ALITALIA \ ITA – RIFONDAZIONE COMUNISTA RIFIUTA UN PIANO INDUSTRIALE CHE VEDE LO STATO PAGARE ED I LAVORATORI LICENZIATI.

“ALITALIA \ ITA – RIFONDAZIONE COMUNISTA RIFIUTA UN PIANO INDUSTRIALE CHE VEDE LO STATO PAGARE ED I LAVORATORI LICENZIATI.

Roma, Rifondazione Comunista sostiene i lavoratori e le lavoratrici Alitalia CUB e AirCrewCommiteee che mercoledì 30 dicembre saranno in Piazza Montecitorio per denunciare un progetto di nuova compagnia aerea all’insegna di licenziamenti, smembramento, ridimensionamento e chiede al Parlamento di rifiutare un piano industriale che non si propone di rilanciare la compagnia e tutelare gli attuali livelli di occupazione.

Con la nazionalizzazione dell’Alitalia sembrava che il Governo, dopo anni di scelte sciagurate e dannose per l’azienda ed i lavoratori, avesse preso la giusta strada. Da tempo il PRC indicava nella nazionalizzazione l’unica soluzione per assicurare l’esistenza ed il rilancio di una compagnia di bandiera. Tuttavia ciò che avrebbe dovuto segnare una ripresa del vettore aereo nazionale, è stato immediatamente depotenziato dall’attuale presidente e dall’amministratore delegato-direttore generale della newco Italia Trasporto Aereo, che hanno presentato un piano industriale di ridimensionamento dell’azienda, prevedendo di dimezzare voli e personale e progettando di impiegare cinque anni per tornare alle dimensioni attuali. Tutto il contrario di quanto stanno facendo le altre grandi compagnie, che guardano alla prossima ripresa potenziando flotte e linee.

Rifondazione Comunista ritiene inaccettabile che lavoratrici e lavoratori  debbano nuovamente subire le stesse scelte sbagliate già vissute negli ultimi anni. E’ inaccettabile che mentre lo Stato assicura un capitale di tre miliardi per far ripartire in sicurezza la newco, il management si predisponga a ripetere gli stessi processi che hanno generato la devastazione della compagnia di bandiera. Invitiamo tutti a sostenere lavoratrici e lavoratori Alitalia ed a sottoscrivere la petizione contro i licenziamenti e il nuovo piano industriale, proposta da CUB e AirCrewCommittee su Change: https://www.change.org/p/petizione-lavoratori-e-lavoratrici-alitalia

Roma, 29 dicembre 2020.
Maurizio Fabbri, segretario regionale Lazio
Marco Bizzoni, referente lavoro regionale Lazio

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

MA QUALE NETFLIX DELLA CULTURA! Galleria Nazionale D’Arte Moderna

MA QUALE NETFLIX DELLA CULTURA! Galleria Nazionale D’Arte Moderna

I Giovani Comunisti/e e Partito della Rifondazione Comunista sono stati presenti con dei flash mob davanti alla Galleria Nazionale D’Arte Moderna, per denunciare l’abbandono dei lavoratori dei musei, troppo spesso invisibili e precari, e gli investimenti orientati più al profitto dei privati che al funzionamento dei beni pubblici.

Ministro Franceschini non si vive solo di pane ma anche di rose.

C’E BISOGNO DI PIÙ PUBBLICO, SUBITO #PiùPubblicoSubito#assunzionisubito#PrcRoma

MA QUALE NETFLIX DELLA CULTURA!

MA QUALE NETFLIX DELLA CULTURA!

Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti/e Roma sono stati presenti con un flash mob davanti al Museo Nazionale Etrusco per denunciare l’abbandono dei lavoratori dei musei, troppo spesso invisibili e precari, e gli investimenti orientati più al profitto dei privati che al funzionamento dei beni pubblici.

Ministro Franceschini non si vive solo di pane ma anche di rose.

C’E BISOGNO DI PIÙ PUBBLICO, SUBITO

#PiùPubblicoSubito

#assunzionisubito

#PrcRoma

Rifondazione Comunista chiede il potenziamento ed il rilancio del settore Pubblico

#RifondazioneComunista chiede il potenziamento ed il rilancio del settore #Pubblico

Sabato 12 dicembre, il Partito della Rifondazione Comunista, attiverà la campagna “C’è Bisogno di più Pubblico, Subito”, che si svolgerà in contemporanea inmolte città Italiane.

A Roma, alle ore 10,30, si svolgerà un presidio presso il Policlinico Umberto I, viale Regina Elena. Nelle stesse ore un altro presidio verrà realizzato ad Anzio, presso il locale ospedale.

Mentre il governo Conte, aiutato dai mass media mainstream, cerca di alimentare lo scontro tra lavoratori con una falsa narrazione di tutele e sacrifici; condivisa da quelle destre che in Parlamento fingono di essere opposizione. La pandemia da COVID19 mette a nudo la realtà del servizio pubblico: organici ridotti e insufficienti, mezzi e strutture inadeguate, mancanza delle condizioni di sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici nello svolgimento delle loro fondamentali funzioni.

Dopo la crisi sanitaria e sociale esplosa con lockdown di marzo e aprile il Governo ha sprecato la pausa, precedente all’attuale seconda ondata, ed oggi continua a perseverare in politiche già fallite, che legano la ripresa economica alla sicurezza di profitti per pochi.

Tuttavia come hanno dimostrato i governi precedenti, peggiorare le condizioni  dei lavoratori e ridurre i diritti di tutte/i non porterà a nessuna ripresa economica del Paese. Ripresa che potrà avvenire solo riconsegnando ai lavoratori del settore pubblico una dignità professionale ed economica, rafforzando la consapevolezza sociale che il ruolo pubblico è fondamentale per il miglioramento della  qualità dei servizi e, quindi, per assicurare i pieni diritti dei cittadini.

Per contrastare efficacemente l’emergenza sanitaria e il futuro ritorno alla normalità e per far ripartire l’economia l’economia del Paese è necessario stabilizzare i precari, assumere nuovo personale e garantire salari dignitosi a tutti i lavoratori, pubblici e privati.

Per affrontare l’attuale situazione Rifondazione Comunista propone:

– consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici,
– assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori;
– stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato;
– reinternalizzazione di tutti i servizi affidati a privati.

– chiamare i possessori di grandi ricchezze, a partire da un milione di euro in su, a contribuire per il futuro del Paese.

Anni di tagli, privatizzazioni, esternalizzazioni applicati a tutto il sistema pubblico, dalla sanità alla scuola, dai vigili del fuoco ai Comuni, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche hanno reso fragile ed a rischio il Paese.

E’ ora di invertire la rotta.

Vito Meloni, Segretario Federazione di Roma-Castelli-Litoranea PRC-SE

Marco Bizzoni, Referente Lavoro Federazione di Roma-Castelli-Litoranea PRC-SE 

POTENZIARE IL LAVORO PUBBLICO, MIGLIORARE I SERVIZI.

MELONI/BIZZONI (#PRC-SE): POTENZIARE IL LAVORO PUBBLICO, MIGLIORARE I SERVIZI.

Il governo non ha inserito nella legge di bilancio le risorse necessarie per un serio piano occupazionale nel settore del lavoro pubblico. Contro questa scelta Rifondazione Comunista ha sostenuto le lavoratrici e i lavoratori della funzione pubblica che hanno già scioperato e sosterrà quanti torneranno a farlo. Poichè la pandemia in corso ha mostrato, in modo inequivocabile, l’utilità e la necessità di ripristinare la piena forza del settore Pubblico dopo anni di tagli, privatizzazioni, esternalizzazioni, precarizzazioni.

Il governo invece insiste nel proporre le stesse ricette che hanno generato difficoltà nella gestione dell’emergenza Covid19 e assume lavoratori iperprecari. Senza tener in alcun conto che il numero dei dipendenti pubblici ed i loro stipendi sono tra i più bassi d’Europa e, malgrado ciò in ogni settore, sebbene sviliti e svalorizzati, hanno assicurato che lo Stato ed le sue articolazioni potessero far fronte alle emergenze che continuano ancora oggi.

All’apice del fallimento delle politiche neoliberiste, gli stessi che hanno orientato la pubblica opinione sulle meraviglie del privato e quelli che con le loro scelte politiche hanno privilegiato il mercato in tutti i settori, invece di vergognarsi, vorrebbero continuare come nulla fosse, foraggiando quegli stessi privati che, nella crisi sanitaria, sono stati inutili. Per far ciò il Governo Conte2 resta inerte sulle richieste sindacali e scatena un’ignobile campagna stampa di denigrazione contro i lavoratori Pubblici, cercando di generare una guerra tra lavoratori “tutelati” e quelli che vivono direttamente sulla loro pelle gli effetti della crisi pandemica. Non sono i lavoratori pubblici a lasciare lavoratori autonomi, piccoli commercianti, artigiani e professionisti senza un reale sostegno, ma l’attuale governo con il sostegno delle destre, poiché insieme rifiutano come mero assistenzialismo la proposta di assicurare un reddito a tutti i cittadini che ne hanno bisogno.

Rifondazione Comunista per iniziare ad affrontare la crisi ritiene necessario il rafforzamento del settore pubblico, avviando ad un piano di assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori, la stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato, consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici e la reinternalizzazione di tutti i servizi affidati a privati. Invitiamo, quindi, lavoratori e lavoratrici dei settori pubblici a partecipare mercoledì 9, nel rispetto delle norme Covid19, al presidio indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, dalle ore 10 a Palazzo Vidoni, sede del Ministero per la Pa, perchè non vi può essere un migliore servizio per i cittadini, se non vi è dignità per i lavoratori.

Vito #Meloni, segretario della Federazione di Roma, Litoranea, Castelli

Marco #Bizzoni, referente Lavoro Federazione di Roma, Litoranea, Castelli
#Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

LA COOP. CAPODARCO GROTTAFERRATA NON SI SFRATTA

LA COOP. CAPODARCO GROTTAFERRATA NON SI SFRATTA

La Comunita` Capodarco di Roma, a firma del suo presidente Augusto Battaglia, ingiunge lo sfratto alla cooperativa Agricoltura Capodarco Cooperativa Sociale di Grottaferrata, per mettere in vendita le proprietà, fare cassa e i ripianare suoi debiti.
Un`eccellenza di agricoltura sociale riconosciuta a livello europeo, con 42 anni di storia, inserimenti, inclusione lavorativa. Una realtà in cui l’integrazione di vita di persone con disabilità o altre fragilità ha sempre avuto una vera e concreta realizzazione attraverso il lavoro.
Sfrattare questa realtà di lavoro sociale non solo l’accettazione di un diktat dell’economia di mercato, ma una regressione dalle idee di ugualianza nella diversità che la cooperazione sociale ha introdotto nella società
Capodarco Grottaferrata, inoltre, non è solo un interesse dei suoi soci e dei suoi lavoratori, ma un bene sociale della comunità dei Castelli Romani; che quì hanno sempre trovato disponibilità a verificare la possibilità di operare insieme per affrontare le necessità delle persone fragili.
NO ALLO SFRATTO DI COOP AGRICOLTURA #CAPODARCO #GROTTAFERRATA

Marco Bizzoni

#Roma In #Piazza, per il #reddito, #casa, #lavoro, #diritti per tutti e tutte; nella sicurezza sanitaria

Roma In #Piazza, per il #reddito, #casa, #lavoro, #diritti per tutti e tutte; nella sicurrezza sanitaria

In piazza a #Roma, #movimenti, #sinistra, #RifondazioneComunista sono scesi in piazza per dire che le giuste azioni di tutela sanitaria devono essere compagnate da iniziative economiche a favore di chi, lavoratori, piccoli commercianti e artigiani, si stanno ritrovando senza tutele. Le violenze di negazionisti e fascisti hanno avuto il risultato di oscurare le ragioni delle proteste: redito per tutti e tutte, diritto alla casa, diritto a non perdere la propria attività commerciale, artigianale o dei servizi a causa della pandemiaTutela sanitaria e tutela economica sociale devono essere finanziate con una #patrimoniale sui grandi patrimoni, per questo diciamo TU CI CHIUDI, TU CI PAGHI!

IL VIRUS IMPONE DEI SACRIFICI PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI…

IL VIRUS IMPONE DEI SACRIFICI PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI, ma perchè devono essere prevalentemente indirizzati a reprimere la libera socialità e raramente intervengono sulla sicurezza nei trasporti o sui luoghi di lavoro dove si valorizza il capitale?Il ministro #Franceschini dice che chi protesta non capisce la gravità della situazione, ma a non capire le difficoltà dei #lavoratori è proprio Franceschini. Noi comprendiamo la gravità della situazione. Prima che iniziasse la pandemia chiedevamo il potenziamento del #Servizio#Sanitario#Pubblico e a tutt’oggi, nel pieno della pandemia #Zingaretti privilegia i finanziamenti alle strutture private. Abbiamo chiesto che alla #scuola fossero riassegnate le risorse economiche sottratte da anni consentendo l’assunzione di migliaia di #docenti, con la riduzione degli #alunni per classe ed il ripristino costruzione degli #edifici#scolastici e sono arrivati i banchi a rotelle ed un concorso ordinario in piena ripresa pandemica.Abbiamo chiesto il diritto per tutti e tutte a poter vivere dignitosamente, e abbiamo visto approvare il reddito di schiavitù prima e, con il #Covid, vari provvedimenti spezzatino di reddito divisi per categorie che hanno fatto fatica ad arrivare a chi ne aveva bisogno escludendo totalmente chi svolge #lavoro#nero di necessità.Di che si stupisce chi vede le proteste nelle piazze Italiane? Che insieme protestino i padroni dei locali ed i loro dipendenti? Che i lavoratori dello spettacolo, della cultura, degli sport scendano in piazza? O che in queste legittime proteste forti e pacifiche si inseriscano elementi che mestano nel torbido per loro interessi come criminalità e neofascisti che con le devastazioni vandaliche catturano l’attenzione dei media?Laddove si rispettano le procedure di precauzione, vedi le scuole, i casi di contagio interni sono a livelli bassissimi. La scelta del #Governo di chiudere alcuni settori economici, forse ridurrà in parte i contagi rarefacendo le occasioni di incontro sociale, ma lascia totalmente inalterata la pericolosità e l’influenza dei luoghi di trasmissione del contagio collegate alla filiera dei lavori che non possono essere svolti in #smartworking. Cioè lascia attive situazioni di alta contagiosità, per la mancanza di intervento dello Stato nel creare distanziamento sociale nei trasporti e nell’assenza dei controlli sull’attuazione ed efficacia dei protocolli nei luoghi di lavoro.Pensare alla chiusura di attività senza prima aver instaurato un #reddito di base #universale e senza condizionalità per tutti\e, non può che produrre giuste proteste per chi teme di non poter più mettere in tavola il pranzo o la cena.Marco Bizzoni#27ottobre#italiasiribella

Lavoro e servizi pubblici al centro del seminario nazionale di Rifondazione Comunista

#Lavoro e #ServiziPubblici al centro del Seminario nazionale di #RifondazioneComunista

Sabato 24 ottobre il Partito della Rifondazione Comunista rifletterà sul Lavoro Pubblico con il seminario “AGIRE PUBBLICO BENE COMUNE: Qualità del lavoro pubblico e partecipazione dei cittadini, per rilanciare il pubblico ed estendere i servizi”.

Il Seminario nazionale si svolgerà, causa Covid e necessità di mantenere il distanziamento, in collegamento audiovideo dalle ore 14,30 alle ore 18,30 e sarà trasmesso in diretta sulla pagina #facebook @primailavoratori2019. 

Introdurrà il seminario, Antonello Patta – responsabile nazionale #lavoro PRC e vi saranno relazioni di: – Renata #Puleo – ex dirigente scolastica, – Loretta #Mussi – medico, – Carlotta #Cossutta – ricercatrice universitaria, – Serena #Sorrentino – segretaria nazionale Fp Cgil Nazionale. Interverranno inoltre lavoratrici e lavoratori dei diversi settori di lavoro.

Concluderà il seminario Maurizio #Acerbo – segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

Cosa hanno prodotto anni di disinvestimento dello Stato nei servizi pubblici, i tagli alle spese, i blocchi delle assunzioni, le privatizzazioni, i finanziamenti, occulti e palesi, alle strutture private? Quali sono gli effetti reali sui cittadini, utenti e lavoratori, ed in particolare sulle donne di quelle scelte politiche assunte dai governi nazionali, ma seguite più o meno pedissequamente dalle amministrazioni regionali e, anche se a volte obtorto collo, dalle amministrazioni locali?

Le scelte politiche dei governi negli ultimi anni sono state orientate al “contenimento della spesa” Così le hanno sempre definite i mass media principali, collusi al sistema politico della falsa alternanza. Quelle scelte si sono sempre tradotte nella soppressione dei servizi, nel peggioramento della loro qualità, nella loro privatizzazione, che genera oneri sociali e profitti privati.

Due esempi, per quanto riguarda il Lazio, sono sotto i nostri occhi in questi giorni: a Roma Capitale, un lungo processo che ha coinvolto utenti, lavoratori, famiglie, nel chiedere con una delibera di iniziativa popolare di riportare nella diretta gestione dell’amministrazione comunale il servizio degli Assistenti Educativi Culturali (AEC), si è concluso con un voto nel Consiglio Comunale che, in modo franco o con l’astensione, ha bocciato questa possibilità. Questo voto mette in evidenza come le presunte differenze tra l’amministrazione, centrosinistra e centrodestra in realtà non riguardino la vita dei cittadini. I diversi raggruppamenti si sono mostrati coesi nel respingere, in un modo o nell’altro, la possibilità di realizzazione di un lavoro pubblico di qualità mostrando attenzione ai lavoratori ed ai cittadini utenti. Per loro, i bambini disabili, sono solo merce utile per i profitti di qualche grande cooperativa, in cui i lavoratori, sono solo merce da sfruttare, il tutto pagato con i soldi pubblici. L’altro esempio è quello della Regione Lazio, di fronte alla pandemia galoppante di Covid, che ha mostrato una sanità pubblica capace di intervenire e curare malgrado le sue note difficoltà, mentre quella privata infettava i suoi utenti, Zingaretti e l’assessore alla sanità hanno fatto due scelte: la prima è stata quella di confermare l’idea della sanità privata come servizio pubblico, erogando milioni di euro ai profitti degli speculatori della salute, la seconda ha portato al potenziamento del servizio nelle strutture pubbliche attraverso lavoratori precari, sottopagati e sfruttati, da buttare via quando le attuali difficoltà saranno superate.

Anche di questi temi vogliamo discutere nel Seminario, convinti che un lavoro pubblico di qualità non sia uno spreco, ma un diritto per chi ci lavora e per chi ne usufruisce. Lavoro e servizi pubblici di qualità possono essere realizzati non riducendo la partecipazione dello Stato, ma ampliando gli spazi di partecipazione dei cittadini nella loro organizzazione e gestione.

Marco #Bizzoni,

responsabile Lavoro PRC regionale Lazio

Un altro lavoratore è morto mentre lavorava per vivere.

Un altro #lavoratore è #morto mentre lavorava per vivere.

Un altro omicidio sul lavoro si è compiuto ieri nel Lazio, sotto lo sguardo inefficiente o inerte delle istituzioni.

Rifondazione Comunista del Lazio esprime il proprio cordoglio alla famiglia di G. C. morto ieri a Fiano Romano mentre era a lavoro per poter vivere dignitosamente.

Una morte che denuncia l’inconsistenza della gran giostra di dichiarazioni mediatiche che nei mesi scorsi ha mosso i rappresentanti delle istituzioni del Lazio, con i loro vedremo, faremo, ci impegneremo. Se Assessore al lavoro, Presidente della commissione lavoro e consiglieri regionali avessero effettivamente visto, fatto e si fossero impegnati oggi, forse, non saremmo qui a piangere un nuovo morto sul lavoro.

La morte sul lavoro non può più essere considerata un incidente visto che l’86% delle imprese sono fuori norma. Responsabilità precise sono in capo ai datori di lavoro, agli appaltatori, ma anche alle istituzioni, che dovrebbero controllare la sicurezza nei luoghi di lavoro, che, però, nel corso degli anni, in ossequio a falsi risparmi e rispetto del patto di stabilità, non hanno avuto la cura di avere a disposizione strumenti efficienti di contrasto alle irregolarità nei luoghi di lavoro. Consentendo che gli ispettori del lavoro, per quanto riguarda il ministero, e gli ispettori della prevenzione, per quanto riguarda la Regione Lazio, diventassero così pochi da assicurare per ogni azienda 25 anni di impunità prima di venire controllate.

Nell’assenza di controlli, ciò che pelosamente vengono definiti incidenti, sono dei veri e propri omicidi bianchi.

Da tempo #RifondazioneComunista chiede all’#assessore al #lavoro della #RegioneLazio di attivarsi in modo non burocratico, o formale, affinché vi sia un effettivo ripristino della possibilità di controllare le aziende irregolari e salvare la vita a molti lavoratori.

Marco Bizzoni,

responsabile lavoro PRC regionale Lazio