generale ad interim non trovasse di meglio da fare che inviare delle contestazioni disciplinari ai direttori di farmacia, che cercavano di fornire il servizio e nello stesso tempo di tutelare la salute dei lavoratori. Malgrado l’INAIL abbia certificato che le farmacie siano luoghi ad alto rischio di contagio, gli addebiti disciplinari sono stati ammorbiditi, ma non revocati.

Giampaolo esprime chiaramente le domande su cui i lavoratori vorrebbero avere delle risposte: il commissario ha consegnato la relazione sui bilanci dell’azienda e qual è l’esito di quella relazione? Che cosa intende fare la giunta a 5Stelle e la Sindaca Raggi della Farmacap?

Tutti i lavoratori in piazza chiedono che sia ripristinato il normale funzionamento dell’azienda con gli organismi previsti dalla Statuto. Laura, da anni dipendente dell’azienda speciale, ricorda che quando c’era il Consiglio di Amministrazione ed un Direttore Generale competente l’azienda non subiva passività di bilancio malgrado gestisse molti più servizi di quanto non faccia attualmente. Claudia, invece, evidenzia come secondo lei ad un certo punto sia prevalsa la volontà politica di privatizzare l’azienda, non sia più stato nominato il CdA e siano iniziati i passivi di bilancio.

Alle elezioni del 2016, il Movimento 5 Stelle ottenne un grande consenso dei cittadini anche con la promessa di non privatizzare l’azienda, tuttavia ad oggi il Movimento non è ancora intervenuto per risolvere positivamente la situazione dell’azienda.

Nella piazza era presente anche una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista in sostegno dei lavoratori Farmacap. Secondo Marco Bizzoni – referente del lavoro del PRC – “la Sindaca Raggi cerca di non avere responsabilità. Così nomina commissari facendo finta che ciò sia un mero atto dovuto. Tuttavia, così facendo, Sindaca e Assessore alle Partecipate sono davvero irresponsabili, nei confronti dell’azienda, dei lavoratori e della città. Per questo siamo qui, riteniamo urgente e indispensabile realizzare quanto richiesto dai lavoratori: la fine del regime commissariale e la nomina di un nuovo CdA.”

I lavoratori discutono in piazza, il tempo scorre, le RSA chiedono di essere ricevute, ma, amara sorpresa, scoprono che al Comune non sono al lavoro né la Sindaca né l’Assessore alle Partecipate. La giunta, ai primi caldi di giugno, è evaporata. Lasciando ai lavoratori ed alle lavoratrici le incertezze sul proprio futuro. Mentre il presidio inizia a smobilitare arriva il consigliere di “Sinistra per Roma” Stefano Fassina che ascolta i lavoratori e prende l’impegno di richiedere una commissione che si occupi della vicenda.

Una cosa è certa, i 5Stelle si sono sempre detti contrari alla privatizzazione dell’azienda, ma non hanno mai detto nulla sul fatto che potesse fallire. Strada su cui la Farmacap sembra ormai avviata, a meno che Roma Capitale non intervenga rapidamente per impedirlo.

Salvatore Fagiolo

PRC Roma – “LA SINDACA RAGGI SI ATTIVI, FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”

#PRC #Roma – “LA SINDACA #RAGGI SI ATTIVI, #FARMACAP È UN PATRIMONIO DEI CITTADINI.”farmacia-farmacap

Bilanci oscuri, inadempienze riguardo la prevenzione e sicurezza dei lavoratori, violazione sistemica di norme contrattuali, personale sotto organico. Sembra che l’amministrazione 5stelle della Sindaca Raggi persegua una strategia di dissolvimento della Farmacap.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Roma sostiene con forza, e invita i cittadini ed i lavoratori a sostenere, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda speciale comunale Farmacap che si terrà martedì 23 in piazza del campidoglio dalle ore 9,00.

Le farmacie di Roma ed i loro servizi sono un patrimonio dei cittadini, non un segmento di mercato da sfruttare per il profitto né un inutile carrozzone, con una buona gestione possono non solo eliminare ogni incertezza per i lavoratori, ma anche fornire buoni servizi nei quartieri. Il PRC chiede che la Sindaca Raggi prenda precisi impegni affinché Roma Capitale approvi tutti i bilanci degli anni passati, creando le precondizioni affinché si chiuda la stagione delle gestioni commissariali e predisponga il bando per la selezione di un\una Direttore\a Generale. É inoltre ora che si ripristini il normale funzionamento degli organismi dell’Azienda stabiliti dallo Statuto, la nomina un nuovo Consiglio di Amministrazione e dei Revisori dei conti.

Rifondazione Comunista ritiene indispensabile ricordare che l’azienda deve perseguire i suoi obiettivi specifici garantendo a tutti i cittadini, ed ai suoi lavoratori, i diritti fondamentali costituzionalmente tutelati e promuovendo ogni forma di partecipazione dei cittadini e degli utenti riguardo il funzionamento e l’erogazione dei servizi.

PRC, Lavoro Roma

Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

IMG_20200616_110414Il PRC sostiene “LA PAZIENZA È FINITA” 16-6-20 manifestazione USB alla Regione Lazio.

#Lavoratori e cittadini si sono ritrovati per denunciare la frammentarietà, l’insufficienza e la farraginosità delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori colpiti dalla crisi, stanziate dal Governo e denunciare anche come la #RegioneLazio abbia perseguito sulla stessa strada distribuendo denaro prioritariamente alle imprese e solo in misura minore, ridotta e temporalmente limitata per alleviare le difficoltà di chi si è ritrovato senza reddito, o con redditi insufficienti, a subire aumenti dei beni di prima necessità e delle utenze domestiche.

La Regione Lazio, oggi all’avanguardia sulla dannosa strada delle privatizzazioni ed esternalizzazioni di servizi, deve cambiare strada, per interrompere il piano inclinato verso la catastrofe sociale avviato dalla crisi pandemica.

La crisi sanitaria è stata totalmente affrontata dalla sanità pubblica, ma l’occasione è stata utilizzata ancora una volta per finanziare la sanità privata. Il risultato, con il San Raffaele alla Pisana è, di nuovo, sotto gli occhi di tutti. La sanità pubblica cura, la sanità privata infetta.

IMG_20200616_120607Sotto la sede della Regione le lavoratrici ed i lavoratori della scuola hanno ricordato come nella fascia 0/6 anni già con la Polverini erano stati stabiliti criteri di affollamento dei gruppi classe irrispettosi delle necessità dei bambini. Criteri che #Zingaretti non si è preoccupato di cambiare e che oggi sono una delle cause della difficoltà a riaprire i servizi. Nello stesso tempo la Regione stanzia risorse economiche per affrontare il problema indirizzandole prevalentemente alle strutture private.

Lavoratrici e lavoratori del turismo hanno fatto presente che il turismo che produce il 13% del pil nazionale non è quello degli italiani che possono andare all’estero, ma quello che permette ai turisti di altri paesi di venire in Italia. In quest’ottica, per mantenere integra la filiera del turismo, bisogna aiutare le attività in difficoltà e consentire, a chi si occupa prevalentemente del turismo straniero in Italia come le guide turistiche o il personale , di poter continuare a vivere fino al superamento delle difficoltà. I Tassisti hanno denunciato come, in questa fase di crisi, il modo di operare della Regione abbia privilegiato i grandi gruppi multinazionali. Un lavoratore dei trasporti ha poi denunciato la condizione di difficoltà in cui si trova ad operare per la sicurezza e per il servizio. Vetture affollate, tensioni degli utenti che ricadono sui lavoratori.

È sempre più evidente, quindi, la necessità di un cambiamento delle scelte politiche della Regione Lazio, tornando a privilegiare il diretto intervento pubblico nell’economia.

#RifondazioneComunista chiede che vi sia un impegno degli enti locali per:

  • un rilancio del settore pubblico, a partire da una campagna di stabilizzazioni ed assunzioni in Sanità, Scuola ed Istruzione, Enti Locali e per la tutela e messa in sicurezza dell’ambiente,
  • reddito universale senza vincoli e condizionalità,
  • proroga del blocco dei licenziamenti
  • stabilizzazione dei lavoratori,
  • salario minimo garantito di almeno 9euro l’ora

È necessario operare affinché si realizzi per un’inversione di rotta strutturale e veramente nessun lavoratore e lavoratrice resti solo di fronte alla crisi. Per far ciò occorre incalzare le istituzioni facendo crescere la partecipazione alle lotte sociali ed il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Marco Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio

Il PRC sostiene le richieste dei lavoratori della Multiservizi, della ristorazione Scolastica e degli AEC di Roma.

IMG_20200603_154055Il #PRC sostiene le richieste dei lavoratori della #Multiservizi, della ristorazione #Scolastica e degli #AEC di #Roma.

Mercoledì 3 i lavoratori e le lavoratrici della Multiservizi e gli addetti e le addette alla ristorazione scolastica si sono ritrovati nel presidio in piazza del Campidoglio per rivendicare un orario sufficiente a garantire servizi sicuri ed efficaci e una retribuzione dignitosa per tutti e per tutte.

Al presidio organizzato dall’USI, presente anche una delegazione del flaica uniti CUB, Rifondazione Comunista di Roma ha portato la propria solidarietà alla lotta in corso.

I lavoratori del settore ristorazione hanno denunciato che a tre mesi dal lockdown e nel giorno della ripartenza della possibilità di viaggiare tra le regioni, quei soldi necessari per vivere, strombazzati dal governo, molti ancora non li hanno visti e, chi invece è stato fortunato, ha avuto la drammatica scoperta di ritrovarsi con meno di 500 euro lorde e con la “naturale” prospettiva della sospensione estiva del lavoro e dello stipendio.IMG_20200603_164600

Così, in un periodo in cui il Governo di cui fanno parte i 5Stelle si sgola a dire che nessuno sarà lasciato indietro, ecco che nel comune di Roma, dove il Movimento5stelle ha il suo massimo rappresentante, si dimenticano questi buoni propositi. Quello che gli amministratori di Roma Capitale riescono ad offrire a questi cittadini-lavoratori, in lotta per un reddito dignitoso, sono solo vane proposte contentino. Mentre i lavoratori della Multiservizi, della ristorazione, dei servizi educativi, all’ombra della statua di Marco Aurelio, manifestano tutta la loro preoccupazione perché si prefigura un estate in assenza di reddito ed esprimono il timore del peggioramento delle condizioni di lavoro alla ripresa di settembre, il Comune di Roma li rassicura con un’umiliante elemosina.

Alle loro legittime richieste, le lavoratrici e i lavoratori, non hanno avuto neppure la soddisfazione di una diretta considerazione politica della Sindaca Raggi, che ha delegato un organo burocratico a trattare la questione come se i lavoratori e le lavoratrici non fossero essi stessi cittadini da tutelare in quanto tali. Tuttavia l’insensibilità politica del Movimento5Stelle non è una loro speciale caratteristica, ne fa fede l’assordante mancanza di attenzione prestata ai lavoratori in lotta del PD, della Lega, di FdI. Tutti questi gruppi, nell’aula Giulio Cesare, esprimono immenso amore per Roma, ma dimenticano sempre di mostrarlo contribuendo al progresso materiale dei suoi lavoratori.

È giunto il tempo che ai lavoratori delle partecipate e agli esternalizzati dei servizi del Comune di Roma sia riconosciuta piena dignità nel lavoro e nel reddito, e, nello stesso tempo, che i servizi espletati tornino ad essere prestazioni in favore dei cittadini romani, piuttosto che strumenti per i profitti di padroni e padroncini. La crisi pandemica, trasformatasi in crisi sociale, dovrebbe avere insegnato qualcosa ai nostri amministratori: il tempo per re-internalizzare i servizi è ora. Ma si sa noi siamo comunisti, abbiamo il difetto di pensare che i lavoratori e le lavoratrici siano persone con diritti e non strumenti da sfruttare per il profitto per pochi.

PRC Lavoro Roma

A Roma si ferma l’epidemia, ma i lavoratori continuano a morire sul lavoro

A #Roma si ferma l’epidemia, ma i #lavoratori continuano a #morire sul lavoro

casco operaio

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia di Carlo P. Morto oggi di lavoro ad Ostia, cadendo da un’impalcatura di un cantiere edile.

Ancora una volta l’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL ha dato il suo frutto amaro della morte di un lavoratore.

Non ci sono scusanti per la politica, le azioni messe in campo dall’assessore regionale al lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono inefficaci. Lo dimostrano le #mortiSuLavoro che continuano a succedersi ad un ritmo incontrollato.

È giunta l’ora che la #RegioneLazio agisca con forza perché nessun lavoratore muoia sul posto di lavoro, ci aspettiamo quindi un immediato ripristino degli organici e dei mezzi delle ASL per quanto riguarda i servizi di prevenzione e salute sui luoghi di lavoro. Senza #controlli non c’è #sicurezza.

PRC Lavoro Roma

#BastaMortiSulLavoro

Non c’è più tempo, Reddito subito per tutti\e!

Non c’è più tempo, #Reddito subito per tutti\e!WhatsApp Image 2020-05-29 at 18.17.18

Venerdì 29, a Roma, al Ministero dell’Economia e della Finanza si è svolto il presidio per rivendicare un reddito di base per tutti e per tutte, sulla base del documento elaborato dai promotori della rete per il “Reddito di quarantena nel Lazio”. La giornata di lotta, malgrado sia stata funestata dal maltempo non si è fermata, ma si è svolta con la presenza di molte associazioni, reti, sostenitori del reddito di base e naturalmente di Rifondazione Comunista.

“Nessuno resterà indietro, nessuno verrà lasciato solo” per mesi il Governo ci ha martellato con queste frasi ad ogni conferenza stampa. Tuttavia i soldi previsti dai decreti, che dovevano risolvere i problemi economici dei lavoratori e dei senza lavoro, ancora oggi stentano ad arrivare ai molti che ne hanno bisogno. Mentre per le multinazionali, i padroni e le imprese dai grandi fatturati i soldi sono arrivati subito senza porre condizioni e verificarne l’effettiva necessità. Tanto che l’IRAP è stata eliminata di netto sia per chi ha dovuto chiudere sia per le aziende che hanno continuato a lavorare, e quindi a guadagnare, anche nel corso del Lockdown.

Al centro della piattaforma di convocazione dell’iniziativa la richiesta di un superamento dello spezzatino di interventi governativi, che prevedono pochi soldi per le persone, in ritardo, per poco tempo, ed a volte in modi umilianti e la forte richiesta di una misura di welfare universale, individuale, senza condizioni di esclusione, che possa essere richiesto da tutte e tutti coloro che per qualsiasi motivo si ritrovino senza reddito.

Gli interventi dei partecipanti che si sono succeduti sotto al MEF non solo hanno denunciato l’inadeguatezza degli interventi presi fino ad ora dal governo, ma hanno mostrato una nuova maturità sociale. Esprimendo la consapevolezza dell’insufficienza di ogni soggetto, rinchiuso nell’ambito del proprio particolare ambito di intervento, nel poter fornire risposte efficaci e della necessità di costruire una rete, una coalizione tra tutte le realtà sociali. Perchè non vi è soluzione possibile che non tenga insieme:il diritto al reddito, con il diritto all’abitare, quello ai servizi essenziali, alla regolarizzazione dei migranti, alla tutela dei lavoratori dipendenti, a termine, indipendenti, esternalizzati, in affitto, autonomi, atipici, intermittenti, precari, in nero e a chi il lavoro vorrebbe averlo.

È giunta l’ora di intervenire con forza sui meccanismi che generano le povertà è giunta l’ora di attivarsi affinché veramente nessuno, più, resti indietro. Il presidio è stato un primo momento dei questa lotta, che proseguirà e che deve allargarsi anche ad altre realtà che nel corso di questi mesi sono intervenute nel prendersi cura di quanti sono stati e sono in difficoltà con azioni di sostegno autorganizzato. È Proprio da questa autorganizzazione, che può crescere quella coalizione sociale in grado di sviluppare una massa critica in grado di farsi ascoltare e di indirizzare le scelte delle istituzioni. Non c’è più tempo! Per le vostre misure insufficienti, si è detto al Governo nel presidio. Il tempo è ora! Risponde il Partito della Rifondazione Comunista che a partire dal tema del “Reddito per tutti\e” e dove prendere le risorse, ha lanciando la sua campagna sociale. Indicando ai lavoratori che i soldi ci sono. Bisogna farseli dare dalla Banca Centrale Europea, nel modo in cui nella crisi economica del 2008 furono dati alle banche e bisogna prenderli dalle tasche di padroni con una Tassazione Patrimoniale.