LA COOP. CAPODARCO GROTTAFERRATA NON SI SFRATTA

LA COOP. CAPODARCO GROTTAFERRATA NON SI SFRATTA

La Comunita` Capodarco di Roma, a firma del suo presidente Augusto Battaglia, ingiunge lo sfratto alla cooperativa Agricoltura Capodarco Cooperativa Sociale di Grottaferrata, per mettere in vendita le proprietà, fare cassa e i ripianare suoi debiti.
Un`eccellenza di agricoltura sociale riconosciuta a livello europeo, con 42 anni di storia, inserimenti, inclusione lavorativa. Una realtà in cui l’integrazione di vita di persone con disabilità o altre fragilità ha sempre avuto una vera e concreta realizzazione attraverso il lavoro.
Sfrattare questa realtà di lavoro sociale non solo l’accettazione di un diktat dell’economia di mercato, ma una regressione dalle idee di ugualianza nella diversità che la cooperazione sociale ha introdotto nella società
Capodarco Grottaferrata, inoltre, non è solo un interesse dei suoi soci e dei suoi lavoratori, ma un bene sociale della comunità dei Castelli Romani; che quì hanno sempre trovato disponibilità a verificare la possibilità di operare insieme per affrontare le necessità delle persone fragili.
NO ALLO SFRATTO DI COOP AGRICOLTURA #CAPODARCO #GROTTAFERRATA

Marco Bizzoni

#Roma In #Piazza, per il #reddito, #casa, #lavoro, #diritti per tutti e tutte; nella sicurezza sanitaria

Roma In #Piazza, per il #reddito, #casa, #lavoro, #diritti per tutti e tutte; nella sicurrezza sanitaria

In piazza a #Roma, #movimenti, #sinistra, #RifondazioneComunista sono scesi in piazza per dire che le giuste azioni di tutela sanitaria devono essere compagnate da iniziative economiche a favore di chi, lavoratori, piccoli commercianti e artigiani, si stanno ritrovando senza tutele. Le violenze di negazionisti e fascisti hanno avuto il risultato di oscurare le ragioni delle proteste: redito per tutti e tutte, diritto alla casa, diritto a non perdere la propria attività commerciale, artigianale o dei servizi a causa della pandemiaTutela sanitaria e tutela economica sociale devono essere finanziate con una #patrimoniale sui grandi patrimoni, per questo diciamo TU CI CHIUDI, TU CI PAGHI!

IL VIRUS IMPONE DEI SACRIFICI PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI…

IL VIRUS IMPONE DEI SACRIFICI PER TUTELARE LA SALUTE DI TUTTI, ma perchè devono essere prevalentemente indirizzati a reprimere la libera socialità e raramente intervengono sulla sicurezza nei trasporti o sui luoghi di lavoro dove si valorizza il capitale?Il ministro #Franceschini dice che chi protesta non capisce la gravità della situazione, ma a non capire le difficoltà dei #lavoratori è proprio Franceschini. Noi comprendiamo la gravità della situazione. Prima che iniziasse la pandemia chiedevamo il potenziamento del #Servizio#Sanitario#Pubblico e a tutt’oggi, nel pieno della pandemia #Zingaretti privilegia i finanziamenti alle strutture private. Abbiamo chiesto che alla #scuola fossero riassegnate le risorse economiche sottratte da anni consentendo l’assunzione di migliaia di #docenti, con la riduzione degli #alunni per classe ed il ripristino costruzione degli #edifici#scolastici e sono arrivati i banchi a rotelle ed un concorso ordinario in piena ripresa pandemica.Abbiamo chiesto il diritto per tutti e tutte a poter vivere dignitosamente, e abbiamo visto approvare il reddito di schiavitù prima e, con il #Covid, vari provvedimenti spezzatino di reddito divisi per categorie che hanno fatto fatica ad arrivare a chi ne aveva bisogno escludendo totalmente chi svolge #lavoro#nero di necessità.Di che si stupisce chi vede le proteste nelle piazze Italiane? Che insieme protestino i padroni dei locali ed i loro dipendenti? Che i lavoratori dello spettacolo, della cultura, degli sport scendano in piazza? O che in queste legittime proteste forti e pacifiche si inseriscano elementi che mestano nel torbido per loro interessi come criminalità e neofascisti che con le devastazioni vandaliche catturano l’attenzione dei media?Laddove si rispettano le procedure di precauzione, vedi le scuole, i casi di contagio interni sono a livelli bassissimi. La scelta del #Governo di chiudere alcuni settori economici, forse ridurrà in parte i contagi rarefacendo le occasioni di incontro sociale, ma lascia totalmente inalterata la pericolosità e l’influenza dei luoghi di trasmissione del contagio collegate alla filiera dei lavori che non possono essere svolti in #smartworking. Cioè lascia attive situazioni di alta contagiosità, per la mancanza di intervento dello Stato nel creare distanziamento sociale nei trasporti e nell’assenza dei controlli sull’attuazione ed efficacia dei protocolli nei luoghi di lavoro.Pensare alla chiusura di attività senza prima aver instaurato un #reddito di base #universale e senza condizionalità per tutti\e, non può che produrre giuste proteste per chi teme di non poter più mettere in tavola il pranzo o la cena.Marco Bizzoni#27ottobre#italiasiribella

Lavoro e servizi pubblici al centro del seminario nazionale di Rifondazione Comunista

#Lavoro e #ServiziPubblici al centro del Seminario nazionale di #RifondazioneComunista

Sabato 24 ottobre il Partito della Rifondazione Comunista rifletterà sul Lavoro Pubblico con il seminario “AGIRE PUBBLICO BENE COMUNE: Qualità del lavoro pubblico e partecipazione dei cittadini, per rilanciare il pubblico ed estendere i servizi”.

Il Seminario nazionale si svolgerà, causa Covid e necessità di mantenere il distanziamento, in collegamento audiovideo dalle ore 14,30 alle ore 18,30 e sarà trasmesso in diretta sulla pagina #facebook @primailavoratori2019. 

Introdurrà il seminario, Antonello Patta – responsabile nazionale #lavoro PRC e vi saranno relazioni di: – Renata #Puleo – ex dirigente scolastica, – Loretta #Mussi – medico, – Carlotta #Cossutta – ricercatrice universitaria, – Serena #Sorrentino – segretaria nazionale Fp Cgil Nazionale. Interverranno inoltre lavoratrici e lavoratori dei diversi settori di lavoro.

Concluderà il seminario Maurizio #Acerbo – segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

Cosa hanno prodotto anni di disinvestimento dello Stato nei servizi pubblici, i tagli alle spese, i blocchi delle assunzioni, le privatizzazioni, i finanziamenti, occulti e palesi, alle strutture private? Quali sono gli effetti reali sui cittadini, utenti e lavoratori, ed in particolare sulle donne di quelle scelte politiche assunte dai governi nazionali, ma seguite più o meno pedissequamente dalle amministrazioni regionali e, anche se a volte obtorto collo, dalle amministrazioni locali?

Le scelte politiche dei governi negli ultimi anni sono state orientate al “contenimento della spesa” Così le hanno sempre definite i mass media principali, collusi al sistema politico della falsa alternanza. Quelle scelte si sono sempre tradotte nella soppressione dei servizi, nel peggioramento della loro qualità, nella loro privatizzazione, che genera oneri sociali e profitti privati.

Due esempi, per quanto riguarda il Lazio, sono sotto i nostri occhi in questi giorni: a Roma Capitale, un lungo processo che ha coinvolto utenti, lavoratori, famiglie, nel chiedere con una delibera di iniziativa popolare di riportare nella diretta gestione dell’amministrazione comunale il servizio degli Assistenti Educativi Culturali (AEC), si è concluso con un voto nel Consiglio Comunale che, in modo franco o con l’astensione, ha bocciato questa possibilità. Questo voto mette in evidenza come le presunte differenze tra l’amministrazione, centrosinistra e centrodestra in realtà non riguardino la vita dei cittadini. I diversi raggruppamenti si sono mostrati coesi nel respingere, in un modo o nell’altro, la possibilità di realizzazione di un lavoro pubblico di qualità mostrando attenzione ai lavoratori ed ai cittadini utenti. Per loro, i bambini disabili, sono solo merce utile per i profitti di qualche grande cooperativa, in cui i lavoratori, sono solo merce da sfruttare, il tutto pagato con i soldi pubblici. L’altro esempio è quello della Regione Lazio, di fronte alla pandemia galoppante di Covid, che ha mostrato una sanità pubblica capace di intervenire e curare malgrado le sue note difficoltà, mentre quella privata infettava i suoi utenti, Zingaretti e l’assessore alla sanità hanno fatto due scelte: la prima è stata quella di confermare l’idea della sanità privata come servizio pubblico, erogando milioni di euro ai profitti degli speculatori della salute, la seconda ha portato al potenziamento del servizio nelle strutture pubbliche attraverso lavoratori precari, sottopagati e sfruttati, da buttare via quando le attuali difficoltà saranno superate.

Anche di questi temi vogliamo discutere nel Seminario, convinti che un lavoro pubblico di qualità non sia uno spreco, ma un diritto per chi ci lavora e per chi ne usufruisce. Lavoro e servizi pubblici di qualità possono essere realizzati non riducendo la partecipazione dello Stato, ma ampliando gli spazi di partecipazione dei cittadini nella loro organizzazione e gestione.

Marco #Bizzoni,

responsabile Lavoro PRC regionale Lazio

Un altro lavoratore è morto mentre lavorava per vivere.

Un altro #lavoratore è #morto mentre lavorava per vivere.

Un altro omicidio sul lavoro si è compiuto ieri nel Lazio, sotto lo sguardo inefficiente o inerte delle istituzioni.

Rifondazione Comunista del Lazio esprime il proprio cordoglio alla famiglia di G. C. morto ieri a Fiano Romano mentre era a lavoro per poter vivere dignitosamente.

Una morte che denuncia l’inconsistenza della gran giostra di dichiarazioni mediatiche che nei mesi scorsi ha mosso i rappresentanti delle istituzioni del Lazio, con i loro vedremo, faremo, ci impegneremo. Se Assessore al lavoro, Presidente della commissione lavoro e consiglieri regionali avessero effettivamente visto, fatto e si fossero impegnati oggi, forse, non saremmo qui a piangere un nuovo morto sul lavoro.

La morte sul lavoro non può più essere considerata un incidente visto che l’86% delle imprese sono fuori norma. Responsabilità precise sono in capo ai datori di lavoro, agli appaltatori, ma anche alle istituzioni, che dovrebbero controllare la sicurezza nei luoghi di lavoro, che, però, nel corso degli anni, in ossequio a falsi risparmi e rispetto del patto di stabilità, non hanno avuto la cura di avere a disposizione strumenti efficienti di contrasto alle irregolarità nei luoghi di lavoro. Consentendo che gli ispettori del lavoro, per quanto riguarda il ministero, e gli ispettori della prevenzione, per quanto riguarda la Regione Lazio, diventassero così pochi da assicurare per ogni azienda 25 anni di impunità prima di venire controllate.

Nell’assenza di controlli, ciò che pelosamente vengono definiti incidenti, sono dei veri e propri omicidi bianchi.

Da tempo #RifondazioneComunista chiede all’#assessore al #lavoro della #RegioneLazio di attivarsi in modo non burocratico, o formale, affinché vi sia un effettivo ripristino della possibilità di controllare le aziende irregolari e salvare la vita a molti lavoratori.

Marco Bizzoni,

responsabile lavoro PRC regionale Lazio

UGL e Assodelivery non considerano nè persone, nè cittadini, i lavoratori rider.

Ugl e Assodelivery hanno chiuso un accordo sui rider forzando la normativa. Così i lavoratori delle consegne a domicilio si sono ritrovati un contratto che invece di tutelarli, certifica per loro l’assenza di diritti, sicurezza sul lavoro e salari inadeguati.

Rifondazione Comunista ritiene che questo accordo sia inaccettabile e vada immediatamente sostituito con il pieno coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni. I lavoratori e le lavoratrici delle consegne a domicilio devono poter avere la certezza di un reddito, di contributi e previdenza e non dipendere schiavisticamente dai parametri cottimistici di un algoritmo. Devono poter avere le tutele necessarie per poter lavorare in sicurezza. Devono avere il diritto alla disconnessione e il riconoscimento del lavoro in condizioni di disagio, festivo e notturno.

In attesa di una legge che stabilisca con forza un salario minimo orario ed i diritti fondamentali su malattia, ferie, salute e sicurezza, è necessario che nella contrattazione collettiva venga stabilito un salario minimo, che non sia vincolato a nulla se non alla disponibilità già data al lavoro. Un salario minimo dignitoso che assicuri un reddito al di sopra della soglia di povertà.

I padroni vorrebbero lavoratori e le lavoratrici le cui vite siano totalmente a disposizione delle necessità delle loro aziende senza assumersi nessuna responsabilità sociale. E’ ora di dire basta al lavoro povero, ricattato, schiavizzato e riconsegnare ai lavoratori e lavoratrici rider Diritti, Tutele e Redditi adeguati alla vita nella nostra società

Rifondazione Comunista Lavoro Lazio

Meno del 60% dei cittadini ha deciso di dare fiducia al sistema.

Meno del 60% dei cittadini ha deciso di dare fiducia al sistema.

Con la scelta in qualche luogo della “#peste” ed in altri del “#colera” i cittadini hanno scelto di restare all’interno del sistema che quotidianamente criticano, mentre circa un 25-30% di cittadini ha completamente rinunciato a decidere, scegliere, dare fiducia a qualcuno. Ovviamente in democrazia decide chi c’è, e tuttavia 1\3 dei cittadini ha deciso che il sistema non lo rappresenta.

Quanti si sono provati a porsi al di fuori del sistema, non sono riusciti ad intercettare questo elettorato, resi invisibili dai media, e, tra quelli che hanno votato, sono stati stritolati dal voto utile, spazzati via o fortemente ridimensionati dal bipolarismo coatto delle leggi elettorali ipermaggioritarie. Leggi elettorali che spingono alla costruzioni di coalizioni al cui interno ci sia di tutto. Coalizioni che si rivelano ammassi gelatinosi di idee contrastanti, interessi economici, aspettative personali… perché l’importante non è rappresentare i cittadini e le loro esigenze, ma vincere per governare, sapendo che per 5 anni nessuno potrà disturbare.

Molti, che ritengono di avere radici a sinistra, si aspettavano questo esito e per questo hanno deciso che l’unica possibilità fosse inserirsi nell’agglomerato di interessi guidato dal #PD e, tuttavia, anche le loro aspettative sono state frustrate. Laddove ha vinto il #centrodestra difficilmente sono riusciti ad entrare nelle istituzioni, stessa cosa è avvenuta dove ha vinto il #centrosinistra.

Il risultato finale di queste elezioni è che vincono tutti gli schieramenti tranne la #SINISTRA, considerata con il significato che a questa parola si attribuiva nel ‘900. Allora era sinonimo di rappresentanza delle classi subalterne. Oggi si limita a delineare lo spazio fisico che gli eletti occupano nelle istituzioni, senza che a ciò corrisponda minimamente un’azione politica a favore dei ceti popolari e dei lavoratori.

Da tutto ciò qualcuno potrebbe dedurre che siamo giunti alla fine della storia. Le classi padronali hanno raggiunto la piena egemonia nella società, frammentando le classi popolari tra centrodestra, centrosinistra e astensione e che non ci siano possibilità di rappresentanza politica se si sceglie di stare al di fuori del sistema del meno peggio, quello della scelta tra peste e colera. La narrazione ideologica oggi prevalente prevede solo la possibilità di uno “scontro” tra classi padronali tradizionaliste, il centrodestra di #Salvini e #Meloni, e quelle progressiste, il centrosinistra di #Zingaretti e #Speranza.

Malgrado l’ideologia cerchi di cancellarli, continuano ad esistere lavoratori sfruttati, precari, utilizzati con la miriade modalità di contratti oggi esistenti o totalmente disoccupati, cittadini senza casa, chi non si può curare, ceti sociali su cui la durezza delle condizioni materiali incide in modo tale per cui quella narrazione inizia a non avere più effetto. Ciò potrebbe portare alla catastrofe o alla ricostruzione di uno spazio politico per quanti si richiamino alla SINISTRA, quella nell’accezione 900esca. Sarà un cammino lungo, difficile, di ricostruzione di una popolarità ad idee che oggi sono rese invisibili dal sistema economico, mediatico, politico, ma che hanno una loro forza ideale reale .

Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio. A. Gramsci

Marco Bizzoni

La salute non è una merce, ma un diritto!

La #salute non è una #merce, ma un #diritto!

prcsaluteIl Partito della #RifondazioneComunista sostiene la campagna “Riconquistiamo il diritto alla salute (per una sanità pubblica, universale, laica, gratuita)” e invita lavorator* e cittadin* a partecipare al presidio, promosso da diverse realtà politiche, che si terrà a Roma il 3 Settembre, ore 17, in Piazza Montecitorio.

L’emergenza Covid ha messo chiaramente in evidenza come la Sanità Pubblica sia stato l’unico baluardo contro la pandemia, malgrado molte criticità frutto di decenni di scelte scellerate fatte dai governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici, che hanno privilegiato mercato ed il cosiddetto risparmio che in realtà non è stato altro che una progressiva dismissione di ospedali, posti letto, servizi territoriali e personali che poi sono stati forniti accreditando strutture della sanità privata. Quelle stesse strutture che nel periodo più buio del lockdown, mentre la sanità pubblica curava e salvava erano, con le Residenze Sanitarie Assistenziali, luoghi di infezione. Quelle stesse strutture che, malgrado forniscano servizi che in gran parte sono pagati con soldi pubblici, oggi rifiutano di riconoscere la dignità dei propri lavorator* firmando un contratto che dopo 14 anni adegui i salari.

Malgrado i pessimi risultati e in continuità con le politiche precedenti, il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, inaugura il campus bio medico di Trigoria, una struttura sanitaria privata di proprietà dell’Opus Dei. Continuando a sottrarre importanti risorse economiche al funzionamento della sanità pubblica.

E’ necessario invertire la rotta ed avviare una stagione di investimenti nella Sanità Pubblica, ripristinando strutture, assumendo personale, ampliando la disponibilità di servizi territoriali e alla persona. Per questo invitiamo lavorator* e di cittadin* a sottoscrivere la petizione “Riconquistiamo il diritto alla salute” sulla piattaforma Change.org/riconquistiamo-salute.

La salute non è merce, ma un diritto, per tutte e tutti!

Rifondazione Comunista Regionale Lazio

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

LA RAGGI METTE IN CRISI GLI ACCORDICCHI CHE PD E M5S STAVANO SVILUPPANDO E STIMOLA L’ESTROSITÀ DEI SINISTRI PER TUTTE LE STAGIONI.

cittadelpopoloLa #Raggi si ricandida sostenendo di voler dialogare con la sinistra. Di fronte a questa situazione #Orlando afferma che il #PD lavora ad un progetto alternativo. Nel frattempo #Labbatucci sollecita le primarie delle idee per costruire una coalizione larga, politica, sociale, civica, perchè da solo nessuno ce la fa, ma poi evoca il voto utile ad impedire l’avanzata di una destra reazionaria e intollerante. Chiudendo ogni ipotesi di alternativa in una più modesta alternanza interna al cerchio delle compatibilità con padroni e poteri forti romani.

Insomma la scossa della Raggi ha messo in moto anche il centrosinistra. Un potere politico, economico e culturale composto da decine di rappresentanti istituzionali, ramificazioni nell’associazionismo di base e nelle organizzazioni padronali, stampa e mass media, che, ci dicono, è necessario per poter “vincere”. Ormai è evidente come la sinistra che intende chiudersi nel cerchio di questo potere, rappresenti quella foglia di fico politica che copre la natura del PD, quella di partito di un padronato “illuminato”. A questo percorso da forza l’eurodeputato nel PD #Smeriglio, l’uomo che balla con i costruttori, come fu definito da alcuni compagni di Rifondazione. Proprio quello Smeriglio che sin dai tempi della Provincia di Roma è stato la faccia sinistra di #Zingaretti, quello che diceva di pensare ai cittadini, mettendo il WIFI nelle piazze dei comuni, ma poi la sostanza la accordava ai costruttori, acquistando come nuova sede provinciale, un’immobile inagibile etc.. La stessa coppia che alla Regione Lazio infinocchiò tutti consentendo l’approvazione, sei anni fa, di una legge sull’acqua pubblica, che tuttavia si sono “dimenticati” di attivare. Insomma questo Smeriglio, che si muove nell’area del sottogoverno, come disse Mao: “come un pesce nellacqua,” ha elaborato strategia e tattica delle prossime elezioni romane. Primo si elabora un programma rivoluzionario, (case per tutti, diritto al reddito, lavoro, mobilità, recupero urbanistico e ambientale, crescita culturale delle periferie, nuova qualità della vita cittadina). Secondo si va allo scontro per sconfiggere la Raggi e andare al ballottaggio. Terzo, in nome dell’antifascismo, si attiva la chiamata alle armi contro le destre sviluppando nuovi accordicchi con il #M5S. l’Esito finale, in caso di vittoria, già lo conosciamo e possiamo sintetizzarlo nell’espressione “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”. Ovvero chi è stato dentro al percorso avrà un riscontro, ma riguardo l’attuazione dei programmi in quell’area politica già è stato detto in altre occasioni dopo il voto che: “non sono testi sacri e possono cambiare”. In concreto i poteri forti non si disturbano, ma vanno accompagnati per il bene della città e, compatibilmente con questo assunto, cercheranno di mettere in campo un buon governo (soprattutto per i padroni). Insomma più che una rivoluzione, un eterno ritorno.

In questi anni a #Roma abbiamo sperimentato la sconfitta delle politiche di Veltroni e Rutelli e la vittoria amministrativa del #centrodestra con tutto il suo carico di familismo, incompetenza, disinteresse della cosa pubblica, affarismo. Elementi che hanno consentito al pendolo dell’opinione pubblica di tornare sul PD, che nel frattempo ha lasciato immutati i suoi orizzonti e le sue politiche, connaturate a quel partito, esplosa la vicenda “mondo di mezzo,” posti di fronte alla scelta se cambiare pratiche e politiche o trovare un capro espiatorio, la scelta è stata addebitare tutte le responsabilità a Marino e cacciarlo. Tuttavia alle ultime elezioni, gli elettori, avendo avuto la possibilità di scegliere un terzo incomodo, il #M5S, hanno fatto fuori #cdx e #csx affidando l’amministrazione a chi si presentava come paladino dei cittadini, su cui anche una parte della sinistra sociale aveva riposto le sue speranze.

Oggi i giochi sulle politiche cittadine a Roma sono più chiari. Il centrodestra, il centrosinistra, il M5S sono tutti strumenti politici al servizio dei padroni. Ciò non significa che siano uguali, ci sono delle sfumature. Il centrodestra vuole ordine e disciplina e fare felici i padroni, Il centrosinistra vuole fare felici i padroni, ma non dimentica la qualità della vita con i diritti civili. Il M5s vuole essere attento alla legalità, ma sicuramente è attento alla felicità dei padroni. Scusate le barbare semplificazioni imposte dalla necessità di sintesi

C’è solo un elemento che non è ancora chiaro, che cosa faranno i partiti, i gruppi, le associazioni politiche sociali, i lavoratori? Sceglieranno ancora di cercare di raccogliere le briciole all’interno del recinto dei padroni, rinunceranno al gioco o cercheranno di volare costruendo una squadra politica, sociale e culturale che possa competere contro quelle padronali? Più volte nella storia del mondo i giganti Golia sono stati sconfitti da piccoli Davide antagonisti, sopratutto quando quest’ultimi si sono organizzati.

Durante il lockdown la società romana, nelle sue varie articolazioni, ha dimostrato la sua forza nel prendersi cura della comunità, alimentando relazioni sociali e sviluppando varie forme di mutuo appoggio autorganizzate dal basso, che sono riuscite ad arrivare là dove la stessa amministrazione non era in grado di intervenire. Non è stato quello un evento casuale e momentaneo, perché in città ci sono decine di realtà che quotidianamente continuano a realizzare soluzioni su temi che l’amministrazione cittadina e quelle municipali non sono nemmeno interessate a conoscere. Perché non coordinare tutte le realtà e ripetere, anche politicamente, alle elezioni quella esperienza?

Affinchè le istituzioni inizino a dare risposte a tutti coloro che sono stati defraudati di un diritto, siano essi gli ultimi o coloro che vivono del proprio lavoro è necessario organizzare tutti i Davide contro i Golia padronali.

Marco Bizzoni

I padroni fanno e disfanno, chi tutela i lavoratori?

I #padroni fanno e disfanno, chi tutela i #lavoratori?

MAAMNel corso del lockdown FCA ha chiesto al governo di poter accedere ai prestiti garantiti per far fronte all’emergenza Covid. Nonostante FCA (ex FIAT) abbia trasferito la sede fiscale e legale all’estero, per non pagare le tasse in Italia, e abbia distribuito a maggio 5,5 miliardi di dividendi ai suoi azionisti. ha comunque ottenuto dal Governo la garanzia Statale su di un prestito di 6,5 miliardi di euro. I vincoli posti dal Governo sono stati quelli di mantenere i livelli occupazionali e l’utilizzo dei fondi per sostenere i costi del personale e gli investimenti negli stabilimenti produttivi Italiani.

Ieri, FCA, ha comunicato a tutti i suoi fornitori, quindi l’indotto italiano che interessa circa 1.000 imprese e 58.000 operai, di cessare la produzione per FCA, poiché le City cars saranno prodotte in Polonia e si avvarranno dell’indotto di PSA (Peugeot)

“Prendi i soldi e scappa”, FCA ha mantenuto fede al motto che i Padroni si sono dati in questi anni.

Su questa vicenda ancora non ho sentito nessuno di #FI, #PD, #FdI, #Lega, #M5S, ma proprio nessun #Zingaretti, #Grillo, #Meloni, #Salvini, #Berlusconi, affermare che I PADRONI SONO DEI LADRI e che I LAVORATORI VANNO TUTELATI.

Non c’è nessuna differenza di necessità tra un lavoratore: pubblico o privato a tempo indeterminato, a tempo determinato, precario, interinale, autonomo o a partita IVA, piccolo artigiano o commerciante, con lavoro nero o irregolare, in cassa integrazione, disoccupato, inoccupato, immigrato, pensionato.

Tutti hanno il timore di perdere quel poco che hanno e lo esprimono portando guerra a chi sta peggio, sotto l’abile regia di chi sta sopra. Il 20% più ricco degli italiani che possiede il 72% della ricchezza nazionale. Questa è la forza economica che possedendo i mezzi di produzione in generale e i mezzi di produzione dell’informazione e della cultura in particolare, determina il “senso comune” che guida chi lavora nelle scelte elettorali.

C’è una scelta da fare: o si rimane in attesa salvifica, votando di volta in volta cdx o di csx, in attesa dell’uomo della provvidenza, oppure i lavoratori riprendono in mano l’arma della Politica, con la loro partecipazione diretta e, andando oltre le frammentazioni che il Capitale ha operato in questi anni, si autoriconoscano come importante soggetto sociale, un’unica Classe.

E’ ORA CHE I LAVORATORI RICOMINCINO AD ORGANIZZARSI PER ENTRARE IN PARLAMENTO, NEI CONSIGLI REGIONALI, COMUNALI, E TUTELARSI DA SE’.